Mercati

Le Borse Ue frenano nel finale, Milano chiude invariata. Il Nasdaq torna sopra 30mila punti

Si confermano i segnali di rallentamento dell'inflazione americana. L'S&P tocca un nuovo record. In deciso calo i prezzi del greggio, con il Brent sugli 88 dollari al barile, giù anche il gas ad Amsterdam

La Borsa, gli indici del 13 agosto 2026

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(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Le Borse europee rallentano sul finale e chiudono deboli nonostante i prezzi alla produzione Usa migliori delle attese, uniti al rallentamento dell’inflazione della vigilia, abbiano allontanato i timori che la Fed possa decidere per una stretta monetaria nella prossima riunione di settembre. Il Ftse Mib di Milano termina così la seduta a -0,01% dopo aver sfiorato un nuovo record storico. Sopra la parità l’Aex di Amsterdam (+0,57%), mentre restano indietro il Cac di Parigi (-0,3%) il Dax di Francoforte (-0,12%) l’Ibex di Madrid (-0,2%) e il Ftse 100 di Londra (-0,66%).

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

I dati americani allentano quindi il timore di un’impennata dell’inflazione e, di conseguenza, di un rialzo dei tassi, con il Cme Fedwatch tool che stima un aumento del costo del denaro al 34,4% contro il 50% della vigilia in mattinata. Ad alimentare il clima di ottimismo contribuisce anche il calo del greggio, nonostante lo stallo nei negoziati per la riapertura dello Stretto di Hormuz, di cui sia l'Iran sia gli Stati Uniti sostengono di avere il controllo.

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Wall Street in rialzo, S&P tocca un nuovo record

Wall Street viaggia in rialzo, fatta eccezione per il Dow Jones debole, con il Nasdaq che torna a superare quota 30.000 punti e l'S&P che tocca un nuovo record. A spingere i listini sono i prezzi alla produzione, che a luglio sono rimasti invariati, mentre a livello annuale si sono attestati al 4,7%, meglio delle attese. Il dato consolida i segnali positivi sul calo dell'inflazione arrivati alla vigilia con l'indice dei prezzi al consumo. Sostanzialmente in linea con le attese le richieste dei sussidi alla disoccupazione. A contribuire all'andamento positivo dei mercati è anche il calo dei prezzi del greggio nonostante la persistente incertezza circa un’eventuale riapertura dello Stretto di Hormuz.

A Milano Saipem in vetta, bene Nexi

A Piazza Affari Saipem chiude in vetta a +3,64% dopo essersi aggiudicata un contratto offshore in Medio Oriente da circa 1,8 miliardi di dollari. Acquisti anche su Nexi (+2,37%), su cui le indiscrezioni vedono Cdp Equity salire dal 19,6% al 29,9% nel breve termine, e Fincantieri (+2,52%). In focus il risiko, in particolare Unicredit (+0,78%) dopo le indiscrezioni di Reuters sulla Bce, che sarebbe orientata ad approvare l’acquisizione di Commerzbank. Francoforte non avrebbe riscontrato motivi per opporsi alla fusione, pur prevedendo un’integrazione «complessa e prolungata». Il focus si allarga anche a Banco Desio, il cui nuovo Ceo, Stefano Kuhn, ha affermato in un’intervista a Il Sole 24 Ore che l’istituto sia «pronto a nuove acquisizioni». In coda Inwit (-1,64%) e Unipol (-1,79%). Fuori dal listino principale, attenzione a Technoprobe (+0,46%), che da settembre dovrebbe fare il suo ingresso nel Ftse Mib (+137% da inizio anno).

Petrolio in calo, poco mosso il gas

Per le materie prime, lo Stretto di Hormuz rimane un punto centrale del conflitto tra Stati Uniti e Iran, mentre il memorandum d'intesa firmato il 17 giugno scadrà domenica 16. Il mercato resta però ottimista, con le quotazioni del greggio in ribasso, complice anche l'indebolimento della domanda, dopo le stime al ribasso dell'Opec: il Brent per ottobre arretra dell'1% a 88 dollari al barile, mentre il Wti in scadenza a settembre si attesta a 82,3 dollari (-1,1%). Poco mosso il gas naturale scambiato ad Amsterdam, a 60,7 euro al megawattora (-0,3%).

L'oro ripiega dal rally

Tra le materie prime, l'oro prende fiato dopo il recente rally, con il contratto spot che ripiega a 4.361 dollari l’oncia (-1%). Sul valutario, poco mossi i principali cambi: l’euro si attesta a 1,1534 dollari (da 1,1522 della chiusura precedente); l’euro/yen è a 183,8 (da 183,69); il dollaro/yen a 159,35 (da 159,4).

Spread in calo a 77 punti, rendimento decennale al 3,91%

Chiusura in leggero calo per lo spread tra BTp e Bund sul mercato secondario Mts. Alla chiusura delle contrattazioni il differenziale di rendimento tra BTp decennale benchmark e il pari scadenza tedesco si è attestato a 77 punti base, in calo frazionale rispetto il closing della vigilia a 78 punti. Calo più netto per il rendimento del BTp decennale benchmark, che ha segnato un'ultima posizione al 3,91%, dal 3,94% del riferimento della vigilia.

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