Mercati

Borse, lavoro Usa migliore delle attese avvicina la stretta Fed. Milano chiude a -0,3%

Piazza Affari archivia l'ottava con un -1,1%. I 162mila posti di lavoro in più di agosto, ben oltre le stime, rendono più probabile un rialzo dei tassi negli Usa. Petrolio Brent sui 95 $/barile

La Borsa, gli indici del 4 settembre 2026

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(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Un rapporto sull'occupazione americana migliore del previsto rafforza le attese per una stretta monetaria della Fed a settembre e tiene in tensione i mercati. Così, mentre Wall Street chiude negativa, le Borse europee chiudono l'ultima seduta della settimana in ordine sparso: Milano, frenata da banche e petroliferi, lascia sul terreno lo 0,28% a 51.100 punti. Guardando nel dettaglio ai dati, il rapporto sul lavoro Usa di agosto dipinge un quadro nettamente più roseo delle aspettative. L’occupazione nel settore non agricolo è aumentata di 162.000 posti di lavoro, ben oltre le attese di 53.000 unità, mentre la disoccupazione è rimasta stabile al 4,1%. Numeri che sembrano lasciare spazio alla Federal Reserve per un rialzo dei tassi nella riunione di questo mese. Infatti, «agli occhi dell'istituto, il mercato del lavoro sta tenendo bene, il che significa che l’inflazione rimane il problema più grave» da affrontare, spiega Bret Kenwell di eToro. L'ago della bilancia per i mercati sarà il rapporto sui prezzi al consumo, in calendario venerdì prossimo. Intanto i futures sui tassi di interesse a breve termine indicano ora una probabilità di circa il 65% di un rialzo nella prossima riunione della Fed, rispetto al 55% circa registrato prima dei dati sull'occupazione.

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

Nella settimana Milano chiude a -1,1%, strappa Tenaris

Il balzo del greggio, con il Brent tornato a scambiare oltre i 95 dollari, i timori per l'inflazione e la nuova impennata dei rendimenti dei Titoli di Stato globali pesano sul bilancio settimanale delle Borse europee. In più, a gravare ulteriormente sull'umore degli investitori, nella seduta di oggi si è aggiunto anche un rapporto sull'occupazione americana migliore del previsto, che rafforza le attese per una stretta monetaria della Fed a settembre. Così, le piazze del Vecchio Continente terminano l'ottava all'insegna della debolezza. In particolare, Parigi è la piazza peggiore con un passivo del 2,4%, ma terminano in rosso anche Milano (-1,1%) e Francoforte (-0,3%). Resistono in positivo Madrid (+0,4%), Londra (+0,1%) e Amsterdam (+0,8%), quest'ultima spinta dal buon andamento del comparto dei semiconduttori.

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Passando all'azionario, a incassare il bottino maggiore tra le blue chip di Piazza Affari è Tenaris (+8%), che, al contrario di Eni (-4,6%), riesce a sfruttare il nuovo rally del greggio. In scia alla ripresa degli attacchi reciproci tra Iran e Usa infatti il Brent nell'ottava è salito del 6,8% e il Wti dell'8,8%. Tra gli altri titoli bene anche Generali (+4,4%), St (+4%) e Stellantis (+3%) che, dopo la debolezza seguita ai dati sulle immatricolazioni, si è ripresa in scia all'approvazione del piano di ristrutturazione della tedesca Volkswagen (+5%). Acquisti anche su Azimut (+2,8%) grazie alla promozione di Deutsche Bank. Sul fronte opposto, pesanti i titoli della difesa, a partire da Avio (-12,4%) e Leonardo (-10,3%) per arrivare, fuori dall'Italia, alla tedesca Rheinmetall (-10,4%).

In settimana, bilancio negativo anche per il lusso, penalizzato dalle tensioni in Medio Oriente e dalla corsa dello yen, che potrebbe frenare ulteriormente le vendite in Asia. Oltre ai colossi francesi Lvmh (-6,2%), Essilux (-6,8%) ed Hermes (-8,7%), nell'ottava cedono terreno anche Ferrari (-4,8%) e Cucinelli (-8,5%).

