La Ue a Londra: regole comuni per avere zero dazi. Johnson: nessun allineamento
La Ue offre a Londra un accordo ambizioso di partenariato, purché ci sia allineamento su regole e standard. Johnson ribatte: non servono, prospereremo comunque
di Michele Pignatelli
2' di lettura
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È subito muro contro muro tra Ue e Regno Unito sui futuri rapporti commerciali, con Bruxelles che offre zero dazi ma chiede allineamento alle regole europee e Londra decisa a non cedere.
Il botta e risposta è stato affidato a due discorsi quasi in contemporanea. Primo a parlare il capo negoziatore Ue Michele Barnier. L’Unione europea - ha detto - vuole costruire «un partenariato ambizioso» con Londra «che includa tariffe a dazi zero su tutte le merci» e «un’ampia copertura settoriale» sui servizi, ma il prezzo è la convergenza con le regole europee.
Barnier: «Regole del gioco comuni»
«La competizione - ha precisato Barnier - è normale ma data la nostra vicinanza geografica e la nostra interdipendenza economica, questa offerta eccezionale è condizionata ad almeno due aspetti . Primo, dobbiamo fare in modo che la competizione sia e resti aperta e giusta. Abbiamo già concordato col premier Boris Johnson che la partnership futura eviterà vantaggi ingiusti. Ora dobbiamo concordare su garanzie specifiche ed efficaci, per avere regole del gioco comuni (il cosiddetto level playing field, ndr) sul lungo termine. Questo significa un meccanismo per mantenere alti standard su questioni sociali, clima, ambiente, aiuti di stato, sia oggi che nel futuro».
Per Barnier l’intesa dovrà includere anche «un accordo sulla pesca», che «garantisca accesso reciproco ai mercati e alle acque, con quote stabili».
Per i Ventisette, ha ribadito infine Barnier, deve restare fondamentale il ruolo della Corte di giustizia Ue nelle decisioni sull’applicazione corretta della legislazione Ue e, quindi, anche nel processo di regolazione dei contrasti sull’attuazione dell’eventuale accordo.

