Mercati

Borse, Milano ancora in volata, verso il miglior semestre (+17,6%) tra i principali listini

Il risiko bancario spinge Piazza Affari, oltre ai venti di pace e all'effetto SpaceX. Tonfo del greggio, nell'ottava -7,5% i contratti sul Brent. Nella seduta di venerdì il resto del Vecchio Continente sconta il rialzo dei rendimenti bond. Oltreoceano Borse chiuse per festività nell'ultima seduta della settimana

di Martina Soligo e Stefania Blasioli

La Borsa, gli indici del 19 giugno 2026

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(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Un'altra settimana di record per Piazza Affari, con il Ftse Mib che seduta dopo seduta ha infranto lunedì la barriera dei 52.000 punti e venerdì quella dei 53.000. A dare impulso ai mercati in primis la svolta tra Usa e Iran, che hanno firmato un memorandum of understanding che apre la strada a un accordo di pace, la conseguente riapertura di Hormuz, che ha causato la brusca frenata dei prezzi del petrolio, e il rally di SpaceX, che ha trascinato il tech mondiale. Così, Milano chiude la settimana in rialzo del 2,6% e si avvia a terminare il primo semestre da prima della classe, non solo in Europa, ma anche tra i principali listini globali. Se infatti si escludono il Nikkei di Tokyo (che da inizio anno ha messo a segno un guadagno di oltre il 41%) e il Kospi di Seul (+114%), il migliore è proprio il Ftse Mib con +17,6% dal primo gennaio, battendo anche la performance del Nasdaq (+13,2%).

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Tornando alla settimana, a fare meglio di Piazza Affari è solo Madrid a +3,1%, bene anche Francoforte (+1,6%) e Parigi (+0,8%), mentre resta indietro Londra (-1%) alle prese con una profonda crisi politica e di consenso. Quella appena passata è stata anche la settimana della prima riunione della Fed presieduta dal nuovo presidente Kevin Warsh: la banca centrale americana ha mantenuto invariati i tassi, ma il neo-governatore ha usato toni da "falco". Nella sua prima conferenza stampa da numero uno della banca centrale, Warsh ha infatti sottolineato che la Federal Reserve non tollererà un'inflazione elevata.

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A Piazza Affari è protagonista il risiko bancario

A livello settoriale, in Europa svettano le banche (+5% nell’ottava), con il risiko bancario italiano che ha fatto impennare il Ftse Italia all share bank a +6,7%. E infatti, stringendo lo sguardo sui titoli, i migliori della settimana sono proprio i protagonisti del riassetto del credito: Mps – oggetto del desiderio di questo secondo round di risiko - è la migliore e guadagna il 22,5%, seguita dalla controllata Mediobanca (+21,5%) e da Banco Bpm (+18,8%), che con Siena vorrebbe una fusione. Fronte opposto, invece, per Stellantis (-10,4%) penalizzata, come tutto il settore automotive europeo (-3,8% nell’ottava) dal “profit warning” di Bmw. Giù anche Avio (-10,2%), che però da inizio anno registra un guadagno del 17,3%, e Diasorin (-8,9%).

Tonfo del greggio, in settimana -7,5% i contratti sul Brent

Sul fronte delle materie prime si registra il tonfo del prezzo del greggio: il Brent ha perso nella settimana il 7,5%, mentre il Wti ha lasciato sul terreno il 9,4% in scia ai segnali di distensione internazionale e alla riapertura di Hormuz. Giù del 9,5% anche il gas ad Amsterdam. Sul valutario, l’euro ha ceduto lo 0,9% sul dollaro, in flessione anche l’oro spot a -1,6% nell’ottava.

Venerdì il rialzo dei rendimenti bond frena i listini europei

Nella seduta di venerdì, l’impennata dei rendimenti dei titoli di Stato, l’assenza di indicazioni da Wall Street (chiusa per festività) e la mancanza di chiarezza sul futuro di Usa e Iran – dopo la cancellazione della cerimonia ufficiale per la firma dell’intesa prevista in Svizzera – hanno pesato sul sentiment degli investitori. Le Borse europee chiudono così deboli una seduta volatile, con Parigi a -0,55% e Francoforte sulla parità, mentre Milano, che per l’intera seduta ha staccato gli altri listini segnando un nuovo record storico intraday a 53.188 punti, si indebolisce sul finale e chiude a +0,31% a 52.848.

Nel dettaglio, la nomina al Parlamento britannico dell'esponente laburista Andy Burnham dopo le elezioni suppletive fa impennare i titoli di Stato nel Regno Unito che, a loro volta, contagiano anche quelli europei. Il sindaco della Grande Manchester è ora nella posizione di sfidare il primo ministro Keir Starmer, proponendo una linea politica più spostata a sinistra, con il mercato che teme un programma economico più espansivo con un maggiore intervento del Tesoro inglese nell’economia. Così, il Gilt britannico a 10 anni chiude al 4,83% dal 4,75% di giovedì, il rendimento del titolo di Stato francese, sempre a 10 anni, sale al 3,73% e quello del Btp italiano decennale al 3,69% dal 3,62% di giovedì.

I mercati a metà seduta

Spread chiude in rialzo a 71 punti, rendimento decennale sale al 3,69%

Chiusura in lieve rialzo per lo spread tra BTp e Bund. A fine seduta, il differenziale di rendimento tra il BTp decennale benchmark e il Bund tedesco di pari durata si è attestato a 71 punti base, in aumento di un punto rispetto ai 70 della chiusura di ieri. In aumento il rendimento del BTp decennale benchmark, che ha terminato la seduta al 3,69%, dal 3,62% del riferimento della vigilia.

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