La giornata dei mercati

Borse, radar già puntati sul dopo Fed. Wall Street in calo

La Federal Reserve rialza i tassi di interesse nella terza riunione del board con Kevin Warsh presidente

La Borsa, gli indici del 16 settembre 2026

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(Il Sole 24 Ore Radiocor) - La doppia frenata del petrolio e dei rendimenti bond, che pur restando su livelli record hanno interrotto la corsa, ha permesso alle Borse europee di recuperare terreno, mentre lo sguardo dei mercati è già rivolto al dopo Fed.

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

La Fed rialza i tassi di 25 punti base, prima volta in 3 anni

La Federal Reserve rialza i tassi di interesse nella terza riunione del board con Kevin Warsh presidente. Il costo del denaro, in linea con le attese, sale dalla forchetta tra il 3,50% e il 3,75% a quella tra il 3,75% e il 4%. Si tratta del primo aumento da luglio del 2023: da allora, prima della decisione di oggi, il Fomc aveva ridotto i tassi sei volte, per un totale di 175 punti base.

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A Wall Street l’indice S&P 500 ha perso lo 0,4%, annullando il modesto rialzo registrato in precedenza nella giornata. Il Dow Jones Industrial Average è sceso dell’1,2%, mentre il Nasdaq Composite ha ceduto meno dello 0,1%. I mercati hanno invertito la rotta verso il basso dopo che, nella conferenza stampa seguita alla decisione, il presidente della Fed, Kevin Warsh, ha ribadito più volte che l’inflazione rimane troppo elevata e che l’economia statunitense appare in fase di rafforzamento.

Milano, invece, termina a +0,8%, di nuovo a un soffio dai 52mila punti. Tira il freno, intanto, il prezzo del petrolio, che ritraccia sui 105 dollari per il Brent dopo i recenti rialzi, seguendo i dati settimanali Eia migliori delle attese sul fronte scorte Usa, scese di 0,64 milioni di barili contro attese a 1,6 milioni. Si allenta poi la tensione sull'obbligazionario, che vede acquisti sui titoli di Stato con una parallela discesa dei rendimenti: quello sul Treasury decennale si è riportato al 4,96% circa, dopo essere salito ieri fino al 5,04%, massimo da quasi 20 anni.

I mercati a metà seduta

I pronostici sul dopo Fed

Secondo Mabrouk Chetouane di Natixis si profilano due scenari. «Se la Fed dovesse adottare un tono più restrittivo la reazione dei tassi a lungo termine sarebbe probabilmente di nervosismo, innescando un’eccessiva volatilità in tutti i mercati dei capitali». In alternativa, Kevin Warsh potrebbe convincere gli investitori che questo unico aumento basti a «contenere inizialmente l’inflazione core prima di vederla diminuire nel medio termine». Una pausa prolungata che «potrebbe portare a un allentamento sul segmento a lungo termine della curva dei rendimenti, a condizione che il presidente della Fed si dimostri un abile comunicatore», avverte Chetouane, che ritiene «più probabile» quest'ultimo esito.

A Piazza Affari corre il tech, giù Stellantis

Tra i principali blue chip milanesi, guadagnano terreno i tecnologici, con Prysmian (+3,4%) e St (+2%) in prima fila. Denaro poi su Lottomatica (+2,7%) e Cucinelli (+2,2%). Acquisti anche sulle banche, con un lieve rimbalzo di Unicredit (+0,4%) dopo che l'a.d. Andrea Orcel ha avviato il confronto con il governo tedesco in vista dell'acquisizione di Commerzbank. Contrastati i petroliferi con gli sbalzi sulle quotazioni del greggio, tra Saipem (+1,4%) ed Eni (-0,8%). Vendite su Nexi (-1,3%) e Stellantis (-3,3%), giù con l'automotive europeo in scia un report di Berenberg che ha tagliato il giudizio sul titolo.

Euro/dollaro poco mosso. Ritraccia il petrolio

Sul mercato valutario, l'euro/dollaro in chiusura è poco mosso, intorno a quota a 1,1537 (da 1,154 alla vigilia). Sul fronte dell'energia è in calo, come detto, il prezzo del petrolio: il future ottobre del Wti scambia sui 102 dollari al barile; il contratto di novembre per il Brent oscilla attorno ai 105 dollari, mentre si guarda ancora alla chiusura dell'importante oleodotto East-West saudita, danneggiato secondo Riad da milizie filo-iraniane. In ribasso anche il gas naturale, che si scende sui 78 euro al megawattora ad Amsterdam. Chiusura in calo per lo spread tra BTp e Bund, vicino a quota 86 punti base, dagli 88 punti della chiusura precedente. In discesa anche il rendimento del BTp decennale, a 4,37% dal 4,41% della vigilia.

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