Mercati

Borse, il calo del greggio non basta. Difesa e lusso frenano Milano (-0,1%)

Occhi anche sul Medio Oriente dove, nonostante le parole incendiare di Trump, il primo round di colloqui ha registrato dei progressi. Sul Ftse Mib incide lo stacco cedole per lo 0,21%, ancora in ribasso il petrolio. Contrastata Wall Street

di Ivan Torneo e Giorgia Colucci

I mercati a metà seduta

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(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Il calo del petrolio non basta alle Borse europee in una seduta ancora dominata dai negoziati Usa-Iran. Secondo il vicepresidente Usa J.D. Vance, i colloqui in Svizzera hanno fatto «grandi progressi», tra cui spiccano il ritorno degli ispettori dell'autorità del nucleare Aiea a Teheran, e la decisione del dipartimento del Tesoro Usa di revocare per 60 giorni le sanzioni sul petrolio iraniano. Elementi che hanno stimolato i ribassi del greggio. Così Piazza Affari (reduce dal record di venerdì scorso, e su cui lo stacco cedole pesa per lo 0,21%) chiude a -0,1% una seduta in ordine sparso a livello europeo. In Gran Bretagna l'annuncio delle dimissioni del premier Keir Starmer non scuote la Borsa di Londra (+0,7) nè la sterlina. Sullo sfondo la politica monetaria, con la presidente della Bce Christine Lagarde che all’Europarlamento ha indicato come la banca centrale al momento non veda segnali «che giustificherebbero una politica più incisiva», dopo il primo taglio dei tassi d'interesse in quasi tre anni dell'ultima riunione. Per la nuova Fed a guida Warsh, invece, «l’ago della bilancia si è chiaramente posizionato sul rischio inflazione», scrive Luca Simoncelli di Invesco.

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Wall Street è contrastata

Andamento contrastato per Wall Street, dopo gli ultimi sviluppi nei negoziati tra Stati Uniti e Iran, all'inizio di una giornata con un'agenda priva di dati macroeconomici. Un test cruciale per i mercati, questa settimana, sarà la pubblicazione, giovedì 25 giugno, dell'indice dei prezzi delle spese per consumi personali (Pce) di maggio, l'indicatore di inflazione preferito dalla Fed. Anche escludendo la volatilità dei prezzi di cibo ed energia, si prevede un aumento del Pce 'core', secondo gli economisti interpellati da FactSet. A seguito della riunione della Fed della scorsa settimana, le aspettative di un aumento dei tassi di interesse sono state anticipate a ottobre. Gli investitori sono ora concentrati su qualsiasi dato sull'inflazione che possa segnalare un imminente rialzo dei tassi da parte della Banca centrale statunitense.

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Sull'azionario, il titolo di SpaceX cede terreno. Sebbene le azioni abbiano perso circa il 13% rispetto al massimo di chiusura di martedì, restano comunque in rialzo del 30% rispetto al prezzo dell'Ipo (135 dollari). Il titolo di Getty Images è in rialzo, dopo che la società ha annunciato un accordo con OpenAI: i contenuti di Getty Images appariranno nelle ricerche su OpenAI e ChatGpt. In calo Alphabet e Amazon.

A Milano scatta St, debole il lusso e difesa

A Piazza Affari svetta St (+2%) , con il rinnovato entusiasmo per il settore dell'intelligenza artificiale. Bene anche Unipol (+1,15%), Stellantis (+1,45%) e Nexi (+3,3%). Gli investitori si interrogano sui futuri confini del sistema bancario dopo la nuova ondata di consolidamento in atto. I riflettori sono puntati soprattutto su Banca Monte Paschi Siena (-0,9%), in attesa che l’istituto esprima un’opinione sulle proposte di Intesa Sanpaolo (+0,9%) e Banco Bpm (+0,2%). Giù anche la difesa con Leonardo (-3,7%), Avio (-4,7%) e Fincantieri (-3,7%), mentre è debole anche il lusso con Moncler (-3%) e Cucinelli (-3,3%).

Giù il petrolio e il gas

Sul valutario, euro/dollaro poco mosso a quota 1,14. Sul fronte energetico, come detto, continua il calo del petrolio con il Wti sui 73 dollari al barile, mentre il Brent scambia sotto i 78 dollari. Scende anche il gas naturale ad Amsterdam sopra i 42 euro al megawattora. In lieve calo lo spread tra BTp e Bund: il differenziale di rendimento tra il BTp decennale benchmark e il Bund tedesco di pari durata si è attestato a 70 punti base, in calo dai 71 punti della chiusura di venerdì scorso.

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