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Mercati
Borse, Wall Street chiude contrastata. Piazza Affari sale sui massimi con il risiko bancario
Tornano le turbolenze sui tech dopo la tregua di un giorno. A Piazza Affari la giornata ha premiato la galassia Unipol, acquisti anche su Mps e Mediobanca. Generali sopra quota 40 euro per la prima volta
(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Chiudono in ordine sparso le borse europee con Milano che riesce comunque a mettere a segno la migliore performance del Vecchio Continente (+0,11% a 50.262 punti punti) che ha aggiornato il nuovo record intraday a 51.240 punti. Il risiko bancario tiene banco con tutto il comparto in gran fermento mentre il mercato cerca di posizionarsi in vista del - possibile - nuovo ordine del settore finanziario italiano, dopo l’affondo di Intesa Sanpaolo (+0,9%) su Mps (+2,63%). Un’operazione condivisa con Unipol (+4,67% e che ha superato i 23 euro per la prima volta), che rileverà il marchio Mps e 635 filiali della banca senese. Il cda di Rocca Salimbeni ha annunciato che esaminerà l’offerta, così come la proposta di matrimonio avanzata da Banco Bpm (+1,54%) e annunciata domenica. Una proposta che, tuttavia, somiglia più a una lettera d’intenti che a una vera e propria operazione presentata a Mps. Le due iniziative riaccendono i riflettori anche su Generali (+2,13%) , che ha aggiornato ancora i massimi storici e supera per la prima volta nella storia la soglia dei 40 euro.
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Borse in frenata sul finale. Il risiko bancario spinge Milano
L'Europa spera nell'accordo Usa-Iran e aspetta la mega Ipo
Le Borse europee terminano le contrattazioni in ordine sparso aggrappate alle speranze che regga il cessate il fuoco in Medio Oriente e, soprattutto, che venga raggiunto un accordo tra Stati Uniti e Iran, come promesso dal presidente americano Donald Trump, che ha parlato di un annuncio entro due o tre giorni. Parigi chiude poco sopra la parità mentre Francoforte sul finale cede lo 0,8% nel giorno dei dati sulla bilancia commerciale e la produzione industriale (+0,4% su mese ma -0,5% sull'anno). Le speranze di un allentamento della tensione spingono al ribasso il petrolio, che spera sempre in una possibile riapertura dello Stretto di Hormuz.
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Restano elevati i rendimenti dei titoli di Stato, con gli investitori convinti che le banche centrali possano annunciare entro fine anno un rialzo del costo del denaro. Intanto mercoledì 10 giugno sarà cruciale, in vista delle prossime decisioni della Federal Reserve, il dato sull’inflazione statunitense di maggio, che gli analisti stimano al 4,2% su base annua. In tal caso si tratterebbe del livello più elevato degli ultimi tre anni.
Cresce anche l’attesa per le grandi Ipo. Se venerdì sbarcherà al Nasdaq la tanto attesa SpaceX, nelle ultime ore è emerso che anche OpenAI, la società che controlla ChatGPT, ha depositato i documenti per la quotazione, una settimana dopo la rivale Anthropic.
Wall Street contrastata
Wall Street chiude contrastata. Il Dow Jones sale dello 0,17% a 50.872,11 punti, il Nasdaq cede lo 0,97% a 25.678,82 punti e lo S500 lascia lo 0,26% a 7386,65 punti.
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Borsa a metà seduta
Petrolio in calo, il gas in area 48 euro
Si raffredda la tensione sui prezzi del petrolio, con il Wti sotto ai 90 dollari e il Brent sotto quota 93, mentre l’amministrazione americana sembra voler dare una spinta decisiva alle trattative e ha invitato Israele e Iran a far cessare le azioni militari in Libano. Inoltre, Trump ha dichiarato - anc0ra una volta - che le negoziazioni tra Usa e Iran sono alle battute finali e che novità arriveranno nei prossimi due giorni. «Il presidente ci ha abituato ormai a queste dichiarazioni - dicono gli analisti di Mps - e il mercato, infatti, sembra non dare più ascolto, però la tregua tra Iran e Israele ha comunque fatto raffreddare i prezzi dell’energia che sono ritornati, in termini di petrolio, sui livelli di chiusura di venerdì scorso».
Dopo una discesa iniziale, scende in area 48 euro al MWh il prezzo del gas europeo ad Amsterdam.
L'euro si rafforza sopra 1,15 sul dollaro
Sul mercato valutario, l’euro si rafforza contro il dollaro a quota 1,158. Gli investitori restano concentrati sulla fragile tregua in Medio Oriente e aspettano le indicazioni che arriveranno nei prossimi giorni dalle banche centrali: giovedì sarà la volta della Bce (e il mercato dà per scontato un aumento del costo del denaro), il 17 giugno della Fed (da cui ci si aspetta un nulla di fatto).
«Difficilmente l'euro troverà un sostegno duraturo in tassi di interesse più elevati - dice Michele Sansone, country manager di iBanFirst Italia - i mercati dei cambi sembrano infatti reagire soprattutto alle prospettive relative di crescita economica, più che a variazioni marginali dei differenziali di rendimento. Finché l'economia statunitense continuerà a mostrare una maggiore capacità di crescita rispetto a quella europea, il dollaro dovrebbe mantenere un vantaggio competitivo, limitando i benefici che la moneta unica potrebbe trarre da un ulteriore aumento del costo del denaro».
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Borsa in video
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Dopo quasi vent’anni di rapporti difficili, Bolivia e Stati Uniti tornano a collaborare nella lotta al narcotraffico. Un accordo che segna una svolta nelle relazioni tra i due Paesi e che potrebbe ridisegnare...