Incentivi al consumo

Bonus elettrodomestici, niente click day: sarà riconosciuto dai rivenditori come sconto in fattura

Arriva l’emendamento correttivo della maggioranza

di Carmine Fotina

Bonus elettrodomestici, ecco le nuove regole

2' di lettura

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Lo stallo sul bonus per l’acquisto di elettrodomestici sta per concludersi. La soluzione è contenuta in un emendamento di Fratelli d’Italia al decreto bollette. Il problema che ha rallentato l’iter dell’incentivo previsto dalla legge di bilancio (il decreto attuativo era atteso entro fine febbraio) è relativo alla gamma di prodotti incentivabili, che rischia di essere penalizzante per il made in Italy. Di qui la preoccupazione dei produttori che hanno stabilimenti in Italia, condivise dal ministero delle Imprese e del made in Italy (Mimit). Il testo depositato in commissione, a firma di Silvio Giovine (Fratelli d’Italia), sposa una serie di indicazioni arrivate dal governo stabilendo anche che l’agevolazione sarà riconosciuta come sconto in fattura.

Più spazio al made in Italy

Viene cancellato il riferimento alla nuova classe energetica B come soglia minima di efficienza per l’acquisto, in quanto in questa categoria i prodotti realizzati in Italia sono inesistenti o quasi. Tutto è rinviato al decreto interministeriale di attuazione Mimit-Mef che tra l’altro sarebbe già a buon punto, pronto ad essere emanato una volta che il Parlamento avrà approvato il Dl bollette. Il decreto attuativo, evidentemente con un occhio di riguardo al made in Italy, definirà la categoria di elettrodomestici acquistabili, «prodotti in uno stabilimento collocato nel territori dell’Unione europea con corrispondente smaltimento dell’elettrodomestico sostituito di classe energetica inferiore a quella di nuova acquisto».

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Incentivo di 100 euro: sale a 200 euro per i redditi bassi

Ricapitolando, il bonus introdotto dalla legge di bilancio può arrivare al massimo al 30% del costo di acquisto e comunque fino a 100 euro per ciascun elettrodomestico, elevabili a 200 se il nucleo familiare dell’acquirente ha un Isee sotto 25mila euro. Disponibili in tutto 50 milioni di euro. Un’altra novità dell’emendamento riguarda il meccanismo di erogazione. Viene scongiurata l’ipotesi del “click day”: il contributo, infatti, sarà riconosciuto all’utente finale sotto forma di sconto in fattura. Sarà poi il venditore a recuperare lo sconto praticato mediante credito d’imposta fruibile in compensazione. In sostanza, si tratta dello stesso meccanismo utilizzato in occasione del bonus tv del 2021.

Le risorse per i bonus si riducono da 50 a 48 milioni

L’emendamento, infine, dispone che la gestione dei contributi avverrà tramite la piattaforma informatica di PagoPa mentre le attività istruttorie, di verifica e controllo, saranno svolte da Invitalia. I costi gestionali di PagoPa e Invitalia graveranno sui 50 milioni disponibili entro il limite del 4%, quindi la dote per i bonus potrebbe ridursi a 48 milioni.

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