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Mercati
Borse, i timori su Hormuz riaccendono il greggio. Milano (-0,1%) senza smalto, a Wall Street giù Intel
L'azienda americana è in calo dopo aver annunciato un’emissione di azioni ordinarie per 15 miliardi di dollari. Le incertezze in Medio Oriente spingono i prezzi del petrolio con il Brent che torna sugli 86 $/barile e il Wti che supera gli 80$. Fiammata del gas naturale sopra i 60 euro al megawattora
(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Le Borse europee si prendono una pausa dopo i recenti rialzi e chiudono deboli la prima seduta della settimana di Ferragosto. L’attenzione degli investitori continua a concentrarsi sul Medio Oriente, con le incertezze sullo Stretto di Hormuz che non accennano a placarsi, mentre Iran e Oman dovrebbero essere alle fasi finali dei negoziati per concordare nuove rotte marittime. Incertezze che pesano sui prezzi delle commodity energetiche con il petrolio che riprende la sua corsa - le quotazioni guadagnano il 5,23% a 82,7 dollari - e la fiammata del gas naturale.
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Così il Ftse Mib di Milano termina a -0,1%, sopra la parità il Cac di Parigi (+0,13%), il Dax di Francoforte (+0,14%) e l’Aex di Amsterdam (+0,22%). Seduta debole per l’Ibex di Madrid (-0,14%) e il Ftse 100 di Londra (-0,3%).
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Wall Street debole, giù Intel
Wall Street chiude la seduta in territorio negativo tra le incertezze sulla riapertura dello Stretto di Hormuz e i rialzi delle quotazioni del petrolio: l’indice Dow Jones cede lo 0,11%, a 53.975,98 punti, mentre il Nasdaq perde lo 0,32%, scivolando a quota 26.605,36. In calo frazionale anche l’S&P 500 a 7.753,11 punti (-0,06%). A livello macro il focus sarà mercoledì 12 agosto con i dati sull’inflazione americana di luglio che assume una rilevanza ancora maggiore dopo il deludente dato sul mercato del lavoro e che propenderebbe per tassi fermi da parte della Fed. Sull'azionario, cade Intel dopo aver annunciato un’emissione di azioni ordinarie per 15 miliardi di dollari.
A Piazza Affari Stellantis in testa, bene i petroliferi
Sull’azionario milanese, in una giornata di scambi ridotti, Stellantis termina in testa al listino a +1,85%, seguita dai petroliferi che beneficiano del rialzo del greggio: Saipem chiude a +1,59%, Eni a +1,17% e Tenaris a +0,69%. Perdono slancio i tech che in mattinata avevano sfruttato la buona performance dei chip in Asia: St chiude così a -0,95%, fa meglio Prysmian a -0,12%. Deboli le banche con il risiko sempre il primo piano: Banco Bpm (+0,59%) segna la migliore performance tra i titoli del comparto. In coda Poste Italiane (-1,43%) e Terna (-1,74%).
Fuori dal paniere principale, vola Haiki+ (+46,7% a 0,86 euro) e si avvicina così agli 0,90 euro fissati come corrispettivo dell'Opa per il delisting lanciata da Sg Holding, azionista di maggioranza della società. Brilla anche The Italian Sea Group (+10,6%) dopo l’avvio del processo per l’ingresso di nuovi investitori.
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Petrolio riprende la corsa con le incertezze su Hormuz
Mentre il mercato continua a ponderare i segnali contrastanti in arrivo dal Medio Oriente, i corsi del greggio riprendono la corsa. Il Brent per ottobre viaggia sopra gli 86 dollari al barile, mentre il Wti per settembre supera gli 80 dollari. Balza il gas naturale che ad Amsterdam sale di oltre dieci punti in area 61 euro al megawattora.
Euro/dollaro poco mosso, debole lo yen
Sul valutario il cambio euro/dollaro si attesta a 1,1547 (1,1556 in chiusura di venerdì). L’euro/yen vale invece 183,54 (182,25) e il dollaro/yen a 158,94 (157,70).
Rinnovata attenzione sull'oro
Con l'ipotesi di un accordo di Hormuz che si fa più concreto, l'ora torna al centro della scena. Il contratto spot, dopo un un guadagno settimanale vicino al 6% nell'ottava passata, si è spinto in mattinata con decisione oltre quota 4.300 dollari l'oncia guardando alla soglia dei 4.400 dollari, che rimane il livello fondamentale per la conferma dell’inversione della tendenza del metallo giallo. Le quotazioni hanno poi ripiegato, attestandosi sui 4.350 dollari. La conseguenza immediata del sentiment più ottimista verso gli sviluppi in Medio Oriente è infatti stato il calo delle aspettative di inflazione che ha recato sollievo ai mercati obbligazionari in Europa e Stati Uniti. Così, insieme all’oro si muovono anche gli altri preziosi come argento e platino.
Spread in live rialzo a 78 punti, rendimento decennale sale al 3,96%
Chiusura in leggero rialzo per lo spread tra BTp e Bund sul mercato secondario Mts al termine di una seduta di rialzi generalizzati dei rendimenti dei titoli dell'eurozona. Alla chiusura delle contrattazioni il differenziale di rendimento tra BTp decennale benchmark e il pari scadenza tedesco si attesta a 78 punti base in frazionale variazione dal closing di venerdì scorso (77 punti). In rialzo il rendimento del BTp decennale benchmark, che ha segnato un'ultima posizione al 3,96% dal 3,89% del riferimento precedente.
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