I divieti alla circolazione dei Tir

Brennero, l’Italia davanti alla Corte Ue. Sentenza entro fine anno

In Lussemburgo si è svolta l’udienza dibattimentale sul ricorso avviato dal governo italiano contro l’Austria

di Marco Morino

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Prosegue la battaglia italiana in Europa contro i divieti austriaci alla libera circolazione dei Tir lungo l’autostrada del Brennero. Martedì 21 aprile 2026, si è svolta l’udienza dibattimentale in Corte di Giustizia europea, che ha sede in Lussemburgo, sul ricorso avviato dall’Italia. L’udienza ha offerto l’occasione per ribadire, da parte italiana, la gravità dei divieti rispetto alla libertà di circolazione dei veicoli pesanti e al buon funzionamento del mercato interno.

Le conclusioni dell’avvocato generale sono attese per il prossimo 16 luglio. Entro fine anno arriverà la pronuncia del collegio lussemburghese. Il Mit (ministero Infrastrutture e Trasporti) esprime la forte aspettativa per una soluzione positiva della vertenza che «possa ristabilire certezza del diritto e condizioni più favorevoli per gli autotrasportatori che hanno un ruolo fondamentale per la competitività italiana ed europea».

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Nello specifico: il ricorso, promosso dal governo italiano attraverso il ministero dei Trasporti, contesta la compatibilità dei divieti introdotti dal Land Tirolo (Austria) con la libertà di circolazione delle merci garantita dagli articoli 34 e 35 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea. L’Austria è convenuta in giudizio, mentre la Commissione europea è intervenuta a sostegno dell’Italia.

L’impatto dei blocchi sulla logistica

Per le imprese di autotrasporto italiane ed europee l’impatto è soprattutto operativo ed economico. I divieti e il dosaggio determinano tempi di percorrenza meno prevedibili, soste forzate e necessità di riprogrammare i viaggi, con effetti a catena sulla pianificazione delle consegne e sull’utilizzo dei mezzi. Le alternative d’instradamento, come il valico di Tarvisio o altri attraversamenti alpini, comportano maggiori percorrenze chilometriche e costi aggiuntivi, incidendo sulla competitività delle filiere che utilizzano il corridoio del Brennero per l’interscambio con l’Europa centro-settentrionale.

I divieti

Il teatro materiale della controversia è il tratto tirolese dell’autostrada A12 Inntal, tra Langkampfen e Ampass, e più in generale il valico del Brennero, nodo centrale della rete trans-europea dei trasporti Ten-T. Al centro del contenzioso vi sono quattro gruppi di misure adottate dall’Austria. Il primo riguarda il divieto di transito notturno per i veicoli industriali, applicato in determinate fasce orarie con eccezioni limitate. Il secondo è il divieto settoriale, che impedisce il trasporto su strada di specifiche categorie merceologiche, tra cui carta, cemento, prodotti in metallo e alcune tipologie di merci agricole e di largo consumo, con l’obiettivo dichiarato di favorire il trasferimento verso la ferrovia.

Il terzo gruppo comprende i divieti invernali e quelli nei periodi di punta, in particolare nei fine settimana caratterizzati da forti flussi turistici. Il quarto elemento è il sistema di dosaggio del traffico, che consente il passaggio di un numero contingentato di mezzi pesanti dall’A12 verso il Brennero a intervalli prestabiliti. Il calendario 2026 del Land Tirolo prevede circa 30 giornate di dosaggio con gestione operativa affidata ad Asfinag (il gestore della rete autostradale austriaca).

Il parere della Commissione europea

Un passaggio rilevante si è verificato il 14 maggio 2024, quando la Commissione europea ha espresso un parere formale nell’ambito della procedura attivata dall’Italia ai sensi dell’articolo 259 del Trattato. La Commissione ha ritenuto che le misure austriache non siano giustificate né coerenti rispetto agli obiettivi dichiarati, censurando divieto notturno, divieto settoriale, divieti stagionali e sistema di dosaggi. Nonostante i numerosi tentativi di confronto tra gli Stati membri interessati (Austria e Italia) e la Commissione europea, non è stata finora individuata una soluzione condivisa.

Le ragioni dell’Austria

Sul versante austriaco, il Governo federale e il Land Tirolo difendono le restrizioni come strumenti indispensabili per la tutela della salute dei cittadini e della qualità dell’aria nelle valli alpine, nonché per la sicurezza stradale e la gestione dei picchi di traffico. Vienna sostiene che le misure siano proporzionate e inserite in una strategia di lungo periodo volta a incentivare il trasferimento modale verso la ferrovia, in coerenza con gli obiettivi climatici europei e con la futura piena operatività della galleria di base del Brennero.

Anita, l’associazione del trasporto e della logistica aderente a Confindustria, osserva che le restrizioni unilaterali adottate dall’Austria lungo il corridoio alpino del Brennero continuano a generare gravi criticità, con code di mezzi pesanti che, nei giorni di traffico regolato, possono raggiungere anche gli 80 chilometri, compromettendo in maniera rilevante la fluidità degli scambi intraeuropei. Anita in particolare insiste su un punto: l’eliminazione del divieto notturno farebbe più scorrevole il traffico durante le ore diurne e renderebbe superfluo il sistema di dosaggio nelle prime ore mattutine. Dice Thomas Baumgartner, delegato Anita per il Brennero: «Ci aspettiamo che la Corte di Giustizia accolga le ragioni dell’Italia e ponga fine a una situazione che da troppo tempo penalizza il nostro sistema economico. L’Europa deve dimostrare di essere davvero uno spazio senza barriere interne».

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