Blue economy da primato, ogni euro speso ne genera due
I numeri. Le imprese nordestine attive in filiere
legate al mare, dall’ittica a cantieristica e servizi
di alloggio e ristorazione sono 32.916 e in aumento
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Terra di montagne ma anche di coste, il NordEst è un protagonista di rilievo in quella Blue economy che, a livello nazionale, genera oltre 64 miliardi di euro di valore aggiunto e occupa più di un milione di persone. Le imprese nordestine attive in filiere legate in un modo o nell’altro al mare, come quella ittica, della cantieristica e dei servizi di alloggio e ristorazione sono 32.916 (+0,3%). Trieste è prima in Italia per incidenza della Blue economy sulla ricchezza prodotta a livello provinciale (19%), mentre Venezia è quarta per aziende del settore sul totale (12,4%). I dati provengono dal XII Rapporto sull’Economia del mare, a cura di Ossermare, Centro studi Tagliacarne-Unioncamere, Informare, Camera di commercio Frosinone Latina e Blue forum Italia network.
Il rapporto colloca il Friuli Venezia Giulia sul podio per il contributo dell’economia del mare alla ricchezza regionale complessiva (7,2%, secondo solo alla Liguria con l’11,9%) e individua nel NordEst l’effetto moltiplicatore più alto d’Italia: per ogni euro speso in settori direttamente legati alla filiera mare qui se ne generano altri 2, contro la media nazionale di 1,8.
A trainare sono il settore della movimentazione di merci e passeggeri, e quello della cantieristica. Complice anche il Green Deal, sostenibilità e transizione ecologica sono parole che si ripetono come un mantra. Il green washing esiste ma Romeo Danielis, ordinario di economia applicata dell’Università di Trieste, osserva che tanto il pubblico quanto il privato stanno lavorando alacremente per accrescere la sostenibilità. «Ridurre le emissioni nocive favorisce un miglior rapporto tra gli usi produttivi delle risorse legate al mare, a cominciare dall’attività cantieristica, dalla pesca e dai trasporti, e quelli civili, come residenza e ospitalità, e ricreativi. Ciò è tanto più vero in un territorio densamente popolato come il NordEst. Tutti gli enti coinvolti, pubblici e privati, sono impegnati nella ricerca di un miglior equilibrio tra i diversi usi. E, per fortuna, l’innovazione tecnologica offre sempre più opportunità».
Nella cantieristica c’è ovviamente il maggior costruttore navale d’Europa, Fincantieri, a trascinare un’intera filiera alla ricerca di soluzioni per la sostenibilità. Il colosso nordestino Il colosso nordestino (7,6 miliardi di ricavi nel 2023) ha posto al centro del suo piano industriale 2023-2027 un percorso di sviluppo incentrato su tecnologie di frontiera, transizione digitale e sistemi di alimentazione a impatto zero. Per il 2030 punta a una nave che produca il 61% in meno di emissioni totali e azzeri quelle in porto. Nel frattempo ha progettato e applicato nuove soluzioni sulle nuove navi. Come un sistema che crea grandi bolle d’acqua sotto lo scafo riducendo l’attrito, e quindi i consumi. «Puntiamo a consolidare la nostra posizione di leader globale nella realizzazione e gestione della nave del futuro, concepita come una smart city galleggiante, con un cuore digitale e green – spiega Pierroberto Folgiero, ad e direttore generale di Fincantieri. – Integrando tecnologie di ultima generazione questo modello non solo riduce l’impatto ambientale, ma ottimizza le prestazioni in ogni fase operativa. Una nave più green è inevitabilmente più digitale, e questo ci permette di abbracciare appieno l’innovazione, rafforzando il posizionamento di Fincantieri su scala globale come attore capace di generare valore aggiunto per i clienti e per il futuro dell’industria».
Naturalmente un’attenzione particolare è rivolta alle navi da crociera. Proprio quest’anno il gruppo ha consegnato la Sun Princess, la sua prima nave da crociera a LNG. «La nostra missione è mantenere il ruolo di Fincantieri come leader nella progettazione e costruzione di navi da crociera attraverso lo sviluppo di nuove tecnologie e un miglioramento continuo di tutte le attività – nota Luigi Matarazzo, direttore generale della divisione navi mercantili di Fincantieri –. Il settore crocieristico continuerà a evolversi in una direzione che coniuga sostenibilità e performance». Il gruppo è anche fra i partner del progetto “Venture builder di filiera nautica e logistico-portuale” lanciato a luglio da CDP Venture Capital con 8,7 milioni di dotazione iniziale per creare dieci nuove imprese in tre anni che sviluppino prodotti o servizi per la digitalizzazione delle Pmi attive nelle filiere cantieristica, nautica e logistico-portuale. A ospitare una delle due sedi permanenti del progetto sarà Trieste.


