Brexit è una manna per gli studi legali
In Gran Bretagna aumentano in misura significativa i ricavi delle cinque maggiori sigle. Anche le altre strutture hanno beneficiato della fase di incertezza politica ed economica
di Nicol Degli Innocenti
3' di lettura
3' di lettura
Brexit ha fatto rallentare l’economia britannica, ha bloccato gli investimenti e ha indebolito la sterlina, ma è stata una manna per gli esperti e i consulenti legali. L’impennata nella domanda di consigli e strategie su come gestire le incognite dell’uscita della Gran Bretagna dall’Unione europea è la ragione principale per l’aumento degli utili dei maggiori studi legali.
Il cerchio magico
I magnifici cinque del cosiddetto “cerchio magico” – definizione coniata dalla rivista The Lawyer negli anni Novanta e che da allora è diventata di uso comune – festeggiano in queste settimane i migliori risultati finanziari mai registrati. I più soddisfatti sono i partner, gli avvocati di maggiore esperienza e provata competenza, che hanno visto lievitare il loro “pacchetto annuale” oltre gli 1,6 milioni di sterline (1,7 milioni di euro).
Il “magic circle” comprende gli studi legali Allen & Overy, Clifford Chance, Freshfields Bruckhaus Deringer, Linklaters e Slaughter and May, alcuni dei quali hanno uffici anche in Italia. Slaughter and May è notoriamente il più ricco, ma anche l’unico a non rendere noti utili o risultati. Si sa però che il Pep (profit per equity partner, il pacchetto annuale di profitti degli equity partner) è di 2,7 milioni di sterline all’anno (2,9 milioni di euro), un reddito ben al di sopra degli altri.
Bilanci in crescita


