Biometano, si accelera sui nuovi impianti
Piero Gattoni, presidente del Consorzio Italiano Biogas (Cib): l’obiettivo di allocare tutta la capacità incentivata dal Pnrr è ora plausibile
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Biometano, si accelera sui nuovi impianti: «L’obiettivo di allocare tutta la capacità incentivata dal Pnrr - che un po’ di mesi fa appariva impossibile - è ora plausibile», spiega Piero Gattoni, presidente del Consorzio Italiano Biogas (Cib). «Il nostro osservatorio - continua - ci porta a stimare un quarto bando (che si è chiuso il 2 agosto e i cui risultati verranno pubblicati in ottobre, ndr) in linea con i quantitativi richiesti dal terzo. Riteniamo di poter arrivare a fine anno a un buon raggiungimento della capienza richiesta».
Le aziende sono pronte, complice anche una cornice normativa favorevole che durante l’estate si è consolidata: «È arrivata la delibera Arera sui prezzi minimi garanti, è entrato in vigore il decreto Fer2 che incentiva nuovi impianti a biogas, è stato pubblicato il decreto Sostenibilità che istituisce il sistema nazionale di certificazione della sostenibilità dei biocombustibili, è legge il decreto Agricoltura che facilita la costituzione di contratti bilaterali tra produttori di biometano e industria hard to abate con la semplificazione del passaggio delle garanzie di origine. Sono tutti provvedimenti che danno un quadro organico alle aziende e permettono loro di programmare investimenti importanti. Sottolineano inoltre una strategia che punta sulla produzione di gas rinnovabile dal settore agricolo come tecnologia per la transizione», osserva Gattoni. L’impegno economico totale, tra 1,7 miliardi di fondi Pnrr e la quota delle aziende, arriverà a 5 miliardi di euro. La misura che riguarda lo sviluppo del biometano (dm 15/09/22), prevede infatti sostegni in conto capitale fino al 40% della spesa, oltre a tariffe incentivate.
Obiettivo 2,3 miliardi di metri cubi
L’obiettivo rimane entro giugno 2026 una produzione di 2,3 miliardi di metri cubi in più rispetto ai circa 2,5 miliardi che è la capacità attuale italiana. Nel Pniec, ha ribadito il ministro Gilberto Pichetto durante l’estate, il target al 2030 per il biometano è di raggiungere il 10% della domanda complessiva di gas, cioè oltre 5 miliardi di metri cubi. Eppure l’iter per un tale risultato è iniziato in salita. I bandi Pnrr sono partiti solo a gennaio dell’anno scorso e hanno visto inizialmente una risposta tiepida delle aziende: 29.977 metri cubi orari su 67.000 attribuiti con il primo, 25.881 su 108.272 con il secondo, 58.119 su 131.892 con il terzo. Il totale attuale è di 113.977 metri cubi orari assegnati su 257.000 a disposizione: se secondo le stime del Cib il quarto bando ne aggiudicherà circa altri 58.000, ne resteranno 85.000 per il quinto e ultimo.
«Poiché c’è stata una compressione temporale delle iniziative, rimane la preoccupazione di riuscire a costruire tutto entro giugno 2026, quando scadrà il Pnrr. In generale, oltre il 2026, serviranno ulteriori norme di supporto, per dare una visibilità a medio lungo termine alle aziende necessaria per la pianificazione industriale», conclude Gattoni.









