Sondaggio Assiom Forex-Radiocor

Borse guardinghe, fra geopolitica e dazi torna la cautela tra gli operatori

A gennaio si riducono le attese di guadagni degli indici azionari e il 79% degli intervistati teme nuovi shock sul fronte internazionale. Per 4 su 10 l'euro si rafforzerà mentre il 28% punta su un rialzo del dollaro. Lo spread è destinato a rimanere sotto quota 100 fino a luglio 2026

di Chiara Di Michele

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(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Borse guardinghe nei prossimi mesi, in un clima di decisa volatilità alimentato dalla crescente incertezza globale su più fronti. E’ questo il sentiment degli operatori dei mercati finanziari, fra i quali è tornata a prevalere la cautela, di fronte all'imprevedibilità delle politiche del presidente Usa, Donald Trump. Secondo il sondaggio Assiom Forex, condotto fra i suoi associati in collaborazione con Il Sole 24 Ore Radiocor, a gennaio si riducono le attese di ulteriori guadagni: scende infatti al 41% la quota di intervistati che indica listini in rialzo (fra +3% e +10%), rispetto al 55% di dicembre. Al contempo, sale in modo significativo, la percentuale di chi prevede mercati stabili, passando dal 29% al 48%. Restano comunque in minoranza gli operatori che si aspettano listini in perdita (dal 13% al 9%). «Il sondaggio Assiom Forex di gennaio segnala un lieve peggioramento del sentiment sulle prospettive dei mercati azionari nei prossimi sei mesi, pur restando nel complesso positivo», commenta Massimo Mocio, presidente di Assiom Forex. «Parallelamente, anche alla luce dell’aumentata incertezza geopolitica in questo avvio d’anno, cresce in modo significativo la percentuale di chi prevede mercati stabili, mentre restano residuali e in ulteriore contrazione le attese di ribasso».

Cambi: 39% operatori punta su apprezzamento euro, per 29% dollaro più forte

L'euro/dollaro non dovrebbe portarsi al di sotto dei valori attuali, almeno fino a luglio: il 71% degli intervistati si aspetta un cambio stabile o in rialzo fra le due valute. Nel dettaglio, a gennaio sale leggermente la quota (dal 36% al 39%) di quanti prevedono un apprezzamento della moneta unica, mentre, si riducono notevolmente ( dal 46% al 32%) gli operatori che si aspettano il mantenimento dell’attuale rapporto di forze. Questo calo va in favore di un apprezzamento del biglietto verde: possibilità indicata dal 29% degli intervistati, in crescita di oltre 10 punti percentuali rispetto al 17% di dicembre. «A gennaio l’euro/dollaro si è mantenuto complessivamente stabile, oscillando in un range compreso tra 1,157 e 1,174», spiega Mocio, osservando che «le attese rimangono tuttavia lievemente orientate verso un rafforzamento dell’euro».

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Spread sotto quota 100 fino all’estate

Lo spread fra Btp e Bund rimarrà saldamente sotto i 100 punti base almeno fino all'estate 2026. Per l’89% degli intervistati, in linea con il 90% del sondaggio di dicembre, il differenziale fra i titoli di Stato italiani e quelli tedeschi oscillerà nell’intervallo fra 50 e 100 punti, fra gennaio e luglio 2026. Il 9% indica uno spread a quota 100-150 mentre una parte residuale del 2% (che si era azzerata a dicembre) torna a indicare un intervallo fra 150-200 punti. Tuttavia è ormai dallo scorso giugno che non viene indicato uno spread oltre quota 200. «Lo spread BTP-Bund ha toccato i minimi dal 2008, avvicinandosi all’area dei 60 punti base. La ripresa dell’attività di emissione del Tesoro a inizio 2026 e il successo della prima operazione sindacata dual tranche di gennaio hanno contribuito a sostenere la performance del differenziale» commenta Mocio, sottolineando che «le aspettative restano costruttive».

Operatori temono nuovi shock geopolitici e commerciali

Le questioni geopolitiche e commerciali, che hanno alimentato un clima di crescente incertezza - fra la Groenlandia, i fatti del Minnesota e anche l'incognita dell'indipendenza della Fed - tornano a preoccupare i mercati finanziari. Il 79% degli operatori Assiom Forex ritiene che il mondo si stia nuovamente frammentando in sfere di influenza contrapposte, con il rischio di sviluppi improvvisi capaci di accentuare le tensioni geopolitiche nel corso del 2026. Sono in netta minoranza (21%) gli intervistati che si aspettano un’attenuazione dello scontro commerciale nel corso dell’anno e che intravedono la possibilità di raggiungere accordi su alcuni dei principali dossier attualmente aperti, ritenendo che il commercio mondiale si sia mostrato più resiliente del previsto.

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