Web3

Blockchain vola nelle aziende, in Italia prevale la cautela

Secondo l’Osservatorio Polimi sono aumentati del 58% i progetti che ottimizzano i processi aziendali con token e smart contract

di Pierangelo Soldavini

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3' di lettura

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Il via libera della Sec ai primi Etf sul prezzo spot di bitcoin ha aperto il 2024 all’insegna della fiducia dopo un periodo di apparente difficoltà per il Web3. Il segnale arrivato da Wall Street promette di consolidare la fase di maturazione del settore legato alla blockchain verso un’evoluzione più consapevole e concreta, guidata dalla tokenizzazione, cioè la rappresentazione di asset reali e monetari istituzionali tramite sistemi blockchain.

Attori di primo piano come Visa, Mastercard e PayPal hanno integrato nei servizi gli stablecoin, abilitando applicazioni e modalità di trasferimento, ma la spinta alla tokenizzazione ha interessato sempre più asset finanziari tradizionali e proprietà di beni fisici, in una prospettiva di migliore trasferibilità e di programmabilità. «Questa evoluzione impone però la ridefinizione di gran parte dei modelli di business precedenti», sottolinea il report dell’Osservatorio Blockchain & Web3 del Politecnico di Milano che sarà pubblicato domani.

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Il mercato delle criptovalute ha vissuto un anno eccezionale con un incremento del 110% delle quotazioni. In Italia sono oltre 3,6 milioni le persone che dichiarano di possedere criptovalute o token: un terzo li hanno acquistati tramite un exchange di criptovalute, il 17% mediante wallet con acquisto diretto, mentre il 38% lo fa in modo indiretto attraverso servizi di trading tradizionali e app bancarie. Il segnale è rafforzato dall’interesse più ampio dell’uso: sono circa tre milioni gli utenti giornalieri che utilizzano oltre 15mila applicazioni decentralizzate (DApp), con un incremento del 75 per cento. L’ecosistema della finanza decentralizzata (DeFi) ha segnato una battuta d’arresto dopo i casi Terra-Luna e Ftx, stabilizzandosi a un valore investito intorno ai 45 miliardi di dollari.

Aziende in tutto il mondo hanno proseguito lo sviluppo di progetti basati su blockchain, con una crescita del 19% dei nuovi casi a 297, quasi equamente divisi tra le diverse tipologie, stando ai dati dell’Osservatorio. Il settore più legato alle criptovalute, quello dell’Internet of value ha segnato una sostanziale stabilità dei nuovi progetti che si attestano a 95 a livello globale, con il settore finanziario che si conferma come quello più coinvolto: 63 delle principali cento banche internazionali hanno avviato progetti legati a servizi di investimento, di custodia o di stablecoin. Mentre la Banca centrale europea ha scelto di proseguire sulla strada dell’euro digitale, si moltiplicano i progetti privati di stablecoin legate all’euro, tutti progetti che potranno sfruttare l’utilizzo degli smart contract per introdurre forme di pagamento connesse alla programmabilità. Stabile anche il comparto legato al Decentralized web, in cui la blockchain funge da piattaforma per sviluppare servizi innovativi più vicini al paradigma web3, con 96 nuovi casi.

Crescono invece i progetti Blockchain for business, quelli che mirano a ottimizzare i processi aziendali attraverso strumenti come token e smart contract, che hanno registrato una crescita del 58% a un totale di 106. A fare da traino sono i progetti di tokenizzazione avviati dalle aziende per innovare i propri processi, soprattutto in ambito finanziario.

«Il settore finanziario è il più propenso a beneficiare della tecnologia blockchain, con numerosi progetti di tokenizzazione degli asset finanziari in fase di sviluppo - sottolinea Giacomo Vella, direttore dell’Osservatorio -. Tuttavia è una tendenza che coinvolge diversi settori. Ma i vantaggi della tecnologia blockchain vanno letti in modo trasversale, seguendo l’ottica del web3, che ha un potenziale trasformativo oltre i confini dei singoli settori, promettendo di plasmare un nuovo modello di Internet caratterizzato da equità e inclusività, fondato su concetti chiave come trasparenza, decentralizzazione e coinvolgimento attivo degli utenti».

Più cauto il mercato italiano che ha visto l’adozione di soluzioni blockchain da parte delle aziende diminuire del 10% a circa 38 milioni di euro, con una tendenza a spostare gli investimenti da progetti di piccola entità, principalmente legati alla creazione di Nft, a prototipi e progetti pilota orientati allo sviluppo di iniziative di maggiore dimensione. Oltre a una regolamentazione chiara e all’educazione sulla tecnologia, «serve collaborazione tra settori, inclusi governo, industria e istituzioni accademiche. E lo sviluppo di progetti pilota e prototipi orientati a iniziative di maggiore portata, che possono dimostrare l’efficacia delle tecnologie blockchain e promuovere la loro adozione su scala più ampia», conclude Vella.

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