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Brasile, rally al test elettorale
All’appuntamento col voto il Paese si presenta forte di un’economia in crescita e forti rialzi per azionario e valuta. E ora?
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(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Il Brent che sfiora il record a 107 dollari al barile manda di nuovo in affanno le Borse europee, che vedono la corsa del greggio (e quindi dell’inflazione) come apripista per possibili rincari dei tassi di interesse da parte di Fed e Bce. A farne le spese, come sempre più spesso di recente, è il settore tech che trascina al ribasso quasi tutti gli indici del Vecchio Continente.
A peggiorare il clima sui mercati, oltre alle accuse reciproche tra Usa e Iran, è anche la continua salita dei rendimenti sui bond governativi, mentre l’atteso incontro tra Donald Trump e Xi sembra aver inaugurato una fase distensiva nei rapporti tra le due superpotenze. Il tycoon ha parlato di «grande amicizia» e di «rapporti commerciali più equilibrati». Parole che fin qui non sembrano aver smosso i mercati. A Piazza Affari, l’indice Fste Mib peggiora sul finale e chiude infatti in ribasso dello 0,85% (maglia nera in Europa).
Sul fronte macroeconomico, in Germania l'indice Ifo, che misura la fiducia delle imprese, è salito al livello più alto dell'anno andando a toccare 89,9 punti rispetto al livello di 88,8 punti di agosto. Il dato è superiore alle attese degli analisti, che si attendevano un incremento limitato a quota 89,1 punti.
Wall Street chiude la seduta contrastata: il Dow Jones cede lo 0,31%, a 51.349,89 punti, mentre il Nasdaq sale dello 0,01%, a quota 26.939,37. In leggero calo l’S&P 500 a 7.704,23 punti (-0,02%).
I rendimenti dei titoli del Tesoro sono vicini ai massimi pluriennali, con gli operatori che prevedono ulteriori rialzi dei tassi da parte della Federal Reserve. Il rendimento dei titoli del Tesoro a 30 anni ha toccato il 5,446%, un livello che non si vedeva dal giugno 2004, mentre quello del decennale, legato ai tassi sui mutui, è balzato al 5,15%, avvicinandosi a livelli che non si raggiungevano dal luglio 2007. Il rendimento del titolo a 2 anni è invariato, ma all'inizio della settimana aveva toccato il massimo del 2023. Questi movimenti si sono verificati in concomitanza con il forte aumento dei prezzi del petrolio che - come detto - hanno alimentato le attese di ulteriori rialzi dei tassi.