La maledizione dei playoff

La Bosnia batte l’Italia ai rigori, azzurri ancora fuori dai Mondiali

L’Italia non andrà ai Mondiali per la terza volta di fila. Nella finale dei play off ha vinto la Bosnia 5-2 dopo i rigori, strappando così il biglietto per la Coppa del Mondo

di Dario Ricci

Pio Esposito dell'Italia durante la partita di calcio valida per le qualificazioni ai Mondiali del 2026 tra Bosnia-Erzegovina e Italia allo Stadion Bilino Polje di Zenica, in Bosnia-Erzegovina. - 31 marzo 2026. Sport - Calcio. (Foto di Fabio Ferrari/LaPresse) LAPRESSE

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Niente Mondiale. Per la terza volta di fila. Zenica come Milano e come Palermo. Ai mondiali va la Bosnia, giovane, volitiva, tecnica. Noi ci prepariamo a un’altra estate sul divano, e a un k.o. che ci spinge verso l’indifferenza calcistica globale. Un anonimato che è peggio di qualsiasi inferno, per il nostro calcio. Notte di orgoglio, errori, emozioni, fallimento, quella azzurra in terra bosniaca. Ora il problema non sarà ripartire, ma come e con chi farlo.

Vista Oltreoceano - Qualche fischio, molti più applausi accolgono gli azzurri sul prato del Bilino Polje fin dal pre-riscaldamento. Bolgia doveva essere, e bolgia è, ma col sorriso sulle labbra da parte dei tanti bosniaci che abbiamo incontrato per le strade intorno alla tana degli uomini di Barbarez. Il ct di casa lancia Basic, centrocampista dell’Astana - invece del previsto Gigovic nell’undici titolare; Gattuso conferma la squadra che ha battuto i nordirlandesi a Bergamo, con Kean e Retegui coppia d’attacco e Politano sull’out destro. Le luci dei palazzi che s’affacciano sullo stadio sono tutte illuminate, le bandiere gialloblu stellate spuntano da ogni balcone, poi i fuochi d’artificio. Emoziona pensare che da qui si vedano New York, Città del Messico e Montreal, città simbolo che del mondiale che verrà.

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Tattica e tensione - Al fischio di Turpin inizia la sfida a scacchi tra Barbarez e Gattuso. I bosniaci ci lasciano volentieri il pallone, noi ci affidiamo spesso a lanci lunghi, difficili da gestire per Kean e Retegui; più efficace, come sponda, Dzeko per i suoi. All’improvviso, però il vantaggio azzurro: Vasilj, pressato da Retegui, calcia un rinvio sui piedi di Barella che serve Kean, che di destro dal limite fa 0 a 1. Un regalo che sarebbe stato davvero sconveniente non accettare.

Reazione - Barbarez alza ritmo e pressing, Basic scalda i guanti di Donnarumma; risponde Retegui, stavolta Vasilj è attento. Barella, galvanizzato dall’assist, cresce e cerca spesso Dimarco a sinistra, dove però lo incalza Bajraktarevic: al 38esimo il talento del Psv crossa per Demirovic, che di testa mette a lato di un soffio. Sembriamo combattuti tra il provare a spegnere la partita, e accettare il duello.

Rosso diretto - Neanche il tempo di pensarci, e Bastoni, su incerto rinvio difensivo, falcia da ultimo uomo Memic: rosso diretto, e ora almeno abbiamo la certezza che sarà impossibile anestetizzarla, questa partita. Proprio Memic, ancora di testa, sfiora il pari al 45esimo, mentre Gatti prende il posto di Retegui.

Fortino - Esce pure Politano per Palestra, mentre gli ingressi di Tahirovic e Aljabegovic testimoniano che Barbarez vuole abbattere col talento il fortino azzurro. Ma l’ansia tradisce Memic, che al 59esimo lancia Kean a tu per tu con Vasilj: stavolta il viola, stravolto dalla volata, calcia alto sugli spalti il colpo del k.o. Dieci minuti, e ci salvano ancora le manone di Donnarumma (proprio su Tahirovic), e subito dopo Esposito (appena entrato per Kean) calcia alto su iniziativa di Palestra, bravo e coraggioso.

Pari bosniaco - Dimarco ha una palla buona, ma sul destro: tiro debole, sul fondo. Palestra e Gatti portano coraggio e volontà, Cristante il fiato che Locatelli non aveva più. Ma al 79esimo ecco il pari bosniaco, con Tabakovic che insacca la ribattuta di Donnaruma in mischia. Siamo alle corde, nella bolgia di Zenica, seppur con un immenso orgoglio. E Gigio miracoleggia ancora su incornata di Dzeko, prima che Turpin mandi tutti ai supplementari.

Epilogo - Strano a dirsi ma sembrano gli azzurri i più tonici ora. Ed Esposito da un metro di testa si vede il gol mundial negato da Vasilj. Poco prima Muhamerovic stende Palestra lanciato in contropiede al limite dell’area: Turpin fischia la punizione, ma si tiene il possibile carrellino rosso nel taschino, ammonendo il difensore del Sassuolo. Tahirovic a due minuti dalla fine calcia sul fondo dal limite. Si decide ai rigori: Esposito calcia alto, Cristante colpisce la traversa, loro sono perfetti, Bajraktarevic segna il penalty che spinge la Bosnia al mondiale e in Paradiso, noi ancora una volta sul divano, e verso l’anonimato, che è peggio di qualsiasi inferno.

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