Bosnia o non Bosnia, che fatica il nostro calcio!
Perché con la Nazionale è diventato tutto così faticoso e complicato?
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È una domanda semplice a cui non si dà mai una vera risposta: ma perché con la Nazionale è diventato tutto così faticoso e complicato? Perché ancora una volta, dopo aver saltato due Mondiali di fila (Russia 2018 e Qatar 2022), potremmo saltarne un terzo se, domani sera, non battiamo la Bosnia nella finale dei playoff?
Come è possibile?
Come è possibile che Gattuso non dorma più la notte? Che ci facciamo mille problemi per aver esultato quando abbiamo saputo che a passare il turno era stata la Bosnia (numero 71 della classifica Fifa) e non il Galles (numero 35)? È chiaro che sia preferibile vedercela con una squadra meno forte che con una più forte, ma insomma il Galles e la Bosnia sono quello che sono, non stiamo parlando dell’Argentina o della Francia. Sono due squadre modeste, che solo noi italiani, con questa ossessione di ingigantire gli avversari e rimpicciolire noi stessi, stiamo facendo diventare dei colossi insuperabili. E meno male che Dimarco, con apprezzabile ironia, ha ridimensionato la polemica: “Macché arroganti, noi non ci qualifichiamo da 12 anni!”.
Come sapete si giocherà in trasferta, a Zenica, in uno stadio che per ragioni di sicurezza non contiene più di 9mila spettatori. Uno stadio da serie B dove negli ultimi tre anni la Bosnia ha vinto solo contro Cipro, San Marino e Romania. Non proprio squadre che fanno tremare il mondo. Sarajevo, con i massacri che evoca, non è lontana, dovremmo quindi andarci cauti a parlare di “inferno”, di “accoglienza di fuoco”.
Eppure, dopo aver superato con un certo patema (primo tempo inguardabile) la “spigolosa” Irlanda del Nord, ora siamo di nuovo qui a farci mille problemi sull’accoglienza che riceveremo, e sul fatto che Dzeko e compagni giocheranno con il diavolo in corpo per farci pagare l’oltraggio, che insomma dovremo passare un’altra serata da lupi.










