Mercati

Borse, Bitcoin e Nasdaq a picco tra timori tassi e fuga dal tech

L'occupazione Usa sopra le attese ha innescato i timori di un rialzo dei tassi della Fed. Si monitorano anche gli sviluppi in Medio Oriente, mentre scende il prezzo del petrolio. Euro sotto 1,16 dollari. Bitcoin sotto 60mila dollari per la prima volta dal 2024

di Ivan Torneo ed Enrico Miele

La Borsa, gli indici del 5 giugno 2026

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(Il Sole 24 Ore Radiocor) - La retromarcia innescata dal settore tech e i timori su un ritocco dei tassi Fed entro fine anno frenano le Borse europee, che chiudono senza entusiasmo una settimana già fiacca. Ad amplificare la debolezza dei listini, oltre allo stallo geopolitico sui conflitti in Medio Oriente, è la correzione del Nasdaq (in rosso da tre sedute consecutive) unita alla moltiplicazione oltre le attese dei posti di lavoro negli Usa. Tenuta del mercato statunitense che potrebbe dare alla Fed mano libera per alzare il costo del denaro, tanto che gli swap ormai danno per certo un ritocco dei tassi entro fine anno. Da valutare quali saranno le prime indicazioni del neopresidente Fed, Kevin Warsh, che esordirà nella prossima riunione a metà giugno. Chi invece non ha dubbi è Donal Trump, per il quale «con il grande rapporto sull'occupazione, il mercato azionario dovrebbe salire» perché «crescita non significa inflazione».

 Piazza Affari termina così a -0,56%, sotto i 50.000 punti a quota 49.893. Anche i principali indici del Vecchio Continente hanno chiuso la seduta deboli: Parigi -0,3% e Francoforte a -0,7%. I dati sul lavoro americano - fondamentali proprio per intuire le prossime mosse della Fed in materia di tassi - segnano una disoccupazione Usa a maggio al 4,3%, stabile su base mensile. Sopra le attese invece i posti di lavoro nello stesso periodo: +172mila unità (contro previsioni di 85mila unità). Nel dettaglio, i nuovi occupati nel settore privato sono aumentati di 120mila unità, e nel settore governativo sono cresciuti di 52mila. Il mercato continua anche a monitorare la situazione in Medio Oriente, con Hezbollah che ha rifiutato il cessate il fuoco in Libano e Trump, che ha dichiarato che gli Stati Uniti vinceranno nel conflitto con l’Iran, «in un modo o in un altro, sulla carta o militarmente».

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Wall Street in rosso, pesa il tech

Tonfo di Wall Street che chiude in calo dopo una scia positiva. Il Dow Jones chiude in calo dell’1,35% a 50.866,78 punti. L’S&P 500 perde il 2,63% a 7.384,59 punti mentre il Nasdaq registra una flessione del 4,18% a 25.709,43 punti. I listini scontano le conseguenze della vendita massiccia nel settore tecnologico e dell’aumento dei rendimenti obbligazionari, mentre la solida occupazione di maggio negli Usa ha rafforzato le scommesse secondo cui la prossima mossa della Federal Reserve sui tassi sarà un rialzo, invece che l’atteso taglio, secondo i piani di Donald Trump.

Sull'azionario, Broadcom è nuovamente in calo dopo il crollo di ieri, insieme a Marvell Technology e Micron Technology. Tra le storie societarie del giorno, vendite su Lululemon Athl dopo che l'azienda di abbigliamento sportivo ha rivisto al ribasso le previsioni sugli utili e sui ricavi per l'intero anno. Anche le previsioni per il trimestre in corso sono risultate inferiori alle aspettative degli analisti.

