Market Mover

Brasile, rally al test elettorale
All’appuntamento col voto il Paese si presenta forte di un’economia in crescita e forti rialzi per azionario e valuta. E ora?
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(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Una seduta sottotono per le Borse europee e non solo, dopo una stretta dei tassi Bce - già scontata - che apre la porta a una possibile fase di ulteriori rialzi. Milano resiste e termina vicina alla parità (Ftse Mib -0,13% a 51.807 punti), mentre sono quasi tutte in rosso le altre piazze europee: Parigi -0,5% e Francoforte -0,7%. Il prezzo del petrolio è balzato di nuovo su livelli record, con la guerra in Medio Oriente che non vede fine (secondo il Wall Street Journal potrebbe protrarsi addirittura oltre l'insediamento del prossimo presidente) e con gli attacchi alle petroliere che si sono intensificati. Il Brent novembre ha così raggiunto la soglia dei 105 dollari al barile, sui massimi dal maggio scorso, mentre anche il Wti americano è tornato a superare quota 100 dollari.
La Bce, come ampiamente previsto, ha aumentato di 25 punti base il costo del denaro, portando il tasso di riferimento al 2,5%. «Le prospettive restano molto incerte, con rischi orientati al rialzo per l’inflazione e al ribasso per la crescita economica», ha detto in conferenza stampa la presidente della Bce, Christine Lagarde. «Questo rialzo dei tassi non è semplicemente una misura assicurativa. In questo contesto, la Bce potrebbe dover entrare in territorio restrittivo e, in questa fase, non può escludere ulteriori rialzi dei tassi», argomenta Sylvain Broyer di S&P Global Ratings.
Wall Street chiude negativa. Il Dow Jones perde lo 0,60% a 52.064,46 punti, il Nasdaq cede lo 0,65% a 26.081,73 punti mentre lo S&P 500 lascia sul terreno lo 0,58% a 7.591,79 punti. il petrolio chiude in forte rialzo: +6,69% a 102,48 dollari al barile.
Gli operatori guardano all'altro market mover della giornata, il dato sui prezzi alla produzione Usa di agosto, aumentato dello 0,4% su base mensile e cresciuto al 5,4% annuale, ancora ben al di sopra dell'obiettivo di inflazione al 2% fissato dalla Fed e sopra le attese. Un dato «particolarmente influente in vista dei prezzi al consumo di venerdì, perché alcune componenti confluiscono direttamente nel deflatore Pce», notano gli analisti di Mps. E come sottolineato di recente dal membro della Fed Waller, i dati sull’inflazione di questa settimana saranno determinanti per l’esito della riunione della Fed del 16 settembre. Al momento, le previsioni vedono un rialzo di 25 punti base al 67%. Sull'azionario, in sofferenza i chip, tra gli altri spiccano gli andamenti di Nvidia Corp e Intel.
Sull’azionario milanese, gli occhi sono ancora puntati sul risiko bancario nel giorno dell’assemblea di Intesa (+0,1%) che ha dato il via libera all’aumento di capitale al servizio dell’Opas su Mps (+0,5%). La banca senese ha annunciato di aver depositato in Consob i documenti relativi all’offerta pubblica di scambio volontaria su Bpm (-0,1%) e quelli relativi all’ops su Generali (+0,5%).
In rally Lottomatica (+5,4%), che chiude in testa al listino, mentre recupera la difesa con Fincantieri (+1,14%) e soprattutto con Leonardo (+2,8%), dopo la debolezza del settore alla vigilia e con l'upgrade di Bnp Paribas. Tra i migliori anche Inwit (+2,2%) e Ferrari (+1,5%). In coda al listino il lusso con Moncler (-3,4%) e Cucinelli (-2,6%), e dal tech con St (-2%) e Prysmian (-2,6%). Pocoi mosse Tim (-0,6%) e Poste (-0,3%), alla vigilia della scadenza dell'offerta pubblica di acquisto lanciata sul gruppo di tlc.