Mercati

Borsa: fuga globale dai bond contagia i listini, Milano (-1,3%) maglia nera

I bond si ritrovano a fare i conti con il petrolio sopra i 92 dollari al barile e l'effetto dei toni da «falco» di Warsh, che aumentano le possibilità di una stretta del costo del denaro a settembre. Il Ftse Mib di Piazza Affari scivola sotto quota 52.000 punti

La Borsa, gli indici del 1° settembre 2026

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(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Effetto domino sui mercati dove l’inflazione e la corsa del greggio stanno portando i rendimenti sui bond governativi a livelli che non si vedevano da vent’anni, moltiplicando di conseguenza i timori di ritocchi ai tassi da parte di Fed e Bce. È la fuga dai titoli di Stato, infatti, a tenere banco tra gli investitori in queste ore, mentre le tensioni Usa-Iran e la crisi nello stretto di Hormuz spingono il Brent sui 92 dollari al barile e mandano in sofferenza i listini. La corsa dei prezzi è confermata anche nell’area euro dove il tasso di inflazione ad agosto è risultato in rialzo al 3,3%, largamente al di sopra del target dell’Eurotower (che va verso un rialzo al costo del denaro nella sua prossima riunione). «L’inflazione complessiva è tornata sopra il 3%, mentre la moderazione dell’inflazione core indica che le pressioni sui prezzi sottostanti non hanno seguito lo stesso andamento - notano gli analisti di Moneyfarm - Per la Bce, la sfida sarà ora capire se il rincaro dell’energia rappresenti un fattore temporaneo o se possa tradursi in pressioni inflazionistiche più persistenti sull’economia nel suo complesso.

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

Milano è maglia nera in Europa con il Ftse Mib che ha perso l'1,3% ed è tornato sotto quota 52.000 punti a 51.915, sui livelli di fine luglio. Calo superiore all'1% anche per Francoforte, limita i danni Parigi (-0,39%).

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Wall Street in calo con timori su prezzi e rendimenti bond in rialzo

Wall Street chiude negativa. Il Dow Jones perde lo 0,79% a 52.767,59 punti, il Nasdaq cede l’1,03% a 26.099,77 punti mentre lo S&P 500 lascia sul terreno lo 0,71% a 7.631,54 punti. Le cause sono i timori sull'inflazione e sull'aumento dei prezzi del petrolio, che spingono al rialzo i rendimenti obbligazionari negli Stati Uniti e all'estero, alimentando le preoccupazioni su un possibile inasprimento della politica monetaria da parte della Federal Reserve nel corso del mese. Intanto, dal mercato del lavoro Usa arrivano segnali di un modesto rallentamento, con i posti vacanti (Jolts) pari a 7,27 milioni di unità, sotto le previsioni di 7,31 milioni, ma sopra il livello di giugno (7,18 milioni rivisto da 7,35). Da seguire, venerdì, i numeri sulla disoccupazione.

Sull'azionario, titoli tecnologici stanno subendo ribassi generalizzati. Pesanti Nvidia Corp , Advanced Micro Devices e Micron Technology . Segno meno anche per Microsoft Corp e Alphabet Classe A - la società madre di Google.

Gli acquisti premiano Novartis Ag , grazie ai risultati positivi degli studi clinici sul farmaco per la sclerosi multipla. Novartis ha affermato che remibrutinib ha ridotto "significativamente" il tasso di ricadute nei pazienti con sclerosi multipla rispetto ad altri trattamenti. Bene anche Duolingo, dopo che Evercore Isi ha alzato il suo rating, e Medtronic, dopo che la società di apparecchiature mediche ha rivisto al rialzo le previsioni per l'anno fiscale 2027.

Torna la febbre sui rendimenti obbligazionari globali

Il rendimento dei titoli del Tesoro statunitensi a 10 anni ha raggiunto livelli che non si vedevano dal gennaio 2025, per poi stabilizzarsi. Il rendimento dei titoli decennali giapponesi ha toccato il livello più alto dall'agosto 1996, mentre il rendimento di riferimento tedesco è salito al massimo del 2011. Ancora massimi anche per il rendimento dei Gilt decennali, balzato al 5,25%, mentre quello del trentennale ha raggiunto il 5,89%, il livello più alto dal maggio 1998. Anche il rendimento del Btp decennale è salito al 4,19% sui massimi dal novembre 2023, per chiudere poi al 4,16% (spread stabile a 83 punti). I rendimenti a livello globale sono in aumento perché gli operatori temono che i prezzi del petrolio persistentemente elevati possano alimentare l'inflazione.

