Petrolio, la Nigeria si affida alla Cina per il rilancio delle sue raffinerie
dal nostro corrispondente Alberto Magnani
di Maurizio Caprino
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Regioni in ordine sparso per il rinvio dei pagamenti del bollo auto: tra la fine di marzo e maggio Piemonte, Liguria, Lombardia, Veneto, Emilia Romagna, Toscana, Marche, Umbria, Lazio, Abruzzo, Campania, Calabria e Sicilia hanno posticipato scadenze di questi mesi di emergenza coronavirus. Le altre Regioni stanno valutando se allinearsi.
Sono necessarie decisioni a livello regionale, perché il decreto legge Cura Italia (Dl 18/2020) ha previsto rinvii solo per alcuni tributi, escludendo tra gli altri quelli che riguardano i veicoli: il bollo (che è statale ma è incassato dalle Regioni) e l’Ipt (Imposta provinciale di trascrizione, dovuta essenzialmente su iscrizioni al Pra e passaggi di proprietà).
Tra il 23 e il 24 marzo, le Giunte regionali di Piemonte, Lombardia, Emilia Romagna e Campania hanno disposto che i pagamenti dei bolli che normalmente andrebbero effettuati tra marzo e maggio possano avvenire entro il 30 giugno, senza sanzioni né interessi. A inizio aprile anche la Regione Lazio ha deciso un rinvio analogo. Nelle settimane successive si sono aggiunte Liguria, Veneto, Toscana, Marche, Umbria e Calabria. L’Abruzzo ha stabilito un rinvio più lungo, al 31 luglio.
Ancora più lunga la proroga accordata in Sicilia: 30 novembre, accompagnata dall’esenzione totale per il 2020 accordata a chi ha un reddito non superiore a 15.000 euro ed è proprietario di una vettura immatricolata entro il 31 dicembre 2010 e con motore di potenza fino a 53 kiloWatt.
Questo impatta soprattutto sulla scadenza di maggio, mese entro il quale vanno pagati i bolli in scadenza ad aprile. Che riguardano molti veicoli: da qualli il cui termine annuale case appunto in aprile a quelli che hanno periodicità quadrimestrale (come accade per i mezzi pesanti e quelli a noleggio).