«Il tema - aggiunge - è se si vuole ragionare veramente e costruire un modello con un Reddito di cittadinanza, o piuttosto strumento serio di lotta alla povertà, un salario minimo per quei settori che non hanno contratti, i salari minimi tabellari previsti dai contratti collettivi nazionali e in trattamento economico collettivo in cui entra il welfare e altre cose. Se è così mettiamoci intorno ad un tavolo e costruiamo un sistema di questo tipo. Altrimenti facciamo demagogia».
Al ministro Orlando Bonomi chiede di agire senza indugio nella lotta all’illegalità, contrastando ad esempio il caporalato e verificando sul campo che cosa accade nei territori più a rischio. «Se il ministro vuole davvero combattere il lavoro nero e chi lo sfrutta, domani andiamo a Rosarno, lì c'è una sacca di illegalità, è due anni che lui è ministro” e su questo ha tutto l'appoggio di Confindustria». «Colpire il lavoro nero è possibile - spiega - ma solo se c’è la volontà politica».
I 200 euro erogati una tantum, «finiti già con la prima bolletta», non sono per Bonomi la soluzione del problema all’aumento dei prezzi, comunque contenuto in Italia al di sotto della media Ue per effetto di un assorbimento di parte degli extra costi da parte delle imprese.
Riforme ingessate dai partiti
Perplessita da parte del leader di Confindustria anche sulla capacità di procedere sull strada delle riforme, spinta avviata in modo importante che da fine 2021 si è però affievolita, come dimostra la nuova normativa sulla concorrenza («che dal Parlamento uscirà certo annacquata»). E il motivo del rallentamento è l’approssimarsi delle scadenze di voto.
«Il Governo - spiega - aveva iniziato un’azione riformatrice importante, ora è rallentata. I partiti sono già in campagna elettorale, stanno posizionando le proprie “bandierine” e questo non va bene. Perché le riforme servono al Paese, quello che occorre è una fase di riformismo competitivo, l’aspetto che ritenevamo e riteniamo tuttora più importante nel Pnrr: sono riforme che al Paese servono per battere le diseguaglianze».