Settimana incolore per Europa, Milano -0,3%

Settimana incolore per le Borse europee, strette tra il primo dietrofront del settore AI, legato ai dubbi sulla tenuta della domanda del comparto dei chip, lo stallo dei colloqui in Medio Oriente tra Usa e Iran e la 'fiammata' finale del mercato del lavoro Usa, che fa temere per un rialzo dei tassi entro fine anno da parte della Fed. Al netto delle cinque sedute, la peggiore è stata la piazza finanziaria di Francoforte, che chiude la settimana con un passivo dell’1,3%, seguita da Londra (-0,4%), Milano (-0,3%) e Madrid (-0,1%). Si salva solo l’indice principale di Parigi a +0,4%.

Stringendo lo sguardo sui singoli titoli di Piazza Affari, strappo di DiaSorin che in settimana guadagna il 7,4% mentre prosegue il “road show” avviato negli Stati Uniti e destinato a proseguire in Europa per presentare il piano industriale. +6,9% per Saipem grazie alle quotazioni del greggio e +6,5% per St che, nonostante un finale di ottava debole per il tech mondiale, ha rivisto al rialzo le previsioni sui ricavi legati ai data center per il 2026 e raddoppiato quelli per il 2027. Palma nera settimanale, infine, invece, per Avio (-11%), Stellantis (-9,4%) e Fincantieri (-7,2%).

Venerdì a Milano St in coda, corre Inwit

A Piazza Affari sono proseguite dopo la vigilia le vendite su St (-5,8%) e Prysmian (-3,5%), in scia al sell-off generale sui titoli tech. Debole anche Diasorin (-0,9%) con alcuni realizzi a seguito del rally della vigilia che ha visto il titolo guadagnare oltre 7 punti percentuali. Secondo gli analisti di Intermonte, il balzo era legato ai rumors riportati ieri dal blog finanziario Betaville «su un presunto interesse per un takeover da parte di un acquirente non identificato». Tra i migliori spiccano invece Inwit (+3,3%), Fincantieri (+1,6%) e Campari (+2%). Acquisti anche sulle utility con Terna (+1,7%), Italgas (+3,1%) e Hera (+2,1%).

Sul fronte bancario, bene Mps (+0,8%) che beneficia della promozione di Equita (il rating sale a '"Buy" e il target price a 11,8 euro) mentre procedono i cantieri per l'aggregazione con Mediobanca (+0,9%). In un momento in cui si stanno intensificando i segnali sull’avvio di una seconda fase del consolidamento bancario, la sim ritiene che un'operazione Mps con Banco Bpm (-0,7%) «avrebbe senso industriale». Altro caso del giorno è quello di Erg (+5,9%), spinta dai giudizi positivi degli analisti di Kepler, che hanno alzato il rating da "Hold" a "Buy" e hanno aumentato il target price a 27 euro per azione (dai precedenti 24).

Euro sotto 1,16 dollari, bitcoin sui minimi dal 2024

Sul fronte energetico, il prezzo del petrolio è in discesa, con il future sul Brent di agosto sopra i 93 dollari al barile e il Wti in area 91 dollari. In lieve ribasso anche il gas ad Amsterdam, sui 48 euro al megawattora. Sul valutario, l'euro/dollaro scende sui minimi da due mesi a 1,154 dollari (1,1613 ieri in chiusura). L'euro/yen è invece intorno a quota 185, e il rapporto dollaro/yen si muove in area 160. Ancora in calo il Bitcoin sui 60.000 dollari, sui minimi dall'autunno del 2024, dopo essere anche sceso per qualche minuto sotto la fatidica soglia e avviandosi a chiudere la peggiore settimana dall'autunno del 2022, con un calo di oltre il 15%.

Spread in rialzo a 76 punti

Chiusura in lieve rialzo per lo spread tra BTp e Bund. A fine seduta il differenziale di rendimento tra il BTp decennale benchmark e il Bund tedesco di pari durata si è attestato infatti a 76 punti base, in crescita rispetto ai 75 della chiusura di ieri. In rialzo anche il rendimento del BTp decennale benchmark che ha terminato la seduta al 3,80%, in aumento rispetto al 3,77% del riferimento precedente.

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