Secondo gli analisti di Mps, è da evidenziare «il forte rialzo dei tassi reali in un contesto in cui le breakeven sono rimaste pressoché stabili e questo potrebbe indicare una maggiore attenzione del mercato verso altri aspetti oltre all’inflazione, come l’attesa di una maggiore offerta di titoli governativi a fronte di una domanda che potrebbe essere più debole».

Alla vigilia, c’è stato un tentativo di limitazione del danno da parte del Segretario al Tesoro Usa Bessent che ha parlato di un pacchetto di consolidamento fiscale di cui si discuterà nelle prossime settimane o mesi, «realizzando probabilmente che non ci sono scorciatoie, nella forma di twist agli acquisti ufficiali di bond, a uno stop alla salita dei rendimenti», aggiungono gli analisti. 

“Rendimenti dei Bond e rialzo del petrolio mandano l'Europa in rosso”

A Piazza Affari deboli Poste e Tim, oil in rally

A Milano, a scontare maggiormente la pressione sui rendimenti dei bond è stavolta Poste Italiane (-3,8%) assieme a Tim (-3,6%) che, in questo momento, è sotto Opas da parte della società guidata da Matteo Del Fante.

Ma in rosso chiudono quasi tutti i titoli del Ftse Mib, a partire da banche e assicurativi alle prese con la partita del risiko. In rosso Unicredit (-1%), Generali (-1%), Mediobanca (-1,3%), Mps (-1,4%) e Intesa Sanpaolo (-1,8%), rispetto alla quale le «fisiologiche» interlocuzioni con la Consob sono «improntate alla massima trasparenza e collaborazione» e «non rallenteranno il processo in corso» dell'Opas sul Monte, in base a quanto riferito da fonti al lavoro sul dossier. A pesare sui corsi azionari delle banche c’è però la prospettiva di un aumento dei tassi di interesse che, se da un lato sosterrà i ricavi degli istituti di credito, dall'altro rischia di mettere sotto pressione la capacità delle aziende di sostenere il costo del debito e, di conseguenze, la qualità del portafoglio crediti. Senza dimenticare i timori legati all'aumento dei costi di finanziamento in un momento in cui cresce la necessità di investire nella svolta It legata all'intelligenza artificiale.

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Giù anche Prysmian (-2,6%) dopo che gli analisti di Jefferies hanno tagliato il target price. Perde quota Stellantis (-2,4%) all’indomani della nomina di Arnaud Belloni a ceo di Fiat, Abarth e Lancia. Le vendite hanno penalizzato anche il lusso di Brunello Cucinelli (-3,3%), nei pagamenti tech Nexi (-3%), poi Amplifon (-2,8%) e Inwit (-2,8%).

Prosegue all'opposto il rally dei titoli oil, grazie alle quotazioni del greggio, da Tenaris (+1,9%) a Eni (+1,5%). L’unico titolo a salvarsi a fine seduta, assieme ai petroliferi, è Iveco che chiude con un guadagno dello 0,4%. 

Petrolio e gas in rialzo con le tensioni geopolitiche

Prezzi dell'energia che si confermano in aumento e su livelli elevati, spinti dall'acuirsi delle tensioni tra Stati Uniti e Iran, che alimentano ancora i timori di possibili interruzioni del traffico attraverso lo Stretto di Hormuz.

I contratti sul Brent scadenza settembre salgono ben oltre i 92 dollari al barile, mentre quelli sul Wti superano gli 88 dollari. In netto rialzo anche il gas ad Amsterdam che supera quota 7e euro al megawattora. Tra i preziosi, l'oro sembra stabilizzarsi in area 4.400 dollari l'oncia.

Dollaro in rafforzamento, euro sotto quota 1,16

Il tono da «falco» di Kevin Warsh favorisce gli acquisti sul biglietto verde spingendo il cambio euro/dollaro sotto quota 1,16.

Sui mercati valutari va segnalato l’effetto "Bessent" sullo yen: che con il suo discorso, il Segretario al Tesoro americano ha aumentato la pressione sulle autorità monetarie di Tokyo, dichiarando di attendersi misure che portino a uno yen più forte, spingendo i mercati a scommettere con maggiore decisione su un imminente aumento dei tassi da parte della Banca del Giappone nella riunione di settembre, sottolineano gli analisti di Mps. La ministra delle Finanze giapponese Satsuki Katayama ha voluto precisare in un secondo momento di non aver discusso di un potenziale aumento dei tassi di interesse giapponesi con il segretario al Tesoro statunitense.

Katayama ha incontrato il suo omologo statunitense a margine della riunione dei ministri delle Finanze del G20 in corso ad Asheville, in Carolina del Nord.

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