Braga, la nuova geografia del mecenatismo
Il progetto di José Teixeira intreccia collezionismo, architettura e responsabilità sociale, portando la città nella rete globale dell’arte contemporanea
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I punti chiave
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Braga, nel nord del Portogallo, è un intreccio stratificato di storia e fede. Soprannominata la “Roma portoghese” per le sue oltre trenta chiese e per il suo antico ruolo di sede vescovile, è oggi una delle città culturalmente più vivaci del Paese, insieme a Porto, Lisbona e Guimarães.
Una vitalità che si rafforza ulteriormente con l’apertura di MUZEO che, in questo contesto, non rappresenta semplicemente l’ennesima infrastruttura culturale ma un tentativo di tradurre capitale economico in capitale culturale, posizionando la città — e il suo principale attore industriale — dentro la geografia globale dell’arte contemporanea.
Il progetto porta la firma dell’architetto bracarense José Carvalho Araújo, che ha trasformato l’ex Tribunale Giudiziario, nel centro storico, in un museo articolato su più livelli per una superficie complessiva di circa 3.000 metri quadrati. L’intervento ha saputo integrare anche importanti elementi archeologici, tra cui un tratto delle mura medievali e un pozzo storico, che hanno richiesto l’intervento di esperti per non danneggiare i reperti.
A guidare questa trasformazione è l’imprenditore e collezionista José Teixeira, figura che incarna una forma contemporanea di mecenatismo. Con un investimento di 40 milioni di euro per l’acquisto e la ristrutturazione dell’edificio, ha voluto dare al progetto un nome che ne chiarisse fin da subito l’intento anche politico: “Muzeu — Pensiero e Arte Contemporanea dst”. Il museo attinge alla sua collezione privata, costruita in oltre quarant’anni, che comprende oggi più di 1.500 opere di 240 artisti portoghesi e internazionali. Una raccolta che privilegia lavori caratterizzati da una forte dimensione poetica, filosofica e politica, affrontando temi come memoria, potere, identità, lavoro, resistenza e libertà. A questa passione Teixeira destina ogni anno circa 2,5 milioni di euro, alimentandola attraverso un costante lavoro di ricerca, tra libri, pubblicazioni, gallerie e fiere d’arte in tutto il mondo.
Il progetto inaugurale
Al centro del programma inaugurale si colloca la mostra «Siamo realistici, esigiamo l’impossibile», aperta dal 23 aprile 2026 al 23 ottobre 2027 ha ereditato il titolo dal lessico del ’68 ed è un assaggio della capacità del fondatore di attraversare linguaggi e geografie. Distribuita su quattro piani espositivi, presenta oltre cento opere di novantasei artisti — quaranta portoghesi e cinquantasei internazionali — provenienti dalla collezione d’arte contemporanea dstgroup. Tra i nomi in mostra figurano Alex Katz, Ângela Ferreira, Annie Leibovitz, Francesco Clemente, Franz West, Nan Goldin e Julian Opie, accanto a numerosi artisti portoghesi.

















