Mercati

Le Borse promuovono l'accordo Usa-Iran, Milano nuovo record con le banche. Wall Street chiude contrastata

La società guidata da Elon Musk supera Amazon per capitalizzazione. A Piazza Affari risiko bancario al centro dell'attenzione nel giorno del cda di Banco Bpm. Petrolio ancora giù, al via la riunione della Fed, guidata per la prima volta da Warsh

di Giorgia Colucci e Chiara Di Michele

La Borsa, gli indici del 16 giugno 2026

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(Il Sole 24 Ore Radiocor) - La pace sempre più vicina in Iran e l'imminente riapertura dello Stretto di Hormuz continuano ad alimentare gli acquisti sui mercati azionari. L'Europa chiude un'altra seduta in rialzo, con Milano maglia rosa su nuovi record, in progresso dell'1,15 % a 52.432 punti (dopo aver superato i 52.500 punti nel corso della seduta). A Wall Street proseguono gli acquisti sul Dow Jones, mentre SpaceX consolida il suo straordinario rally post-Ipo. Il clima di distensione a livello internazionale, dopo l’accordo raggiunto domenica notte tra Usa e Iran, favorisce un maggiore ottimismo tra gli operatori, che iniziano a scommettere sulla riapertura dello Stretto di Hormuz, con conseguente ulteriore calo del prezzo del greggio e raffreddamento dell’inflazione. Uno scenario che potrebbe mettere le banche centrali nelle condizioni di non dover alzare i tassi di interesse. E proprio sul fronte delle banche centrali, ha preso il via la due giorni del Fomc (16-17 giugno), il braccio operativo della Federal Reserve, per la prima volta presieduto da Kevin Warsh. Gli economisti ritengono che l’istituto centrale statunitense confermerà l’attuale livello del costo del denaro. La Banca centrale del Giappone, invece, ha alzato i tassi di 25 punti base, portandoli all’1%, in linea con le attese.

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI
L’accordo Usa-Iran spinge le Borse. Milano +1,15% trainata dalle banche

Wall Street in rialzo, SpaceX in volata

Wall Street chiude contrastata. Il Dow Jones avanza dello 0,64% a 52.002,20 punti, il Nasdaq lascia l’1,15% a 26.376,34 e lo S500 perde lo 0,57% a 7.511,43 punti.

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Il titolo di SpaceX continua la sua ascesa fulminea dopo la quotazione in Borsa da record di venerdì scorso. La società vale più di Amazon e, all'inizio della seduta, aveva superato anche Microsoft per capitalizzazione, issandosi al quarto posto della graduatoria delle società con il maggior market cap. La capitalizzazione di mercato di SpaceX si è avvicinata ai 3.000 miliardi di dollari. La società aveva fissato il prezzo della sua offerta pubblica iniziale a 135 dollari ed è arrivato a superare i 220 dollari intraday.

Mercati ottimisti sulla firma di Ginevra, petrolio ancora più giù

Tornando allo scenario internazionale, cresce l’attesa per la firma dell’accordo tra Stati Uniti e Iran, prevista venerdì a Ginevra, dopo l’intesa di massima raggiunta domenica notte. L’accordo, tuttavia, non è ancora definitivo: si apre infatti una finestra di 60 giorni di negoziati intensi per arrivare a un’intesa completa, soprattutto sul dossier nucleare, che possa garantire una pace effettiva in Medio Oriente. In questo scenario, il petrolio si muove in netto calo: il Wti è sceso in area 77 dollari mentre il Brent del Mare del Nord quota poco sotto gli 80 dollari.

Siamo alla decima sessione consecutiva di calo per l'indice generale delle materie prime, «la sequenza negativa più importante del 202», notano da Mps. Il Brent da martedì scorso ha perso circa il 10%: dopo il memorandum «c’è grande fiducia per la firma dell’accordo effettivo Usa-Iran il prossimo venerdì a Ginevra», notano.

Prosegue il recupero dei preziosi che stanno beneficiando di un ritorno a uno scenario più moderato sull’inflazione: l’oro dal minimo di qualche giorno fa ha recuperato circa il 7%.

La Borsa in un minuto

 

Milano da record, vola UniCredit

Il listino è sostenuto soprattutto dalle banche, mentre il mercato attende sviluppi sul processo di consolidamento del settore. Unicredit (+4,17%) svetta nonostante Berlino abbia respinto l'offerta presentata per Commerzbank. Gli investitori si interrogano sulla possibilità che l'istituto guidato da Andrea Orcel stia valutando un ritorno da protagonista nel risiko bancario italiano, dopo essersi sfilato a seguito delle condizioni imposte dal governo all'operazione su Banco Bpm (+1,9%). E proprio Banco Bpm è sotto osservazione nel giorno del primo cda dopo l'offerta presentata a Mps (+1,5%). Ufficialmente, a quanto si apprende al termine della riunione, sul tavolo del consiglio di amministrazione di Piazza Meda non c’e stato alcun passaggio formale, ma si è ribadita la volontà dei vertici Bpm di aspettare un segno concreto da parte del Monte per capire almeno la fattibilità di una fusione tra i due istituti, anche se la strada appare in salita e resta il nodo della “passivity rule” (alla quale è soggetto l’istituto senese dopo il lancio dell’opas di Intesa Sanpaolo). Scivola invece Stmicroelectronics (-4%), dopo l'annuncio dell'emissione di un bond convertibile da 1,5 miliardi di dollari. Pesanti anche i titoli petroliferi (Saipem -4,67% e Tenaris -1,77%) in scia ai cali del greggio.

Euro/dollaro in recupero sopra 1,16

L'accordo Usa-Iran si è tradotto sul valutario con un deprezzamento generalizzato del dollaro, anche se i movimenti sono stati piuttosto contenuti. Questo, secondo gli analisti di Mps, dimostra «un certo scetticismo tra gli operatori forex riguardo alla solidità dell’accordo». Il cambio euro/dollaro recupera però qualche posizione e torna sopra quota 1,16, con una volatilità molto contenuta. Yen poco mosso dopo il rialzo dei tassi della Banca del Giappone.

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