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Brasile, rally al test elettorale
All’appuntamento col voto il Paese si presenta forte di un’economia in crescita e forti rialzi per azionario e valuta. E ora?
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(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Sui mercati finanziari torna a intravedersi qualche nube all’orizzonte, di fronte al prolungarsi delle tensioni nello Stretto di Hormuz e al nuovo rally del petrolio, accanto ai timori per l’inflazione e alla pressione sui titoli di Stato. Secondo il sondaggio Assiom Forex, condotto ad agosto fra i suoi associati in collaborazione con Il Sole 24 Ore Radiocor, si assottiglia la quota di quanti ritengono che le Borse non scenderanno dai livelli attuali nei prossimi sei mesi (dal 75% di luglio al 65%). In particolare, il 35% (dal precedente 25%) si attende un calo delle quotazioni, contro il 26% (dal 31% di luglio) che prevede un rialzo. Per il 39% (dal 44%) i listini rimarranno stabili fino a febbraio 2027. «Il sondaggio di agosto evidenzia un leggero peggioramento delle attese degli investitori sui mercati azionari, dopo il progressivo recupero della fiducia registrato nei mesi precedenti, a fronte di performance pressoché invariate degli indici italiani ed europei», commenta il presidente di Assiom Forex, Massimo Mocio.
Secondo la maggioranza degli operatori intervistati, la forte pressione sul mercato dei bond e i timori per l'aumento del debito Usa non causeranno, almeno per ora, una fuga generalizzata dal rischio. «La rapida risalita dei rendimenti dei Treasury statunitensi e i contestuali timori sulla sostenibilità dei conti pubblici americani hanno riportato al centro dell’attenzione del mercato il tema di una possibile rotazione verso asset considerati più sicuri», osserva Mocio. Tuttavia il 70% degli operatori Assiom Forex ritiene che un eventuale spostamento verso beni rifugio, come l’oro, possa avvenire solo in misura limitata. «Gli operatori non ravvisano infatti le condizioni per una fuga generalizzata dagli asset più rischiosi, in assenza di un ulteriore deterioramento della situazione fiscale degli Stati Uniti». Le restanti opinioni si dividono agli estremi: il 15% degli intervistati ritiene che un ulteriore peggioramento dei conti pubblici possa favorire una rapida rotazione verso beni rifugio, mentre un altro 15% considera prematuri i timori relativi alla politica fiscale e non si attende significativi spostamenti verso asset difensivi.
Il consenso degli operatori Assiom Forex verso uno scenario di stabilità dello spread BTp-Bund resta molto forte, nonostante la risalita dei rendimenti dei titoli di Stato a livello globale. Il 77% degli intervistati (dal 75% di luglio) si attende un differenziale fra i titoli di Stato italiani e quelli tedeschi compreso tra 50 e 100 punti base nei prossimi sei mesi (fino a febbraio 2027). Per il 20%, in linea con il sondaggio precedente, lo spread si muoverà in un intervallo fra 100 e 150 punti base mentre solo il 3% (era il 4% il mese precedente) indica un differenziale fra 150-200 punti.
Si rafforza tra gli operatori dei mercati finanziari la convinzione di un rialzo dell’euro/dollaro, sostenuto ora anche dal secondo rialzo dei tassi della Bce, sebbene la maggioranza continui a puntare sulla stabilità del cambio nei prossimi mesi. Il 58% degli intervistati, in linea con la rilevazione del mese precedente, indica il mantenimento dell’attuale rapporto di forza tra le due valute. Ma sale al 35% (dal 25% di luglio) la quota di operatori che prevede un rafforzamento della moneta unica, mentre le attese di un suo indebolimento si riducono sensibilmente al 7% dal precedente 18%. «Nel mercato valutario, lo scorso mese l’euro si è marginalmente rafforzato nei confronti del dollaro statunitense», commenta Mocio. «Da 1,152 di inizio agosto, il cambio ha chiuso il periodo a 1,162, prossimo ai massimi di 1,168 toccati il giorno 21. Per i prossimi sei mesi prevalgono aspettative di stabilità del cambio euro-dollaro», spiega il presidente dell'associazione degli operatori dei mercati finanziari.