Sondaggio Assiom Forex-Radiocor

Borse, attesa fase di stabilità fino a inizio 2027. Occhi sull'inflazione

Per il 69% degli operatori Assiom Forex le banche centrali dovranno rimanere «prudenti e vigili» perché i prezzi rimarranno elevati a lungo e oltre i target. Cambio euro/dollaro sarà stabile

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(Il Sole 24 Ore Radiocor) - E’ attesa una fase di stabilizzazione sui mercati finanziari nei prossimi mesi. E’ quanto sostiene la maggioranza degli operatori Assiom Forex nel sondaggio di luglio condotto dall’associazione in collaborazione con Il Sole 24 Ore Radiocor. Sull'inflazione, gli operatori avvertono che rimarrà elevata a lungo e che le banche centrali dovranno rimanere «prudenti e vigili». Sul fronte azionario, il 44% degli intervistati, in linea con la precedente rilevazione di giugno, si aspetta che le borse rimarranno stabili da qui all’inizio del 2027. Si riduce, pur rimanendo su livelli elevati, la percentuale di chi si attende un ulteriore rialzo dei listini (dal 43% al 31%). Al contempo, aumenta al 25% (dal 13%) la quota di coloro che prevedono una fase di ribasso. Il sondaggio di luglio «mostra una stabilizzazione delle attese degli investitori dopo il progressivo recupero della fiducia avvenuto nei mesi scorsi, grazie alle performance positive dei mercati azionari europei, trainate in particolare dal settore energetico, da quello dei media e dal settore bancario», commenta Massimo Mocio, presidente Assiom Forex.

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

Per 1 operatore su 7 inflazione elevata a lungo, oltre target banche centrali

Per il 69% degli intervistati, l’inflazione rimarrà elevata, e superiore agli obiettivi delle banche centrali, per un periodo prolungato. Il restante 31% prevede invece un miglioramento del quadro inflazionistico, sostenuto dalla riduzione dei prezzi energetici favorita da una progressiva normalizzazione delle tensioni nell’area del Golfo Persico. «L’acuirsi delle tensioni geopolitiche che hanno interessato il Medio Oriente nel mese di luglio ha influenzato le aspettative del nostro campione di intervistati», secondo i quali, «le autorità di politica monetaria dovranno mantenere un approccio particolarmente prudente e vigile», commenta Mocio. Quasi un operatore su sette, infatti, non si aspetta un ulteriore calo dei prezzi, dopo il rallentamento dell’inflazione registrato a giugno.

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Il 57% si aspetta il cambio euro/dollaro

Gli operatori dei mercati finanziari si orientano sempre di più verso uno scenario di stabilità del cambio fra l’euro e il dollaro. Il 57% degli intervistati si aspetta che il rapporto di forza fra le due valute resti stabile nei prossimi sei mesi. Una percentuale in aumento rispetto al 42% del precedente sondaggio di giugno. Diminuiscono invece le attese di un ulteriore indebolimento della moneta unica, che passano dal 32% al 18%, mentre restano invariate al 25% quelle di chi prevede un rafforzamento dell’euro. «Nel mercato valutario, a luglio - osserva Mocio - l’euro si è marginalmente rafforzato nei confronti del dollaro statunitense. Da 1,142 a inizio mese, il cambio ha chiuso il periodo a 1,152, vicino ai massimi toccati nel corso del mese e all’interno di un range di variazione contenuto».

Spread Btp-Bund: per 75% operatori resta fra 50 e 100 punti fino a inizio 2027

Continua a prevalere la fiducia fra gli operatori dei mercati finanziari sull’andamento dello spread fra Btp e Bund. «Sul fronte obbligazionario resta molto forte il consenso verso uno scenario di stabilità del differenziale BTP-Bund», afferma Mocio. Il 75% degli intervistati si attende infatti uno spread fra i titoli di Stato italiani e quelli tedeschi compreso tra 50 e 100 punti base nei prossimi sei mesi. Questa percentuale era pari all’82% nel precedente sondaggio di giugno. Per il 21% degli intervistati (dal 13% di giugno) lo spread si muoverà in un intervallo fra 100 e 150 punti base mentre solo il 4% (era il 5% il mese precedente) indica un differenziale fra 150-200 punti.

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