Educazione finanziaria

Bocciati in debiti e prestiti: Italia in fondo al ranking per competenze finanziarie

Solo il 16,6% raggiunge il punteggio considerato accettabile dall’Ocse. Anche donne, giovani e laureati penalizzati dal confronto internazionale

di Marco lo Conte

(Adobe Stock)

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Solo il 17,2% degli italiani sa distinguere tra interessi semplici e composti, il che li espone a indebitarsi senza conoscere i meccanismi del credito e le conseguenze delle proprie scente. E’ quanto emerge dall’analisi realizzata da Bravo, fintech attiva nella gestione del debito, sulla base dati Ocse/Infe (International Survey of Adult Financial Literacy, dicembre 2023), che va ad analizzare i gruppi sociali del nostro Paese confrontandoli con le realtà di altri aderenti all’organizzazione con sede a Parigi. L’indagine conferma come in Italia il livello di educazione finanziaria sia ampiamente insoddisfacente tra i nostri connazionali, ponendoci in coda alle classifiche internazionali.

La classifica

I dati sono impietosi: solo il 16,6% degli italiani raggiunge il punteggio minimo di 70 punti su 100, considerato accettabile dall’Ocse per una gestione finanziaria consapevole. Il che posiziona l’Italia al 36° posto mondiale su 39 paesi. In testa alla classifica la Germania, con il 75,5% dei cittadini che raggiunge il minimo accettabile. Meglio dell’Italia anche Francia (38,7%), Spagna (39,2%), Estonia (48,4%) e Finlandia (45,8%), che mostrano percentuali di cittadini finanziariamente competenti oltre il doppio rispetto all’Italia.

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Oltre alla conoscenza, anche competenze e abitudini mostrano una vulnerabilità accentuata: solo il 35% degli italiani dimostra comportamenti finanziari corretti (almeno 6 comportamenti virtuosi su 9 misurati dall’OCSE), posizionando l’Italia al 32° posto mondiale su 39 paesi. La Germania guida anche questa classifica con il 77,5%, seguita da Irlanda (76,9%), Malta (75,5%) e Indonesia (74%).

Inoltre: solo il 57% degli italiani tiene traccia regolarmente delle proprie finanze a breve termine. Il che li espone a truffe e frodi finanziarie: secondo Bravo, il 9,4% degli italiani ne è stato vittima, ma solo il 17,1% di questi aveva competenze per difendersi. Complessivamente, l’Italia è al 26° posto su 30 per preparazione finanziaria delle vittime di frodi.

ITALIA BOCCIATA IN EDUCAZIONE FINANZIARIA

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Donne e giovani

Doppio lo svantaggio delle donne italiane: nei confronti degli uomini e delle donne straniere. Lo scarso protagonismo delle donne italiane nella gestione della finanza personale le vede penalizzate nel confronto internazionale: su 41 Paesi analizzati, le italiane si collocano al 38esimo, ben staccate dalle tedesche (prime), dalle spagnole (15esime) o le francesi (16esime). Analogo se non peggiore il discorso riguardante i giovani italiani: i ragazzi tra 18 e 29 anni si posizionano al 38° posto su 39 paesi. Anche in questo caso, sono i giovani tedeschi in vetta alla classifica mondiale.

La sostanziale assenza di educazione finanziaria a scuola (solo l’anno scorso sono la materia è stata introdotta nei corsi di educazione civica e su base volontaria) ha un effetto diretto sull’analfabetismo finanziario anche dei laureati, che mostrano livelli di competenza inferiori rispetto ai coetanei di paesi dall’economia meno sviluppata come Thailandia, Ungheria e Uruguay, che formano laureati finanziariamente più competenti di quelli italiani.

«I dati OCSE fotografano un problema che attraversa tutte le categorie sociali – ha dichiarato Daniel Martinez, Co-Country Manager di Bravo in Italia. Un paese del G7 che si posiziona così in basso nelle classifiche mondiali di educazione finanziaria evidenzia l’urgenza di investire maggiormente in questo settore, fondamentale per il benessere economico dei cittadini e delle famiglie».

Riproduzione riservata ©
  • Marco lo Conte

    Marco lo ConteResponsabile per lo sviluppo delle attività video multimediali de Il Sole 24 Ore

    Luogo: Milano

    Lingue parlate: Inglese, francese, spagnolo

    Argomenti: social media, digital journalism, risparmio, previdenza, finanza comportamentale, educazione finanziaria

    Premi: Premio Federchimica "Per un futuro intelligente", 2001; Premio PrevAer 2019 per l’impegno a favore della cultura Previdenziale & Finanziaria

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