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Brasile, rally al test elettorale
All’appuntamento col voto il Paese si presenta forte di un’economia in crescita e forti rialzi per azionario e valuta. E ora?
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(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Wall Street termina la seduta in territorio negativo, dopo che il presidente della Fed, Kevin Warsh, al simposio di Jackson Hole, ha espresso preoccupazione per l’attuale andamento dell’inflazione. Il Dow Jones ha ceduto lo 0,02%, mentre l’S&P 500 ha perso lo 0,28%. In calo anche il Nasdaq, dello 0,52%.
Le Borse europee avevano invece chiuso toniche l’ultima seduta della settimana, superando indenni il test di Kevin Warsh alla sua prima uscita da presidente della Fed al simposio annuale delle banche centrali a Jackson Hole. «L’inflazione negli Stati Uniti ha rallentato ma è ancora troppo alta», ha detto Warsh. «Dobbiamo essere certi che l'inflazione di fondo si stia muovendo verso il nostro obiettivo, in modo chiaro e con sufficiente rapidità. Altrimenti, abbiamo del lavoro da fare» ha detto ancora nel suo primo discorso da numero uno della Fed. Warsh non si è sbilanciato sulla possibilità di un aumento dei tassi nella riunione della Fed del mese prossimo e non ha fornito alcuna indicazione su possibili mosse future, in linea con il suo approccio che prevede una comunicazione più concisa da parte della Banca centrale in merito alle decisioni future. «Sono qui oggi impegnato a mantenere un impegno, non a prendere una decisione», ha affermato.
Così, mentre gli investitori continuano a monitorare la situazione in Medio Oriente, Milano termina le contrattazioni in rialzo dello 0,67%. Segno “più” anche per Parigi (+0,98%) e Francoforte (+0,8%).
Il riaccendersi dei timori su una stretta monetaria della Fed in scia all'inflazione americana elevata, la trimestrale di Nvidia che ha rassicurato un comparto tech sotto pressione e il petrolio in altalena, tra lo stallo per le trattative nello Stretto di Hormuz e l'offensiva economica sferrata da Trump contro l'Iran. E poi, il debito americano oltre i 40mila miliardi di dollari e il balzo dei rendimenti dei Treasury, seguito dal maxi-buy back sui Titoli di Stato del Tesoro americano. Sono questi gli elementi che hanno caratterizzato un mese di agosto che si chiude in ordine sparso per le Borse europee. Milano, dopo aver scalato quota 54mila punti a inizio mese ritraccia dai massimi e termina con un magro bottino (+0,9%). Fanno meglio Francoforte (+3,7%), Madrid (+1,3%) e Amsterdam (+1,2%), mentre il ritorno delle preoccupazioni sulla stabilità politica francese pesa su Parigi (la peggiore a -1,3%) e Londra chiude con un passivo dello 0,4%.
Passando all'azionario, a indossare la maglia rosa è Lottomatica (+9%), spinta dall'onda lunga della semestrale pubblicata a luglio. Gli acquisti premiano anche Ferrari (+6,6%), con l'asta record da 40 milioni di dollari per il modello Luce 'Tailor Made', Diasorin (+6,6%) e Azimut (+6,4%). Bene anche Saipem (+6,6%), nonostante il petrolio chiuda agosto con il segno meno (-0,9% il Brent e -2%). Lo spostamento del conflitto in Iran sul piano economico ha infatti, in qualche modo, rassicurato gli investitori che temevano un'escalation militare. Anche per questo sono deboli nel mese Tenaris (-6,8%) ed Eni (-5%). Chiude in rosso anche Fincantieri (-7,6%), Stellantis (-5,7%), in scia al braccio di ferro tra Usa e Canada sui dazi, e St (-5,1%), a cui non basta il rally degli scorsi giorni del colosso dei chip americano Nvidia. Sul valutario, nonostante il recupero delle ultime sedute, rimane debole il dollaro, con l'euro che ha guadagnato lo 0,6% sul biglietto verde. Balzo del 24,3% per il bitcoin che è tornato a superare quota 80mila dollari, mentre l'oro (+11,9% il contratto spot) ha agguantato i massimi da oltre tre mesi, sopra i 4.600 dollari l'oncia in scia al rally dei Treasury.