I titoli del settore semiconduttori sono sotto pressione anche a causa di Sk Hynix: il colosso sudcoreano ha perso oltre il 14% a Seul, dopo aver debuttato lo scorso venerdì sul Nasdsaq guadagnando il 13%. Nella seduta odierna il titolo è scivolato fino a oltre il -7% anche nella quotazione Usa. I realizzi nel comparto si concentrano pure su Intel, Micron Technology e Nvidia Corp.
«La chiusura dello Stretto incomberà sul mercato con un clima di avversione al rischio», scrive Ben Emons, fondatore di Fed Watch Advisors. «Tuttavia, a meno che non si prospetti una seria chiusura nei prossimi mesi, l'attenzione sarà (anche) sull'indice dei prezzi al consumo (Cpi), su Warsh e sugli utili delle banche». Il dato sull'inflazione è atteso domani, lo stesso giorno in cui Kevin Warsh, il nuovo presidente della Fed, terrà una audizione al Congresso.
A Milano salgono i petroliferi, giù i chip
A Piazza Affari corrono i titoli del comparto energetico, favoriti dall'impennata del prezzo del greggio: Eni (+3,9%) guida così i rialzi del comparto. Riflettori puntati anche su Stellantis (+2%), che ha diffuso le stime sulle consegne consolidate globali del secondo trimestre, previste in crescita del 10%, con un aumento limitato al 5% in Europa e una volata del 38% nel Nord America. A pesare sul listino sono stati in primis i tech, dopo l'ondata di vendite che ha travolto l'Oriente. Giù in particolare St (-0,7%) e Prysmian (-1,2%), legata al comparto per il suo ruolo nell'elettrificazione e nei data center. Le vendite, poi, sono tornate a colpire la difesa, in particolare Leonardo (-1,3%) e Avio (-1,2%).
Seduta volatile, invece, per Inwit (+2,5%). Il titolo ha chiuso in rialzo dopo uno scivolone intraday causato da fonti legali, secondo cui il tribunale di Milano ha respinto la richiesta di sospensiva presentata dalla società riguardo al recesso del Msa da parte di Tim (+0,4%).
L'attenzione del mercato resta poi concentrata sul settore bancario e, in particolare, su Mps (+1,3%). L'amministratore delegato, Luigi Lovaglio, ha dichiarato che il potenziale dell'istituto senese è superiore a quello attualmente riflesso dalla Borsa, aggiungendo che il management ha il dovere di valutare anche eventuali offerte alternative - a quella di Intesa (+1%) - nell'interesse della banca e degli azionisti. Brillante Fineco (+1,8%) dopo le indiscrezioni su un potenziale interesse di Unicredit (-0,5%).