Mercati

Le Borse europee credono alla svolta su Hormuz, a Milano (+0,4%) Bpm da record dopo conti

Nuovo massimo in chiusura per il Ftse Mib. Occhi puntati sul Medio Oriente e sulla bozza di accordo tra Iran e Oman. Petrolio in rialzo, con il Brent che torna sopra gli 80 dollari al barile

La Borsa, gli indici del 6 agosto 2026

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(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Le Borse europee sembrano credere a una svolta sulla riapertura dello Stretto di Hormuz, all’indomani dell’annuncio di un accordo tra Iran e Oman per una rotta sicura. Nonostante la volatilità legata alla stagione degli utili, ormai giunta alle battute finali, gli indici arrivano così positivi alla fine delle contrattazioni. Milano riesce a spuntare un nuovo record in chiusura a 53.682 punti (+0,44%), dopo aver infranto anche un nuovo massimo storico intraday a 54.024 punti. Sui mercati prevale quindi un certo ottimismo anche se sull'intesa raggiunta tra Oman e Iran il presidente Trump non ha ancora detto la sua, quindi la cautela resta prevalente tra gli investitori con il rischio di una doccia fredda improvvisa.

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

Seduta positiva anche per il Cac di Parigi (+0,35%), il Dax di Francoforte (+0,15%), l’Aex di Amsterdam (+0,1%) e l’Ibex di Madrid (+0,6%). Resta indietro solo il Ftse 100 di Londra (-0,1%).

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Chiudono in calo gli indici a Wall Street

Wall Street chiude gli scambi in calo sulle incertezze in Medio Oriente e con il rialzo dei prezzi del petrolio: il Dow Jones, dopo la striscia di cinque sedute positive e i nuovi massimi di sempre, cede lo 0,85%, a 53.885,10 punti, mentre il Nasdaq scivola dello 0,06%, a quota 26.348,35. In frenata anche l’S&P 500 a 7.710,02 punti (-0,18%). Gli operatori, in attesa di un accordo per la riapertura dello strategico Stretto di Hormuz, valutano una serie di risultati trimestrali aziendali. Le azioni di Sandisk crollano dopo che l'azienda produttrice di memorie ha pubblicato risultati del quarto trimestre fiscale che non hanno convinto gli investitori. Rimbalza Space X dopo i cali della vigilia. Sul fronte macro, le richieste dei sussidi alla disoccupazione si sono attestate sotto le attese.

Le trimestrali danno la linea: scatta Bpm

Sull’azionario, a Piazza Affari sono ancora una volta le trimestrali a dettare il ritmo. Banco Bpm (+3,93%) festeggia i conti sopra le attese, la revisione dei target 2026 sull’utile e delle stime sulla cedola. Sfumata poi l'ipotesi di una fusione con Mps (+0,05%), l'ad Castagna ha aperto anche a un matrimonio con la divisione italiana di Credit Agricole. Sempre sul fronte bancario, in altalena Bper Banca, dopo l'utile semestrale record a 1,33 mld e la revisione dei target: la banca termina la seduta a -0,76%.

Repentina inversione di rotta del comparto tech, con gli investitori che mettono da parte – almeno per il momento – i dubbi sulla tenuta del settore dell’AI. Così St chiude a +1,28% e Prysmian a +1,97%. Acquisti anche sui titoli della difesa con Avio (+5,67%) in testa al listino e Leonardo a +2%. Fronte opposto per Tenaris (-7,08%), dopo i profitti in calo nel secondo trimestre. Fuori dal paniere principale, Safilo chiude a +16,86% sull'onda lunga dei conti. +1,84% per Trevi on il titolo che si porta dunque sopra il valore dell’Opa lanciata da Webuild che prevede un corrispettivo cash di 4,5 euro per azione e ben superiore all’offerta di Icop che valuta il titolo a 4,163 euro.

Si assesta l'euro dopo i rialzi, greggio torna a salire

Sul valutario, l'euro scambia a 1,1522 dollari (1,1551 ieri) e a 182,5 yen (182). Invece il biglietto verde incrocia la divisa nipponica a 158,39 (da 157,67). Sul fronte energetico, mentre il mercato aspetta un cenno da parte dell’inquilino della Casa Bianca, e a fronte del sostanziale stallo nella giornata, i corsi del petrolio continuano a salire: il Brent per ottobre viaggia in rialzo di quasi tre punti a 81,77 dollari al barile, mentre il Wti si muove poco sopra i 77 dollari (+2,5%). Più consistente il rialzo del gas naturale sulla piattaforma di Amsterdam, che raggiunge i 55,9 euro al megawattora (+6,8%).

Spread si allarga nel finale, in rialzo il rendimento

Lieve indebolimento dei corsi dei BTp scambiati sul secondario telematico Mts nella seconda parte di seduta, in linea con una tendenza cedente del reddito fisso sovrano dell'eurozona. Lo spread tra BTp e Bund decennali è tornato leggermente ad allargarsi. Nel finale il differenziale di rendimento tra BTp decennale benchmark (luglio 2036) e il pari scadenza tedesco (agosto 2036) si attesta a 78 punti base, in marginale rialzo rispetto al closing di mercoledì (77 punti). In rialzo il rendimento del BTp decennale benchmark, che chiude al 3,9% dal 3,87% del riferimento precedente.

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