Mercati

Borse, nuova spinta tra ottimismo Usa-Cina e greggio Wti -4,5%. Milano chiude a +1,6%, bene Wall Street

Il Brent è tornato a toccare i 99 dollari al barile. Fiducia sui mercati per il bilaterale Trump-Xi di giovedì. Prosegue positiva anche Wall Street. Spread in calo a 88 punti

La Borsa, gli indici del 21 settembre 2026

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(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Un avvio di settimana da incorniciare per le Borse europee, che avanzano sull'onda di un petrolio Brent tornato a toccare i 99 dollari al barile, di rendimenti in lieve calo e di un vertice Usa-Cina, previsto giovedì, a cui i mercati guardano con ottimismo. Secondo il New York Times, infatti, i negoziatori dei due Paesi starebbero preparando un'estensione di sei mesi della tregua commerciale in scadenza a novembre.

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

Così il Ftse Mib di Milano chiude a +1,6%, tornando a 53.371 punti. Buoni rialzi anche per Parigi e Francoforte, nonostante la nuova sconfitta alle elezioni regionali per la Cdu, il partito del cancelliere Merz, il quale ha ammesso il «disastro», pur non avendo intenzione di dimettersi.

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Occhi puntati poi sull’assemblea generale dell’Onu, nel corso della quale il presidente Usa Donald Trump incontrerà i capi dei Paesi del Golfo. Resta comunque alta l'attenzione sui livelli dei tassi sui titoli di Stato. Secondo il Financial Times, le maggiori banche d’affari Usa stimano che gli Stati Uniti potrebbero raccogliere circa 1.000 miliardi di dollari attraverso nuovo debito a breve termine nel prossimo anno, aumentando il ricorso ai Treasury bill a 12 mesi, visti i loro rendimenti minori.

In rialzo Wall Street

Wall Street è salita al limite del suo massimo storico. L’indice S&P 500 è balzato dell’1,5%, il Dow Jones Industrial Average ha guadagnato lo 0,7% e il Nasdaq Composite è salito del 2,3%, con i titoli azionari del settore chip in testa.

Gli analisti di JPMorgan hanno di recente osservato che i flussi di petrolio «rimangono sorprendentemente forti», nonostante le ultime interruzioni, favorendo così i cali del greggio. Sull'azionario spiccano i tecnologici, tra cui Intel. Forte Strategy, galvanizzata dal nuovo rally del bitcoin a 85mila dollari, essendo tra i suoi maggiori possessori. Warner Bros Discovery guadagna terreno dopo che, secondo Bloomberg, Paramount ha raggiunto un accordo con la California e altri Stati, che avevano intentato causa per bloccare la fusione tra i due colossi dei media.

Bessent: «Colloqui Usa-Cina molto positivi, focus su Ai»

Si sono conclusi con esito «molto positivo» gli intensi colloqui durati otto ore a New York tra il segretario al Tesoro statunitense Scott Bessent e il vice primo ministro cinese He Lifeng. Il vertice maratona, ospitato alla vigilia presso la sede centrale di JPMorgan Chase, ha gettato le basi operative in vista del cruciale summit in programma giovedì a Washington tra il presidente americano Donald Trump e il leader cinese Xi Jinping. Una visita che è stata confermata proprio da Pechino in una nota ufficiale. «Abbiamo appena concluso un incontro di grande successo», ha dichiarato Bessent. «Abbiamo discusso della creazione di un meccanismo di notifica reciproca per incidenti e minacce alla sicurezza. Si chiamerà 'Dialogo Usa-Cina sull’Ai' e abbiamo concordato di incontrarci di nuovo», ha aggiunto.

I mercati a metà seduta

A Piazza Affari bene tech e banche

A Piazza Affari sotto i riflettori i titoli del tech con St (+3%) tra i migliori del listino, così come Prysmian (+3%) e Technoprobe (+5,3%), che chiude in festa il suo debutto sul paniere principale milanese al posto di Diasorin (+1,7%). Ben intonate poi le banche, confortate dai numeri diffusi dalla francese Societe Generale (+2,2% a Parigi) nel giorno della presentazione del piano al 2029.

A guidare i rialzi del comparto è proprio Banco Bpm (+4,3%) spinta anche dalle indiscrezioni secondo cui tra Unicredit (+3,2%) e Credit Agricole (+0,1% a Parigi) sarebbero in corso delle prove di dialogo per studiare un intervento congiunto su Piazza Meda. Tra i pochi rossi della giornata troviamo Poste (-0,8%), la cui Opas su Tim (+0,4%) riprende fino a venerdì 25. Segno meno anche per alcuni petroliferi, in scia ai cali del greggio: Eni -0,9%, Tenaris -0,3%.

Wti cede il 4,50% a 95,79 $, spread in calo a 88 punti

Il Brent si avvia verso la serie più lunga di ribassi da giugno. Gli operatori continuano a monitorare gli sforzi diplomatici per mettere fine al conflitto tra Iran e Stati Uniti. Trump ha riferito che sarebbe «probabilmente» disposto a incontrare il suo omologo iraniano, Masoud Pezeshkian, a margine dell’Assemblea generale Onu.

Il petrolio chiude a New York in brusca correzione con le speranze di una ripresa delle iniziative diplomatiche per chiudere la guerra scoppiato a fine febbraio tra Usa e Iran: il Wti, il riferimento americano, cede il 4,50%, a 95,79 dollari al barile, mentre il Brent, il benchmark internazionale, perde il 3,47%, a quota 100,27.

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In ritirata anche il gas, che ad Amsterdam si attesta sui 73 euro al Megawattora. Sul valutario, l’euro vale 1,1468 dollari, simile alla chiusura di venerdì (1,1468). In calo lo spread tra BTp e Bund a 88 punti base, dai 92 punti della chiusura di venerdì. In decisa flessione anche il rendimento del BTp decennale benchmark, al 4,33%, dal 4,44% del closing precedente. Il decennale tedesco scende al 3,45% e anche il Treasury americano si mantiene intorno al 4,96%.

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