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Mercati
Borse, luglio rovente tra fiammata petrolio e bolla chip. A Milano tonfo di St e Prysmian. WS +0,53%
Si sgonfia l'euforia sui chip, i segnali sono arrivati prima da Taiwan poi da Seul e Tokyo. Brent a +23% sul mese, il gas Ttf ad Amsterdam balza a +35%
(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Luglio premia l’Europa e la sua “old economy” e ridimensiona la supremazia del tech, con la bolla dei chip che è andata parzialmente sgonfiandosi lungo le ultime quattro settimane. Il polso del mese, comunque, non è quello di un mercato tranquillo, tra nuovi massimi, brusche correzioni e rapide rotazioni settoriali. Ferme restando le persistenti incertezze sul Medio Oriente e sul petrolio, l’epicentro della volatilità è stato l’universo di AI e semiconduttori. Già dai conti di metà mese della taiwanese Tsmc, si è visto un mercato che ha iniziato a chiedersi quando gli investimenti in data center e chip si tradurranno in flussi di cassa proporzionati. La pressione si è poi trasferita in Asia, dove il Kospi sudcoreano ha chiuso il mese a -22,2%, la peggiore variazione mensile dalla crisi asiatica del 1997. Pesante anche anche Tokyo (-8,1%).
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In Europa, Milano archivia luglio a +0,9% (+16,1% da inizio anno). Bene Francoforte (+2,5%), Parigi (+1,3%), Amsterdam (+1,8%) e Madrid (+1,6%). Londra, la meno esposta al tech, è la migliore a +3,5%, sui massimi storici anche grazie all'"effetto Burnham", il nuovo premier laburista che ha sostituito l'ormai logorato Starmer. A Wall Street, invece, Dow Jones sostanzialmente invariato, mentre il Nasdaq cede per il momento il 4,2% aspettando l'ultima chiusura.
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Attenzione alle banche col risiko, bene anche i petroliferi
A tenere banco a Milano è stato anche il risiko, con l’interesse per i bancari che si è riflesso nelle quotazioni: il Ftse Italia all share Bank segna +6% da inizio luglio. A ravvivare il tutto c’è stata la mossa di Intesa (+9,2%), che ha rilanciato sull'Opa in asse con Unipol (+10,9%) per Mps (+6,5%), che ha a sua volta ha reagito con un'alleanza con Bpm (+4,4%), sebbene il Credit Agricole - azionista di riferimento della banca milanese - abbia comunicato di non essere stato interpellato sull'operazione, oltre a non vederla di buon occhio. Senza dimenticare Unicredit (+4,3%), con la partita Commerz ormai praticamente vinta e i vertici tedeschi scesi a più miti consigli. In Europa tra gli Stoxx 600 settoriali, bene i petroliferi (+9,1%), in coda il tech (-7,3%). +1,2% lo Stoxx 600 complessivo.
A Piazza Affari debacle di St e Prysmian
A Piazza Affari, Fincantieri è la migliore (+36,2%). Alle sue spalle Amplifon (+28,2%), regina anche dell’ultima seduta dopo conti superiore alle attese; segue Nexi a +19,8%. Il mercato ha premiato poi Leonardo (+17,5%), mentre il rincaro del greggio ha sostenuto Eni (+16,3%). In coda questo mese St (-29,2%, ma comunque +103% da inizio anno), seguita da Prysmian a -17,7% (ma +39% da inizio 2026). Sull’Euro Stoxx 50, Wolters Kluwer (+20,3%) e Sap (+17,7%) mostrano come gli acquisti non abbiano abbandonato i software. In coda, invece, Infineon (-24,5%) e Asml (-16,7%), due dei principali simboli europei dei chip.
Brent a +23% a luglio, balza anche il gas naturale
Per le materie prime, Brent a +23,3% sul mese, a 89,9 dollari al barile; +21,9% il Wti a 85,8 dollari. Balza a +34,6% il gas Ttf ad Amsterdam, a 58,9 euro al mwh. Sul valutario, l’euro si è rafforzato dello 0,8% sul dollaro, passando da 1,1421 a 1,1515 dopo il nulla di fatto della Fed.
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Borse, il rialzo del petrolio spegne l'euforia tech
Venerdì Europa in ordine sparso, Wall Street quasi azzera i guadagni
Nella seduta di venerdì, si spegne la fiammata dei titoli tecnologici che aveva acceso le Borse europee nella prima parte della seduta, in scia ai risultati superiori alle attese di Amazon e al rimbalzo dei chip asiatici . Gli indici chiudono così in ordine sparso, mentre Milano (FTSE MIB ) riesce a strappare la parità, sostenuta da diverse trimestrali positive. Rialza la testa il petrolio, con i contratti sul Brent che risalgono a 90,1 dollari al barile (+1,7%) e i corrispettivi sul Wti tornano a 85,4 dollari (+2,5%). A catturare l’attenzione dei mercati sono anche le posizioni restrittive all’interno della Federal Reserve, dopo il nulla di fatto di mercoledì con tre voti a sfavore. I tre "dissidenti" hanno ribadito infatti il loro favore a un aumento immediato dei tassi per contrastare l'inflazione.
I Mercati a metà seduta
Quasi azzerati i guadagni a Wall Street nell'ultima seduta della settimana, nonostante la spinta data dagli ottimi risultati trimestrali di Amazon. Il titolo del gigante dell'ecommerce ha infatti riportato ricavi del secondo trimestre superiori alle attese. I risultati, favoriti dalla solidità del suo business del cloud computing, hanno rafforzato la fiducia degli investitori negli investimenti in intelligenza artificiale. Apple , al contrario, ha registrato ricavi nel terzo trimestre fiscale che hanno superato le aspettative, grazie a un aumento del 22% delle vendite di iPhone, ma l'outlook ha deluso gli investitori.
Wall Street chiude positiva. Il Dow Jones sale dello 0,53% a 52.485,74 punti, il Nasdaq avanza dell’1,00% a 25.373,86 punti mentre lo S&P 500 mette a segno un progresso dello 0,70% a 7.489,80 punti.
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