Quanto valgono le promesse mancate di Apple sull’Ai?
di Alessandro Longo
di Maurizio Caprino
4' di lettura
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Sono bastate le prime tre ore dall’apertura delle prenotazioni per far esaurire i fondi destinati agli incentivi per le moto e quasi dimezzare quelli per le auto più richieste (quelle a motore tradizionale e ibride “normali). Ora l’attenzione va sulle mosse del Governo, che ha gli strumenti giuridici per rifinanziare subito i bonus ma dovrà valutare quanti soldi ha. Tanto più che nelle faq pubblicate il giorno prima aveva ufficializzato che non c’è limite al numero di auto, moto e veicoli commerciali acquistabili con incentivo da ciascun beneficiario.
La piattaforma telematica del ministero dello Sviluppo economico (Mise) è stata aperta alle prenotazioni dalle 10 del 25 maggio. Alle 13,45, per ciclomotori, motocicli e simili non elettrici erano rimaste in cassa poche centinaia di euro, mentre per le auto con emissioni di CO2 comprese tra 61 e 135 g/km il livello era sceso a 88,6 milioni sui 170 di dotazione iniziale (70 milioni erano stati già prenotati nel giro delle prime due ore). Per le auto elettriche sono invece rimasti 200 milioni (sui 220 iniziali) e altrettanti per le ibride plug in (che ne avevano a disposizione 225),
Una conferma del fatto che il Governo è stretto da una parte fra la necessità di svecchiare il parco circolante e far “girare l’economia”, dall’altra da quella di favorire il più possibile l’elettrificazione. Su tutto, ci sono i limiti imposti dal bilancio pubblico e dalle variabili della politica, che richiederanno valutazioni approfondite sull’opportunità di rifinanziare i bonus esauriti o in via di esaurimento. Lo strumento giuridico, invece, c’è: in questa tornata di incentivi, basta un Dpcm, che la Presidenza del Consiglio può varare anche in poche ore.
Nelle valutazioni c’è da considerare anche che le ultime interpretazioni applicative aprono molto la platea dei possibili beneficiari, per cui non si può escludere che un eventuale Dpcm di rifinanziamento stringa i e criteri di accesso.
Al momento vale il Dpcm del 6 aprile, declinato dalle faq pubblicate sul sito del Mise il 24 maggio (soggette a modifiche in ogni momento, quindi da monitorare). Oltre a non porre limiti al numero di veicoli acquistabili da ciascun beneficiario, la faq confermano indirettamente l’apertura delle agevolazioni ai titolari di partita Iva. Ancora nessuna risposta, invece, su come distinguere tra società di noleggio (escluse dagli incentivi auto) e di car sharing (ammesse), che formalmente hanno lo stesso codice Ateco e utilizzano veicoli presi a noleggio.