Mercati

Borse senza slancio tra incertezze Hormuz e altalena petrolio. A Milano (+0,1%) Eni in vetta

Poco mossa anche Wall Street. Secondo il Pakistan, Usa e Iran sono vicini a un accordo. Oro spot torna sui 4.400 $/oncia

La Borsa, gli indici del 11 agosto 2026

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(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Le Borse europee chiudono poco distanti dalla parità e con movimenti minimi, mentre le incertezze sul Medio Oriente si riflettono sull'andamento di petrolio e gas. Dopo il rally iniziale, che aveva portato il Brent a 90 dollari con le nuove tensioni tra Stati Uniti e Iran, il barile ha prima azzerato i guadagni e poi chiuso in modesto rialzo, dopo che il Pakistan ha segnalato che Washington e Teheran sono vicini a un accordo che potrebbe allentare le tensioni che stanno pesando sui mercati energetici.

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Così, in un clima agostano di scambi ridotti hanno chiuso in lieve rialzo, non lontano dai massimi, il FTSE MIB di Milano e il DAX 40 di Francoforte, mentre hanno terminato in calo frazionale il CAC 40 di Parigi e il FTSE 100 di Londra. Poco mossa anche Wall Street, con la chiusura in calo contenuto: l’indice Dow Jones Industrial ha segnato -0,34% a 53.791,97 punti, lo S&P 500 è sceso dello 0,35% a 7.725,76 punti e il Nasdaq ha ceduto lo 0,60% a 26,445.45 punti.

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Secondo l’agenzia Irna, il ministro dell'Interno pachistano Mohsin Reza Naqvi è arrivato a Teheran per una nuova serie di colloqui con le autorità iraniane. Inoltre, secondo diversi media, il ministro degli Esteri del Qatar Majed al-Ansari ha dichiarato che i colloqui tra Oman e Iran sul futuro della navigazione nello Stretto di Hormuz sono ora in fase avanzata. Il ministro ha espresso la speranza che lo stretto possa essere riaperto “il prima possibile”. Notizie che riaccendono la speranza su una possibile intesa che ripristini la navigazione attraverso Hormuz.

Le oscillazioni dell’energia pesano anche sul fronte inflazionistico, mentre dagli Stati Uniti si attende la pubblicazione degli indici dei prezzi al consumo del 12 agosto, per capire quali siano le reali prospettive e per provare a intuire le prossime mosse della Federal Reserve in materia di tassi. Attualmente, secondo il Cme Fedwatch tool, le probabilità che a settembre la banca centrale americana alzi il costo del denaro di 25 punti base sono poco sotto al 50%.

A Piazza Affari bene Azimut, Eni e Prysmian

Sul listino principale milanese hanno finito in rialzo i titoli oil, in particolare Eni , la migliore sul Ftse Mib, e Saipem, che beneficia anche di indiscrezioni su una commessa in Kuwait. Più indietro e in leggero calo Tenaris . Gli acquisti premiano anche Azimut, Brunello Cucinelli e Prysmian, con Equita che ha alzato il target price sul titolo a 181 euro per azione dai 178 precedenti: per gli analisti, il deal con Atkore «ha senso strategico rafforzando l’esposizione di Prysmian al mercato statunitense dell’elettrificazione». Più debole, tra gli altri, l'andamento di Stellantis. Fuori dal listino principale, intanto, seconda seduta consecutiva in buon rialzo per The Italian Sea Group, con il gruppo Baglietto che ha confermato l’interesse per gli asset produttivi dell’area spezzina di Tisg, come riportato oggi da Il Sole 24 Ore.

Oro sui massimi da due mesi

L’oro ha toccato i massimi da due mesi nella notte, sopra i 4.400 dollari l’oncia nel contratto spot (i massimi dal 5 giugno scorso), per poi ripiegare. Al momento si attesta intorno ai 4.390 dollari l’oncia. Secondo gli esperti di Pepperstone, a favorire gli acquisti del metallo prezioso sono la combinazione di un miglioramento del posizionamento, dinamiche di flusso favorevoli, rendimenti reali più bassi, una curva dei rendimenti più ripida e aspettative di allentamento da parte della Fed unite agli acquisti da parte delle banche centrali.

Euro poco mosso sopra quota 1,15 dollari

Poco mosso sul valutario l'euro, a quota 1,154 dollari (da 1,1541 della vigilia in chiusura). L’euro/yen vale invece 183,6 (da 183,5) e il dollaro/yen 159,1 (da 158,9). Gas Ttf ad Amsterdam poco mosso a circa 60 euro al megawattora.

Spread chiude in rialzo a 79 punti

Chiusura in leggero rialzo per lo spread tra BTp e Bund sul mercato secondario Mts. Alla chiusura delle contrattazioni il differenziale di rendimento tra BTp decennale benchmark e il pari scadenza tedesco si è attestato a 79 punti base, in rialzo frazionale rispetto il closing di ieri a 78 punti. In flessione, invece, il rendimento del BTp decennale benchmark, che ha segnato un'ultima posizione al 3,94% dal 3,96% del riferimento precedente.

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