Mercati

Borse europee strette tra petrolio record e timori tassi, Milano è maglia nera (-0,8%), Wall Street contrastata

Wall Street in calo con occhi su Trump-Xi e rendimenti bond. Il mercato scommette su un nuovo rialzo dei tassi Fed. Sale il petrolio. Per la Bce «prospettive molto incerte» nell'eurozona, inflazione oltre il 2% fino a metà 2027

La Borsa, gli indici del 24 settembre 2026

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(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Il Brent che sfiora il record a 107 dollari al barile manda di nuovo in affanno le Borse europee, che vedono la corsa del greggio (e quindi dell’inflazione) come apripista per possibili rincari dei tassi di interesse da parte di Fed e Bce. A farne le spese, come sempre più spesso di recente, è il settore tech che trascina al ribasso quasi tutti gli indici del Vecchio Continente.

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

A peggiorare il clima sui mercati, oltre alle accuse reciproche tra Usa e Iran, è anche la continua salita dei rendimenti sui bond governativi, mentre l’atteso incontro tra Donald Trump e Xi sembra aver inaugurato una fase distensiva nei rapporti tra le due superpotenze. Il tycoon ha parlato di «grande amicizia» e di «rapporti commerciali più equilibrati». Parole che fin qui non sembrano aver smosso i mercati. A Piazza Affari, l’indice Fste Mib peggiora sul finale e chiude infatti in ribasso dello 0,85% (maglia nera in Europa).

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Sul fronte macroeconomico, in Germania l'indice Ifo, che misura la fiducia delle imprese, è salito al livello più alto dell'anno andando a toccare 89,9 punti rispetto al livello di 88,8 punti di agosto. Il dato è superiore alle attese degli analisti, che si attendevano un incremento limitato a quota 89,1 punti.

Wall Street in calo, rendimenti Treasury vicini ai massimi pluriennali

Wall Street chiude la seduta contrastata: il Dow Jones cede lo 0,31%, a 51.349,89 punti, mentre il Nasdaq sale dello 0,01%, a quota 26.939,37. In leggero calo l’S&P 500 a 7.704,23 punti (-0,02%).

I rendimenti dei titoli del Tesoro sono vicini ai massimi pluriennali, con gli operatori che prevedono ulteriori rialzi dei tassi da parte della Federal Reserve. Il rendimento dei titoli del Tesoro a 30 anni ha toccato il 5,446%, un livello che non si vedeva dal giugno 2004, mentre quello del decennale, legato ai tassi sui mutui, è balzato al 5,15%, avvicinandosi a livelli che non si raggiungevano dal luglio 2007. Il rendimento del titolo a 2 anni è invariato, ma all'inizio della settimana aveva toccato il massimo del 2023. Questi movimenti si sono verificati in concomitanza con il forte aumento dei prezzi del petrolio che - come detto - hanno alimentato le attese di ulteriori rialzi dei tassi.

Sull'azionario, il titolo di Darden Restaurants - società madre di Olive Garden e LongHorn - è in ribasso, dopo utili in linea con le stime e un fatturato di poco inferiore al consensus; l'azienda ha inoltre confermato le previsioni per l'intero anno. Crolla il titolo di Mgm Resorts International, dopo che la società di Barry Diller, People Incorporated, ha ritirato la sua proposta di acquisizione del colosso dei casinò. Continua a salire Meta dopo il rialzo di quasi il 12% registrato questa settimana, grazie all'ottimismo generato dall'assistente virtuale Muse AI. Alla vigilia, il Ceo Mark Zuckerberg ha presentato gli occhiali Meta VR da 1.299 dollari e il Muse Charm, il dispositivo portatile compatibile con Muse.

Bce: prospettive incerte, inflazione alta a lungo

La Bce, intanto, nel consueto Bollettino economico ha rilevato che «le prospettive» per l'eurozona «si confermano molto incerte, con rischi al rialzo per l’inflazione e al ribasso per la crescita economica».

Al momento, in ogni caso, «l’economia ha mostrato capacità di tenuta nel secondo trimestre del 2026, nonostante le circostanze sfavorevoli determinate dallo shock energetico» con crescita «generalizzata tra i diversi paesi e settori». Un andamento che «sarebbe proseguito nel terzo trimestre» grazie anche al «vigore degli investimenti legati all’intelligenza artificiale» che «ha compensato le difficoltà causate dal conflitto in Medio Oriente».

La guerre in Iran e Ucraina, d'altra parte, «hanno determinato un ulteriore aumento del profilo dei prezzi dell’energia» ed «è probabile che ciò mantenga l’inflazione complessiva ben al di sopra dell’obiettivo fino alla prima metà del 2027». «In seguito - conclude la Bce - «la componente energetica dovrebbe segnare una diminuzione e mantenersi negativa fino alla metà del 2028, inducendo un calo dell’inflazione complessiva», che si riporterà vicina al target del 2% alla fine del prossimo anno.

A Piazza Affari giù il tech e Fincantieri, Eni maglia rosa

A Piazza Affari, vendite sui semiconduttori da St (-3%) a Technoprobe (-4,5%). Giù Fincantieri (-5,3%), che con Leonardo (-1,8%) ha chiuso un contratto da 3,7 miliardi per una commessa sui cacciatorpediniere. In ordine sparso i bancari e gli assicurativi, mentre i titoli migliori sono Eni (+1,4%) e Tenaris (+0,9%) in scia al rialzo del petrolio. Bene anche Poste (+1,2%) che manterrà riaperta l’opas su Tim fino a venerdì 25 settembre. Vendite su Stellantis (-3,6%) nel giorno in cui Acea ha diffuso i dati sulle immatricolazioni europee di agosto, dai quali è emerso che il gruppo è cresciuto meno del mercato.

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Dollaro sui massimi da due mesi, sale il petrolio

Sul mercato valutario, il dollaro si attesta sui massimi da due mesi. Il biglietto verde è indicato a 1,1372 per un euro, rispetto a 1,1382 di mercoledì in chiusura, e vicino a 159 yen (da 158,25), mentre il rapporto euro/yen sale a 180,5 (da 180,12). Sul fronte dell’energia, il prezzo del petrolio consolida le posizioni dopo la corsa della vigilia: il future novembre sul Wti supera i 96 dollari al barile e il Brent di pari scadenza è sopra i 107 dollari. Sale anche il gas naturale ad Amsterdam, oltre i 75 euro al megawattora.

Spread spread sale a 96 punti ma tasso decennale vola al 4,56%

Chiusura in lieve rialzo per lo spread tra BTp e Bund al termine di una seduta ancora dominata dalla correlazione tra andamento del prezzo del petrolio, aspettative di inflazione e dinamica dei rendimenti sui mercati obbligazionari. A fine seduta, il differenziale di rendimento tra il BTp decennale benchmark e il titolo tedesco di pari durata si è attestato a 96 punti base, in aumento di un punto base rispetto alla chiusura precedente. Trasla verso l'alto la curva dei rendimenti euro con variazioni meno sensibili tra Paesi 'Core' e Paesi 'periferici' dell'Eurozona.

A conclusione degli scambi il rendimento del BTp decennale benchmark si è attestato al 4,56%, dal 4,49% del closing precedente. Il rendimento del Bund tedesco ha chiuso la seduta al 3,61%, ben 111 punti base sotto il rendimento dell'OaT francese che ha terminato al 4,72%, ai massimi da 18 anni a questa parte. Il sell-off sui mercato obbligazionari colpisce anche i Treasury americani, con il T-bond decennale che oscilla intorno a quota 5,14%, ai massimi dal luglio 2007.

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