Mercati

Borse europee in rialzo, Milano sfiora quota 53.000. Wall Street chiude in calo

Indici Ue dimezzano i guadagni sul finale con Wall Street debole: l'inflazione Pce supera le stime. Il Brent continua la discesa ma riduce le perdite. Conto alla rovescia per la trimestrale del colosso dei chip Usa Nvidia

La Borsa, gli indici del 26 agosto 2026

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(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Si chiude in rialzo ma sotto i massimi la seduta sulle Borse europee, che dimezzano i guadagni iniziali, complici la debolezza di Wall Street e la riduzione del calo del prezzo del petrolio. Il Ftse Mib di Milano termina a +0,31% e, dopo aver riagguantato i 53.000 punti nel corso della giornata, chiude a 52.882 punti.

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

La settimana dei mercati finanziari è entrata nel vivo con la delusione per i dati sull'inflazione americana Pce che hanno mostrato come i prezzi siano ancora in salita e lontani dagli obiettivi della Fed.

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Resta ora alta l'attesa per l'altro market mover chiave della giornata, i numeri del trimestre del colosso del tech Nivida, che arriveranno in serata. Poi, giovedì, prenderà il via il simposio dei banchieri centrali di Jackson Hole, con l'intervento del presidente della Fed, Kevin Warsh, in calendario venerdì.

Inflazione Usa ancora lontana dagli obiettivi Fed

A dare il senso alla seduta è stato il dato Pce (personal consumption expenditures price index) che è aumentato a luglio dello 0,2% (attese a +0,1%), rispetto a un anno prima è cresciuto del 3,7%, anche in questo caso sopra le attese (+3,6%), ma in linea con il mese precedente. La componente 'core' del dato, depurata dagli elementi volatili, è cresciuta dello 0,2% mensile, come da attese, e del 3,3% annuale, in linea con le attese e con il mese precedente. In linea con le previsioni il Pil americano del secondo trimestre, salito dell'1,5%.

Anche se i prezzi del petrolio in calo stanno allentando le attese sull'inflazione, il dato mostra che gli effetti della guerra in Iran sono ancora ben visibili sui prezzi, con un tasso lontano dal 2,9% del febbraio scorso. «L'inflazione rimane ben al di sopra dell'obiettivo del 2% fissato dalla Fed e un dato superiore alle attese potrebbe esercitare nuovamente pressione sui responsabili delle politiche monetarie affinché mantengano i tassi di interesse elevati più a lungo.

Ciò potrebbe a sua volta esercitare pressione sui mercati azionari, in particolare se i rendimenti continuassero a salire», commenta Bret Kenwell, US Investment Analyst di eToro. L'inflazione annua continua a superare la crescita dei redditi delle famiglie, pesando sul potere d'acquisto. «La sfida si fa sempre più chiara: l'inflazione è ancora troppo alta per stare tranquilli, e gli investitori osserveranno con attenzione se il presidente della Fed, Kevin Warsh, sfrutterà il discorso di venerdì a Jackson Hole per illustrare come i responsabili delle politiche monetarie intendono riportarla verso l'obiettivo di lungo termine della Fed», conclude Kenwell.

Wall Street debole, l'attesa è tutta per Nvidia. Sale Meta dopo accordo sui social

Indici in lieve ribasso in chiusura a Wall Street in attesa dei risultati di Nvidia. Il Dow Jones ha ceduto lo 0,21% a 53.464 punti, il Nasdaq lo 0,08% a 26.130 punti mentre lo S&P500 ha chiuso invariato a 7.677 punti.

Il focus non sarà solo sui numeri dell’ultimo trimestre ma soprattutto sulle indicazioni prospettiche e sulla domanda legata all’AI, fanno notare gli analisti di Mps.

«Tra i principali elementi da monitorare ci saranno la guidance sui ricavi per il terzo trimestre e se viene superata la soglia ottimistica di 107-108 miliardi di dollari, la tempistica sul lancio di Vera Rubin, una piattaforma di nuova generazione per l’intelligenza artificiale e l'update sul business con la Cina».

Ma a catalizzare l'attenzione del mercato è anche Meta Platforms , che sale dopo aver accettato di pagare un massimo di 16,68 miliardi di dollari nell'ambito di un accordo per chiudere il processo con diversi Stati americani, secondo i quali la società avrebbe progettato Facebook e Instagram per creare dipendenza nei minori, ingannato i consumatori sulla loro sicurezza e raccolto impropriamente i dati personali dei bambini che utilizzavano le sue piattaforme.

