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Borsa: tech alla riscossa, Milano +1,3% con strappo St e sostegno trimestrali

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rimbalzo innescato da Microsoft che vola a Wall Street

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - La riscossa del tech e il conseguente balzo del Nasdaq, come non si vedeva da tempo, contagiano le Borse europee che dopo una mattinata interlocutoria corrono nella seconda parte di seduta, chiudendo con rialzi in molti casi sopra l’1%. A dare una mano l’inflazione Usa che rallenta, la BoE che non tocca i tassi (la piazza Londra è sui massimi storici) e, soprattutto, la stagione delle trimestrali che, almeno per attimo, sembra ridurre i timori di una bolla tech (come testimonia il +15% di Microsoft a Wall Street). Questo in attesa a mercati chiusi che arrivino i conti dei due giganti Apple e Amazon, dai quali gli investitori attendono segnali chiari per tutto il settore.

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A Piazza Affari, il Ftse Mib chiude in rialzo dell’1,3% sopra la soglia simbolica dei 52mila punti. Sul podio St che strappa (+6,4%) in scia al comparto tech, assieme ad Azimut (+3,9%) e Prysmian (+4,5%) entrambe dopo conti e target al rialzo. Sono infatti le trimestrali a tenere banco anche per Campari (+1,2%), grazie ai numeri sopra le attese, e Ferrari (+1,1%). Acquisti su banche e assicurazioni protagoniste del risiko. In fondo al listino, mercato deluso dai conti di Stellantis (-4,3%), sotto le aspettative. Prudente Pirelli (+0,1%), dopo il taglio del giudizio di Jp Morgan, giù A2a (-0,9%). Balzo invece per Trevi (+8,3%) dopo l’Opa lanciata da Webuild (+2,7%).

Sul fronte dei cambi, euro in rialzo a 1,1512 dollari (da 1,1466 ieri in chiusura) e vale anche 183,52 yen (187,25). Il cross tra il biglietto verde e la divisa nipponica si attesta a 159,40 (163,30), con lo yen spinto dalle voci di un possibile intervento della BoJ. Tra le materie prime, gas a 58,4 euro al MWh (-3,4%) e petrolio a due velocità: il Brent del Mare del Nord, contratto di consegna a settembre, verso fine seduta scende dello 0,6% a 90,2 dollari al barile, mentre il Wti stesso mese passa di mano a 84,6 dollari (+0,2 per cento).

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