Bollette, verso un rialzo dei prezzi di luce e gas: ecco cosa accadrà a famiglie e imprese
Gli analisti stimano un aumento delle quotazioni del gas a partire dagli inizi del 2025 con possibili riflessi sulle fatture dei consumatori finali: ecco le previsioni di Massimo Ricci, direttore divisione Energia dell’Arera
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I punti chiave
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Nelle ultime settimane si assiste a un rialzo dei prezzi dell’energia con alcuni analisti che stimano, in particolare, una risalita delle quotazioni del gas a partire dagli inizi del 2025 con l’asticella che potrebbe possa arrivare a superare i 50 euro per megawattora, anche a seguito delle tensioni che continuano a interessare fronti particolarmente caldi come quelli russo-ucraino e mediorientale. Ma quali saranno le conseguenze per famiglie e imprese (il 27 dicembre 2024 Arera ha comunicato che nel 1° trimestre 2025 la bolletta per il cliente tipo vulnerabile, servito in maggior tutela, aumenterà del 18,2%, ndr). I possibili risvolti di questi aumenti sono stati evidenziati, nella videointervista rilasciata al sito web de Il Sole 24 Ore, da Massimo Ricci, direttore della divisione Energia dell’Arera (l’Autorità per l’energia, le reti e l’ambiente)
La commercializzazione del gas naturale
«Partiamo da una premessa necessaria che aiuta a capire perché il prezzo del gas in Italia sia connesso alla tensione geopolitica - sottolinea Ricci -. Negli ultimi anni lo sviluppo della della commercializzazione del gas naturale attraverso il Gnl (gas naturale liquefatto), vale a dire il trasporto via nave, ha in qualche modo collegato i vari mercati ai vari mercati mondiali. Per cui, già da alcuni anni ormai, il prezzo che si forma nei mercati europei è poi molto vicino a quello che si forma in Italia e segue abbastanza da vicino i prezzi che si formano anche in Paesi molto lontani, come la Cina e i Paesi dell’est».
Il trend degli ultimi mesi
Ricci spiega «che ci sono questi movimenti geopolitici o magari anche variazioni congiunturali o stagionali dei consumi nei vari Paesi, a valle dei quali si possono creare condizioni di mercato particolarmente tese, ed è quello che è successo negli ultimi mesi. Ora, per fortuna, negli ultimi giorni quel trend sembra essersi un po’ interrotto, ma le condizioni sono sempre difficilmente difficilmente prevedibili. In questo momento - chiarisce ancora Ricci - siamo più intorno ai 45-46 euro per megawattora. La soglia dei 50 euro per MWh sembrerebbe, dunque, non ancora raggiunta soprattutto nei prezzi previsti per i primi mesi dell’anno dell’anno prossimo. Però i livelli di prezzo sono sicuramente preoccupanti e, quindi, vanno tenuti sotto controllo anche per valutare eventuali interventi emergenziali nel momento in cui dovessero raggiungere valori molto elevati, tipo quelli storici».
La correlazione tra prezzi dell’elettricità e quotazioni del gas
Il direttore della divisione Energia dell’Arera precisa inoltre «che l’Italia vede i prezzi dell’energia elettrica molto legati a quelli del gas. Come sappiamo molta parte dell’energia elettrica, nonostante il progressivo sviluppo delle rinnovabili, è ancora prodotta attraverso il gas naturale e, dunque, il prezzo di quest’ultimo influenza direttamente quello dell’energia elettrica. Perciò è molto importante porre attenzione al prezzo del gas naturale e, anche per questo motivo, è fondamentale continuare a a spingere sul sugli interventi di sviluppo delle fonti rinnovabili ma anche di tutte le infrastrutture, a cominciare da reti e accumuli che servono per integrare le fonti rinnovabili nel sistema energetico perché questo, da un lato, garantisce una maggior indipendenza dagli altri Paesi e, dall’altro, assicura che i prezzi siano molto bassi almeno nelle ore in cui le fonti rinnovabili producono molta energia».
Il faro sui prezzi
Ricci fa inoltre osservare che, quando c’è più energia da fonti rinnovabili di quella che serve, «in quelle ore i prezzi vanno anche a zero e quindi l’energia in quelle ore è gratis». Per il direttore della divisione Energia dell’Arera, bisogna dunque porre, da un lato, un’attenzione continua ai prezzi per valutare eventuali misure, e dall’altro, continuare a investire proseguendo quel trend che si è avviato negli ultimi anni sono «stando attenti a fare investimenti efficienti in modo da rendere il nostro sistema elettrico indipendente da quello del gas naturale e da elettrificare progressivamente la parte dei consumi che può essere elettrificata, risparmiando così gas naturale».








