Mercati

Borse, il rimbalzo del Nasdaq spinge l’Europa. Milano (+0,2%) sui record con St

La partnership tra Intel e Apple per la progettazione di chip negli Usa traina il tech, ma scivola SpaceX. Resta alta l'attenzione su inflazione e tassi Fed, mentre il dollaro si rafforza. Il petrolio scende ancora

di Chiara Di Michele e Ivan Torneo

La Borsa, gli indici del 18 giugno 2026

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(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Slancio sul finale per le Borse europee, incoraggiate dalla spinta di Wall Street, a sua volta innescata dalla corsa di Intel sul Nasdaq dopo l'annuncio del presidente Donald Trump di una partnership tra l'azienda e Apple per la progettazione di chip negli Stati Uniti. A Piazza Affari il Ftse Mib chiude in rialzo dello 0,18% raggiunge nuove vette a 52.688 punti, con la volata di St che bilancia il tonfo di Saipem. I titoli oil risentono del forte calo del prezzo del petrolio, in vista della possibile riapertura dello stretto di Hormuz. Il Wti si muove a quota 74 dollari al barile mentre il Brent è sui 77 dollari. L'accordo tra Stati Uniti e Iran infonde comunque ottimismo compensando i timori per una Fed più aggressiva.

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

In moderato rialzo anche le altre principali piazze del Vecchio continente: Parigi +0,4% e Francoforte +0,3%. Intanto, sempre sul fronte banche centrali, la Bank of England ha mantenuto, come era atteso, invariato il tasso di riferimento per la quarta riunione consecutiva, al 3,75%. Questo nonostante l’inflazione rimanga elevata nel Regno Unito, dove il Ftse 100 ha chiuso in controtendenza a Londra a -1,1%.

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Wall Street chiude positiva. Dj +0,17%, Nasdaq +1,93%

Wall Street chiude positiva.Il Dow Jones guadagna lo 0,17% a 51.578,75 punti, il Nasdaq avanza dell’1,93% a 26.523,71 punti e lo S&P 500 sale dell’1,10% a 7.501,83 punti.

Wall Street, quindi, rimbalza dopo la seduta negativa della vigilia, che è stata condizionata dalle indicazioni della Federal Reserve. Nella sua prima conferenza stampa alla guida della banca centrale, Warsh ha sottolineato che la Federal Reserve non tollererà un’inflazione elevata. La banca centrale continua a lasciare aperta la porta a un aumento dei tassi d'interesse nel corso dell'anno. Il Cme FedWatch stima infatti già per la riunione del prossimo 29 luglio una probabilità di rialzo dei tassi al 29,9%, preparando il terreno per il primo esito non scontato da diversi mesi.

A sostenere i listini è in particolare Intel, che guida il comparto dei semiconduttori dopo l'annuncio del presidente Donald Trump di una partnership con Apple per la progettazione di chip negli Stati Uniti. In progresso anche altri nomi del settore, tra cui Nvidia Corp e Micron Technology. Apple si muove invece poco sopra la parità dopo aver annunciato un imminente aumento dei prezzi dei propri dispositivi per compensare il rincaro dei costi dei chip di memoria. In rosso invece SpaceX, (Space Exploration Technologies) in cerca di un equilibrio all'indomani della prima seduta in calo dalla quotazione record di venerdì scorso. Giù anche Pfizer, dopo aver comunicato che il direttore finanziario Dave Denton lascerà l'incarico a metà agosto.

A Milano in luce St, tonfo di Saipem

Tornando a Piazza Affari, tra le blue chip gli occhi sono stati puntati su Generali (-0,4%), sull'ipotesi di riassetto dell'azionariato alla luce dell'offerta di scambio presentata da Unicredit (+0,6%) a Delfin per il 10% del Leone. Volatile Mps che chiude poco mossa a +0,3% dopo le parole del ministro Giorgetti, che considera l'Abb una delle migliori soluzioni per la cessione della quota residua detenuta dal Tesoro.

Ben comprate invece - in un settore chip in fermento - le St (+4,2%) come dicevamo, anche alla luce dei rumor sul lancio della nuova generazione di iPhone Air, con Apple che è tra i principali clienti del produttore di chip italo-francese. Bene anche Prysmian (+1,2%) e Bpm (+2%), quest'ultima in scia al possibile aumento della quota del primo azionista Credit Agricole. Seduta volatile invece per Avio (-1,1%): prima i rialzi dopo il successo del lancio dell'Ariane 6 con i nuovi booster P160, poi le vendite in scia a SpaceX. Vendite che toccano di nuovo il settore auto, dopo il profit warning della vigilia di Bmw: Stellantis (-3,6%) è così in coda al listino. In rosso anche Saipem (-7,3%), Tenaris (-4,5%) ed Eni (-3,1%), che seguono il calo del prezzo del petrolio.

Petrolio ancora in discesa

La notizia della "firma digitale" dell'accordo tra Usa e Iran e della riapertura dello Stretto di Hormuz spinge al ribasso i prezzi del petrolio, che scendono sui livelli di marzo. Il Wti si muove a quota 74 dollari al barile mentre il Brent è sopra i 77 dollari al barile, ancora piuttosto lontano dai circa 70 dollari registrati prima della guerra, ma anche dai 100 dollari e oltre di poche settimane fa. In calo anche il gas Ttf sui 40 euro al Mwh.

Dollaro sui massimi da un anno, l'euro torna sotto 1,15

Il tono hawkish utilizzato da Warsh nella sua prima riunione si è tradotto in un apprezzamento generalizzato del dollaro, con il cambio euro/dollaro che - dopo un tentativo di recupero in mattinata - torna ben al di sotto di quota 1,147 e scende sui minimi da un anno. «Ancora una volta 1,15 si è mostrato un livello particolarmente importante e difficile da rompere e una sua rottura aprirebbe le porte per una discesa verso 1,12», dicono gli analisti di Mps. In indebolimento la sterlina dopo la riunione della Bank of England, a circa 1,322 dollari.

Spread chiude in lieve rialzo a 70 punti

Chiusura in lieve rialzo per lo spread tra BTp e Bund. A fine seduta, il differenziale di rendimento tra il BTp decennale benchmark e il Bund tedesco di pari durata si è attestato a 70 punti base, in aumento di un punto rispetto ai 69 della chiusura di ieri. Stabile il rendimento del BTp decennale benchmark, che ha terminato la seduta al 3,62%, senza variazioni rispetto al riferimento della vigilia.

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