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L'accordo è stato raggiunto durante un processo federale in California, relativo alle accuse mosse da 29 Stati. Meta ha inoltre accettato di apportare modifiche per gli utenti adolescenti di Facebook e Instagram a livello nazionale, tra cui limiti di utilizzo giornalieri e blocchi notturni, come risulta dai documenti del tribunale. La società con sede a Menlo Park, in California, ha negato qualsiasi illecito accettando l'accordo.

A Piazza Affari vendite sui petroliferi, bene A2a

Sull’azionario milanese, titoli petroliferi risentono della discesa del greggio e delle nuove ipotesi di tassazione dei cosiddetti extra-profitti: Eni cede l'1%, Snam lo 0,95% e Tenaris lo 0,69%. Alla vigilia, esponenti del governo sono tornati a sostenere la possibilità di un contributo da parte dei gruppi energetici in occasione della prossima legge di Bilancio, ma il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, si è detto «contrarissimo» all’ipotesi. Giù anche Ferrari (-1,56%) e Inwit che scivola in coda a -1,68%.

Sul fronte opposto, A2a (+2,04%) approfitta del giudizio positivo degli analisti di Kepler Cheuvreux, che hanno confermato la raccomandazione "buy" e alzato il target price a 3 euro (da 2,8 euro) in virtù di uno scenario di prezzi del gas superiori a quanto stimato e di una migliore redditività rispetto ai competitor. Gli acquisti premiano anche Buzzi (+3,18%) e Fincantieri (+2,22%).

Andamento contrastato per i titoli tecnologici, con il fiato sospeso in attesa dei numeri di Nvidia. St termina in calo dello 0,55%, mentre Prysmian sale dello 0,54%. Allargando lo sguardo ai titoli europei del settore, ad Amsterdam BeSemicondutor scivola in coda a -3,56%, vendite anche su Asm International (-0,68%), mentre a Francoforte sale Infineon (+0,75%).

Petrolio e gas riducono le perdite

Rallenta il calo del prezzo del petrolio, che dimezza le perdite della mattinata risalendo la china, con il Wti in area 82 dollari e il Brent sotto gli 89 dollari al barile. 

A tenere i prezzi sotto pressione sono le sperazione per le alle interlocuzioni tra Iran e Oman, che hanno detto di voler creare un «corridoio navigabile temporaneo» nello Stretto di Hormuz, collaborando per liberarlo dalle mine. Inoltre, crescono le indiscrezioni su una ripresa dei colloqui tra Stati Uniti e Iran: secondo il New York Times gli Usa si starebbero preparando a inviare dei delegati in Medio Oriente, altre fonti citano nuovi tentativi di mediazione da parte del Pakistan.

D'altro canto, segnali meno confortanti arrivano dalle scorte di petrolio negli Stati Uniti che sono sì aumentate, nell'ultima settimana, ma meno delle attese.

Riduce i cali anche il gas naturale, che sulla piattaforma Ttf ad Amsterdam è scambiato appena sotto i 66 euro al MWh.

Borsa in un minuto

Euro/dollaro in lieve discesa. Il rally del Bitcoin si scontra con quota 80.000

Dollaro in lieve rialzo ma senza scossoni dopo i numeri sui prezzi al consumo negli Stati Uniti. Dopo la marginale debolezza della vigilia, il biglietto verde recupera terreno e spinge l'euro a quota 1,165. 

Frena il rally del Bitcoin che si scontra con la resistenza a quota 80.000 dollari e torna a scambiare intorno a quota 78.000 dollari. Alla vigilia, la criptovaluta aveva brevemente superato gli 81.000 dollari, prima di azzerare i guadagni con le prese di profitto scattate, dopo il maggiore rialzo settimanale degli ultimi tre anni.

Spread chiude in rialzo a 82 punti, rendimento decennale sale al 4,04%

Chiusura in lieve rialzo per lo spread tra BTp e Bund. A fine seduta il differenziale di rendimento tra il BTp decennale benchmark e il pari scadenza tedesco si è attestato a 82 punti, uno in più rispetto al closing di martedì. Rialzo più netto per il rendimento del BTp decennale benchmark che ha segnato un'ultima posizione al 4,04% dal 4,01% del riferimento precedente.

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