Un centro di ricerca dedicato all’intelligenza artificiale
La collaborazione con le università e le imprese cinesi
Il sistema frenante che anticipa le norme di Euro 7
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Ricerca, intelligenza artificiale, sostenibilità. E Cina. Da Shanghai, il messaggio di Brembo, la multinazionale italiana leader globale dei sistemi frenanti, arriva forte e chiaro e può essere riassunto in quattro parole figlie di due diversi progetti: l’avvio, proprio a Shanghai, di un laboratorio di ricerca sull’intelligenza artificiale, il Brembo Inspiration Lab, aperto in concomitanza con l’apertura della ventunesima edizione del Salone dell’auto; il lancio, sempre alla Fiera, di un nuovo impianto frenante, il Greentell Set che ridurrà dell’85% l’impatto ambientale. Due iniziative che hanno in comune l’obiettivo dell’azienda di aumentare l’efficienza e la sostenibilità grazie all’innovazione e alla ricerca.
L’Inspiration Lab di Shanghai, il secondo del gruppo dopo quello della Silicon Valley specializzato nell’analisi digitale, lavorerà sullo sviluppo di software, l’intelligenza artificiale e i data science e opererà in collaborazione con le università, i centri di ricerca, le start up e i gruppi industriali cinsi. Oltre che in sinergia con i dieci laboratori del gruppo Brembo nel mondo.
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La scelta di Shanghai come sede del laboratorio non è casuale. L’ecosistema automotive di Pechino è in pieno fermento e i gruppi cinesi sono all’avanguardia per soluzioni innovative. Basta fare un giro tra i padiglioni del Salone dell’auto per rendersene conto. Le case cinesi sono quelle che presentano le soluzioni tecnologicamente più avanzate, ai limiti del visionario. Umanoidi, cani robot, droni e strumenti digitali di ogni genere ruotano attorno al mondo di un’auto sempre più digitalizzata e intelligente. L’Europa sembra inseguire.
Il Brembo Inspiration Lab si trova all’interno del grattacielo Wheelock Square, nel distretto di Jing’an, un quartiere dove business e innovazione si mischiano nel nuovo melting pot culturale cinese. E’ una conferma, nonostante Trump, i dazi e il rischio di guerre commerciali, delle ambizioni di crescita e della volontà di investire in Cina della multinazionale bergamasca. Brembo ha avviato il suo primo sito produttivo a Nanchino nel 2001 e oggi conta cinque stabilimenti produttivi, una sede commerciale e un centro di ricerca e sviluppo, da poco ampliato, distribuiti nelle città di Nanchino, Shanghai, Langfang, Jiaxing, Qingdao e Jinan, le capitali dei distretti con la maggiore presenza dell’industria automotive cinese e globale. La Cina genera oltre il 15% del fatturato di Brembo (3,84 miliardi di euro). Nel 2024, il business di Brembo in Cina è cresciuto del 7,7%, rispetto al 2023.
Daniele Schillaci, amministratore delegato di Brembo, spiega in maniera semplice la filosofica del gruppo. «L’industria automotive sta evolvendo e noi stiamo integrando i nostri sistemi frenanti con soluzioni software basate sull’intelligenza artificiale. Per definire un nuovo standard nell’esperienza di guida, puntando su sicurezza e comfort. Il Brembo Inspiration Lab contribuirà a realizzare la nostra visione di un futuro senza incidenti, in cui conducenti, passeggeri e pedoni possano godere di una completa tranquillità».
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Ecco perché Green tell Set è stato presentato a Shanghai. Il nuovo sistema frenante riassume la strategia di prodotto frutto della ricerca interna di Brembo. Un sistema frenante nato grazie alle sinergie tra i laboratori dell’azienda: l’analisi dei dati e l’elaborazione con l’intelligenza artificiale; la ricerca sulle macchine e i nuovi materiali. Il set è composto da un nuovo disco e da pastiglie con maggiore durata, resistenza alla corrosione e riduzione delle emissioni di polveri. L’innovazione cardine di questo prodotto è l’applicazione di un doppio strato di rivestimento senza nickel (un sistema in attesa di brevetto) attraverso una particolare tecnologia laser. Grazie all’analisi dei dati e all’intelligenza artificiale, Brembo ha affinato la tecnologia integrandola negli impianti produttivi e ampliando le competenze nello studio delle emissioni.
La soluzione è all’apparenza semplice. L’applicazione del doppio strato di rivestimento tramite laser e l’uso di pastiglie specifiche aumenta la resistenza e la durata del disco senza comprometterne le prestazioni. Il disco garantisce una riduzione dell’usura fino all’80% rispetto a un disco in ghisa non rivestito e taglia le emissioni di polveri fino a circa il 90%. Numeri già in linea con le norme Euro 7 sulle emissioni dei freni che entreranno in vigore nel 2026.
Schillaci ribadisce. «Non ci limitiamo a seguire norme e leggi: andiamo oltre. Facciamo del nostro meglio per anticipare e persino superare le esigenze dei clienti». Un approccio che in Cina ha trovato terreno più che fertile.
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