Mercati

Lo spettro dei tassi frena le Borse. Milano (-0,1%) tiene con la difesa. Petrolio +6,7% a WS

Rendimenti in rialzo. Treasury trentennale tocca 5,35%, sui massimi dal 2007. La stretta della Bce arriva con prospettive di ulteriori rialzi. Petrolio Brent a 105$, anche il Wti a quota 100$

La Borsa, gli indici del 10 settembre 2026

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(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Una seduta sottotono per le Borse europee e non solo, dopo una stretta dei tassi Bce - già scontata - che apre la porta a una possibile fase di ulteriori rialzi. Milano resiste e termina vicina alla parità (Ftse Mib -0,13% a 51.807 punti), mentre sono quasi tutte in rosso le altre piazze europee: Parigi -0,5% e Francoforte -0,7%. Il prezzo del petrolio è balzato di nuovo su livelli record, con la guerra in Medio Oriente che non vede fine (secondo il Wall Street Journal potrebbe protrarsi addirittura oltre l'insediamento del prossimo presidente) e con gli attacchi alle petroliere che si sono intensificati. Il Brent novembre ha così raggiunto la soglia dei 105 dollari al barile, sui massimi dal maggio scorso, mentre anche il Wti americano è tornato a superare quota 100 dollari.

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Borsa: tassi e petrolio frenano i listini

La Bce, come ampiamente previsto, ha aumentato di 25 punti base il costo del denaro, portando il tasso di riferimento al 2,5%. «Le prospettive restano molto incerte, con rischi orientati al rialzo per l’inflazione e al ribasso per la crescita economica», ha detto in conferenza stampa la presidente della Bce, Christine Lagarde. «Questo rialzo dei tassi non è semplicemente una misura assicurativa. In questo contesto, la Bce potrebbe dover entrare in territorio restrittivo e, in questa fase, non può escludere ulteriori rialzi dei tassi», argomenta Sylvain Broyer di S&P Global Ratings.

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Wall Street negativa (-0,6%) in attesa dell'inflazione di venerdì

Wall Street chiude negativa. Il Dow Jones perde lo 0,60% a 52.064,46 punti, il Nasdaq cede lo 0,65% a 26.081,73 punti mentre lo S&P 500 lascia sul terreno lo 0,58% a 7.591,79 punti. il petrolio chiude in forte rialzo: +6,69% a 102,48 dollari al barile.
Gli operatori guardano all'altro market mover della giornata, il dato sui prezzi alla produzione Usa di agosto, aumentato dello 0,4% su base mensile e cresciuto al 5,4% annuale, ancora ben al di sopra dell'obiettivo di inflazione al 2% fissato dalla Fed e sopra le attese. Un dato «particolarmente influente in vista dei prezzi al consumo di venerdì, perché alcune componenti confluiscono direttamente nel deflatore Pce», notano gli analisti di Mps. E come sottolineato di recente dal membro della Fed Waller, i dati sull’inflazione di questa settimana saranno determinanti per l’esito della riunione della Fed del 16 settembre. Al momento, le previsioni vedono un rialzo di 25 punti base al 67%. Sull'azionario, in sofferenza i chip, tra gli altri spiccano gli andamenti di Nvidia Corp e Intel.

I mercati a metà seduta

A Milano corre Leonardo, deboli lusso e tech

Sull’azionario milanese, gli occhi sono ancora puntati sul risiko bancario nel giorno dell’assemblea di Intesa (+0,1%) che ha dato il via libera all’aumento di capitale al servizio dell’Opas su Mps (+0,5%). La banca senese ha annunciato di aver depositato in Consob i documenti relativi all’offerta pubblica di scambio volontaria su Bpm (-0,1%) e quelli relativi all’ops su Generali (+0,5%).

In rally Lottomatica (+5,4%), che chiude in testa al listino, mentre recupera la difesa con Fincantieri (+1,14%) e soprattutto con Leonardo (+2,8%), dopo la debolezza del settore alla vigilia e con l'upgrade di Bnp Paribas. Tra i migliori anche Inwit (+2,2%) e Ferrari (+1,5%). In coda al listino il lusso con Moncler (-3,4%) e Cucinelli (-2,6%), e dal tech con St (-2%) e Prysmian (-2,6%). Pocoi mosse Tim (-0,6%) e Poste (-0,3%), alla vigilia della scadenza dell'offerta pubblica di acquisto lanciata sul gruppo di tlc.

Il conflitto prolungato spinge il petrolio Brent a 105$

Riprende a salire il prezzo del greggio, mentre si allontana la speranza di una fine del conflitto in Medio Oriente. Il future sul Brent ha toccato i 105 dollari al barile, sui massimi dal maggio scorso, mentre quello sul Wti risale sopra la soglia psicologica dei 100 dollari. «Una soluzione rapida del conflitto appare lontana», dicono gli analisti di Mps. Il presidente Usa, Donald Trump, ha dichiarato che la guerra potrebbe concludersi solo dopo le elezioni di Mid-Term, mentre l’Iran si è detto pronto a sostenere un conflitto prolungato e intenso. Le tensioni continuano a riflettersi anche sul mercato del gas, con il Ttf che torna a trattare sugli 82 euro al MWh, livello che non si vedeva dalla fine del 2022. Seduta in leggero calo, invece, per l’euro/dollaro, che scende in area 1,162 (da 1,1636 della vigilia).

Rendimenti ancora in rialzo sull'obbligazionario, spread a 87 punti

Proseguono le vendite dei titoli governativi dell'area euro. La risalta del prezzo del petrolio provoca un aumento dei rendimenti dell'obbligazionario europeo. Il decennale tedesco ha superato il 3,49%, quello italiano il 4,37%. Si chiude invece in area 87 punti lo spread BTp/Bund. In rialzo anche i rendimenti Usa con il Treasury 10 anni sopra al 4,9%, mentre il rendimento trentennale ha toccato il 5,35%, ai massimi dal 2007. Questo il giorno dopo che il piano di riacquisto di titoli da 6 miliardi di dollari del segretario del Tesoro, Scott Bessent ha ricevuto un'accoglienza tiepida dagli investitori. L'asta di titoli del Tesoro a 30 anni da 22 miliardi di dollari, prevista per oggi, sarà attentamente monitorata per individuare segnali di interesse da parte degli investitori per il debito pubblico statunitense.

Asta BTp, rendimenti in netto rialzo

Collocata la quinta tranche del BTp triennale scadenza 15/09/2029 per un ammontare pari a 3,5 miliardi a fronte di richieste per 5,476 miliardi. Il rapporto tra domanda e offerta è stato di 1,57, mentre il rendimento lordo, in aumento di 45 centesimi sull'asta precedente, si è attestato al 3,43% al top da giugno 2024. Emessa anche la terza tranche del BTp settennale scadenza 15/09/2033. Il titolo è stato collocato per 3,5 miliardi a fronte di una domanda pari a 5,328 miliardi, con un rapporto tra domanda e offerta dell'1,52. Il rendimento è aumentato di 48 centesimi sull'asta del mese scorso fermandosi al 3,98% al top da ottobre 2023. Infine il Tesoro ha emesso l'ottava tranche del BTp a 50 anni scadenza 01/03/2072 per 750 milioni. La domanda è stata pari a 1,341 miliardi. Il rendimento si è attestato al 4,61 per cento.

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