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Mercati
Per le Borse partenza sprint ad agosto con il calo del greggio. Milano chiude a +1,3%
Listini sostenuti dalla nuova schiarita in Medio Oriente che ha favorito il dietrofront del petrolio, con il barile Wti tornato sotto la soglia simbolica degli 80 dollari. Euro a 1,15 contro il biglietto verde, lo spread chiude in calo a 79 punti
A worker collects crude oil sample at an oil well operated by Venezuela's state oil company PDVSA in Morichal July 28, 2011. PDVSA will invest $18 billion this year with $2 billion of that earmarked for new output from the OPEC nation's vast Orinoco heavy crude fields, officials said on Thursday. REUTERS/Carlos Garcia Rawlins REUTERS
(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Agosto parte di slancio per le Borse europee, sostenute dalla nuova schiarita in Medio Oriente che ha favorito il dietrofront del petrolio. La sospensione degli attacchi Usa contro l’Iran e la nuova apertura dell’amministrazione Trump a un accordo (che comprenda anche il transito nello Stretto di Hormuz) hanno allentato i timori degli investitori. Il greggio è in netto calo anche se i mercati restano vigili «perché ci siamo già passati ed è probabile che il conflitto debba ancora progredire, prima di raggiungere una soluzione» avvertono gli analisti. A spingere giù il petrolio anche la decisione dell’Opec+ di aumentare la produzione per la sesta volta consecutiva. Sullo sfondo prosegue la stagione delle trimestrali, mentre Wall Street chiude in rialzo, nel giorno in cui Amazon ha superato i 3mila miliardi di dollari di capitalizzazione. E così, in un'Europa sui massimi, a Milano il FTSE MIB chiude in progresso a 52.871 punti, a un soffio dal record di chiusura. In rialzo anche gli altri listini del Vecchio Continente, da Parigi (CAC 40) a Francoforte (DAX 40), passando per Londra (FTSE 100) e Madrid (IBEX 35).
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Borse, buona la partenza in agosto
Wall Street chiude in rialzo con Amazon da record
Chiude in rialzo anche Wall Street, dove Amazon ha toccato per la prima volta la soglia dei 3mila miliardi di dollari di capitalizzazione. Il Dow Jones guadagna l’1,32% a 53.178,41 punti raggiungendo un nuovo record, il Nasdaq sale del 2,13% a 25.913,90 punti e lo S&P 500 avanza dell’1,48% a 7.600,49 punti. L'ottimismo degli indici Usa arriva dopo che nel weekend il presidente Donald Trump ha annullato gli attacchi statunitensi contro l'Iran, facendo scendere i prezzi del petrolio, nel primo giorno di contrattazioni del nuovo mese. Anche i rendimenti dei titoli del Tesoro sono diminuiti, in quanto le preoccupazioni sull'inflazione si sono leggermente attenuate: il rendimento del titolo di riferimento a 10 anni è sceso di 6 punti base al 4,68%. Questo mentre è rimasto in espansione l'Ism manifatturiero, l'indice che misura la performance del settore manifatturiero negli Stati Uniti. A luglio, il dato è salito a 55,6 punti, contro attese per un dato a 53,9, dopo i 53,3 del mese precedente.
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A Piazza Affari guida il lusso, in "rosso" i petroliferi
A Piazza Affari il catalizzatore rimangono i conti. In attesa dei risultati di Salvatore Ferragamo, spiccano Brunello Cucinelli e Moncler, affiancate dal progresso di Ferrari. In luce anche Diasorin, premiata dopo i conti semestrali e le promozioni degli analisti, mentre Avio ha beneficiato dell’attenzione sui piani di incentivazione e sui prossimi lanci, oltre che sull’attesa per SpaceX. Bene il comparto finanziario con alcune delle protagoniste del risiko, tra cui Bper Banca, Unipol e Unicredit . In coda finiscono i titoli del compato oil con Eni e Tenaris. Realizzi anche su Stmicroelectronics e Prysmian , la cui acquisizione dell’americana Atkore non ha del tutto convinto il mercato.
Petrolio giù in picchiata, euro a 1,15 dollari
Con l’attenuarsi delle preoccupazioni sull’approvvigionamento energetico dal Medio Oriente, sono in picchiata i prezzi del petrolio, dopo aver chiuso il mese di luglio con il più ampio rialzo mensile da marzo. Al contesto geopolitico, si aggiunge l’Opec+ che alla vigilia ha aumentato la produzione di petrolio per la sesta volta consecutiva. I contratti sul Brent in scadenza a ottobre accusano così un calo di oltre il 7% verso gli 83 dollari al barile. Giù del 2,4% anche il gas. Sul valutario, l’euro/dollaro si muove intorno agli 1,15. In ripresa lo yen, dopo l’intervento congiunto di Stati Uniti e Giappone sul mercato dei cambi per sostenerne la valutazione.
La spread chiude in calo a 79 punti, rendimento al 3,94%
Chiusura, infine, in flessione per i rendimenti sulla curva euro, che hanno beneficiato dell'ottimismo per una possibile ripresa dei colloqui di pace tra Usa e Iran. Al termine degli scambi sul mercato secondario, il differenziale di rendimento tra BTp decennale benchmark e il pari scadenza tedesco si è attestato a 79 punti base, dagli 81 punti del closing di venerdì 31 luglio. Calo più netto per il rendimento del BTp decennale, che ha terminato la sessione al 3,94% (dal 4,01% del riferimento precedente).
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