Borghi d’Italia, svettano quelli lombardi
.
di Enrico Netti
3' di lettura
3' di lettura
Sono tre i borghi lombardi che scalano la classifica della «Top ten web» dei borghi più belli d’Italia. Si tratta di Castellaro Lagusello, in provincia di Mantova, Morimondo, a pochi chilometri da Milano e Cornello dei Tasso, borgo medioevale in provincia di Bergamo tra i più ricercati tra quelli sul sito dell’Associazione dei Borghi più Belli d’Italia, che conta su un totale di 362 borghi associati. La classifica è stata stilata in base alle ricerche fatte sul sito dai 3,9 milioni di visitatori lo scorso anno. Il gradino più alto del podio è conquistato da Montefalco, in provincia di Perugia, seguito da Castellaro Lagusello, Usseaux, Rocca Imperiale, Neive, Altomonte, Castel di Tora, Cornello dei Tasso, Morimondo e per finire con Verezzi. In classifica, tra il decimo e il ventesimo posto, c’è un altro borgo lombardo che si affaccia sulle rive del Garda: è Gardone Riviera al 13esimo posto con quasi 247mila presenze.
Tremosine si afferma grazie al panorama offerto dalle tante terrazze e per la maestosità della Strada della Forra e la ricchezza naturalistica del suo entroterra mentre Gardone Riviera anche grazie al Vittoriale, complesso monumentale fatto realizzare a Gardone Riviera negli anni Venti del Novecento dal poeta Gabriele d’Annunzio, ma ancora una volta a conquistare è lo spettacolare lago di Garda.
«Da mantovana e da assessore al Turismo di Regione Lombardia sono felice di questa classifica Web che vede ben tre borghi lombardi nei primi 10 più cliccati online sul sito dei Borghi più belli d’Italia - dice Barbara Mazzali, assessore al Turismo, Marketing Territoriale e Moda di Regione Lombardia -. L’assessorato da me guidato è fortemente impegnato nella promozione dei borghi sul nostro portale turistico ufficiale InLombardia, tramite il brand ”Lombardia Style” e con precise misure regionali come il bando ”OgniGiornoinLombardia” e il bando a sostegno delle strutture ricettive».
Diverse migliaia di visite sul sito proviene dell’estero. Due i paesi che spiccano: Stati Uniti e Germania oltre a quelli del Nord Europa. Sono circa 1,9 milioni i followers che seguono l’associazione sui social network con un totale di visualizzazioni dei contenuti corrispondenti a oltre 180 milioni.
I borghi sono un asset del patrimonio turistico in fase di sviluppo. Secondo una indagine di Deloitte rappresentano un patrimonio culturale e di tradizioni uniche e conservano il trascorso storico-artistico, ricchezze da valorizzare sia verso i residenti e i turisti che tornano ad apprezzare il fascino e il valore che questi luoghi esprimono. Gli ultimi dati disponibili di Deloitte sono relativi al 2022 ed evidenziano oltre 8,8 milioni di visitatori, di cui 3,3 provenienti dall’estero, con circa 21,5 milioni di pernottamenti e una permanenza media di 3,6 notti. In Centro e Nord Italia si concentrato i borghi più visitati, in particolare Trentino-Alto Adige, Toscana, Liguria e Lombardia con oltre, in media, 25mila visitatori per destinazione. Per il turismo dei borghi Deloitte stima una spesa complessiva di circa 13,8 miliardi di cui 4,6 miliardi come spesa diretta e la quota restante, oltre 9 miliardi, come spesa indiretta e indotta. Il contributo al Pil è di circa 5 miliardi mentre gli occupati tra diretti, indiretti e indotti sono 91.400. I comparti che beneficiano maggiormente di questo segmento turistico sono quelli della ristorazione e l’alloggio con 1,6 miliardi, quasi un terzo del totale, il commercio con 771 milioni per finire con i 638 milioni dei trasporti. Non solo occupazione o ricavi ma anche un gettito per l’erario di circa 2,3 miliardi di cui 1 miliardo di sola Iva. Se da un lato queste piccole comunità sono a rischio desertificazione una via per scongiurare questo pericolo è rappresentata dallo smart working.