Trump, Fed abbassi i tassi dopo dati su lavoro «eccellenti»

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha lodato gli «eccellenti» dati sul mercato del lavoro statunitense di agosto, tornando a esortare la Fed a tagliare i tassi di interesse. «Appena annunciati dati sull'occupazione eccellenti. Abbassate i tassi di interesse, perché gli Stati Uniti sono un debitore molto più solido rispetto a poco tempo fa! Un Paese forte significa tassi di interesse più bassi», ha scritto il presidente degli Stati Uniti sul suo social Truth. Trump ha anche dichiarato che se la Fed non ridurrà i tassi di interesse, interromperà gli scambi commerciali con i Paesi con cui gli Stati Uniti hanno un deficit. «Gli alti tassi di interesse pongono gli Stati Uniti in una posizione di svantaggio molto ingiusto, e non permetterò che ciò accada», ha scritto.

"Ecco perché i dati sul lavoro USA preoccupano i mercati"

Wall Street debole

Wall Street chiude negativa. Il Dow Jones perde lo 0,51% a 53.413,60 punti, il Nasdaq cede lo 0,29% a 26.506,99 punti mentre lo S&P 500 lascia sul terreno lo 0,38% a 7.718,54 punti. Grande attenzione del mercato, come dicevamo, per i dati sul mercato del lavoro americano e sull'aumento della possibilità di un rialzo dei tassi d'interesse della Federal Reserve. Sull'azionario, Il titolo di Tesla cede terreno dopo che la National Highway Traffic Safety Administration (Nhtsa) statunitense ha annunciato l'avvio di un'indagine su circa 1.000 veicoli Cybercab, per esaminare il processo e i dati tecnici su cui la casa automobilistica ha basato la propria dichiarazione di conformità agli standard federali di sicurezza dei veicoli. In rialzo i chip con Nvidia Corp e Intel, mentre Adobe viaggia in negativo dopo che la società di software ha annunciato che Anil Chakravarthy sarà il suo prossimo Ceo. 

A Piazza Affari bene il tech, in coda Eni

A Milano chiudono in buon rialzo Prysmian (+2%) e St (+1,8%), in scia ai guadagni delle Piazze asiatiche e dei chip a Wall Street. Tra i principali titoli milanesi gli acquisti premiano anche Hera (+1,6%), Buzzi (+1,6%). Bene poi Stellantis (+1,8%), che sale insieme all'intero comparto auto europeo grazie all'ok al nuovo piano di ristrutturazione di Volkswagen. Sul fronte opposto del listino i petroliferi, in scia ai cali di petrolio e gas: in coda Eni (-3,3%), giù insieme a Tenaris (-0,8%) e Saipem (-1,2%). Vendite anche sui bancari, con Bpm (-1,2%) e Unicredit (-1,1%).

Borsa a metà seduta

Euro sopra 1,16 dollari, giù il bitcoin

Sul mercato valutario, l'euro rimane vicino a quota 1,16 dollari: la moneta unica vale infatti 1,162 dollari (da 1,1625 alla chiusura di giovedì). Ritraccia in parte lo yen dopo il balzo della vigilia: la divisa giapponese è indicata a 181,3 per un euro (da 180,7) e a 156 per un dollaro (da 155,6). Bitcoin in discesa sotto gli 80mila dollari.

Borsa in un minuto

Petrolio in lieve calo, Brent sui 95 $

Sul fronte dell'energia è altalenante il prezzo del petrolio: dopo ribassi più decisi, il future di ottobre per il Wti si attesta intorno ai 90 dollari al barile, e il Brent di novembre intorno ai 95 dollari. In leggero rialzo il gas naturale ad Amsterdam, sui 72 euro al megawattora.

Spread chiude in ribasso a 81 punti

Chiusura di seduta in calo per lo spread tra BTp e Bund. Il differenziale di rendimento tra il decennale benchmark italiano e il titolo di riferimento tedesco di pari durata ha terminato la seduta a 81 punti base, un punto in meno rispetto alla chiusura di ieri e all'apertura di stamani. Si riduce il rendimento del BTp decennale benchmark, indicato al 4,15% in chiusura di settimana, rispetto al 4,17% della vigilia.

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