Biologico, l'Emilia-Romagna è al fianco delle imprese agricole per rilanciare la filiera
La Regione con il Piano 2023-2027 per lo sviluppo rurale prevede sostegni alle quasi 7 mila imprese certificate sul suo territorio per 172,3 milioni di euro, di cui 138 milioni già messi a bando
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(Il Sole 24 Ore Radiocor) - La Regione Emilia-Romagna investe per rilanciare l’agricoltura biologica. Il settore è ormai parte consolidata dell’economia regionale. Tuttavia, dopo anni di crescita significativa, sta affrontando un momento di stabilità, con la forte inflazione e le tensioni internazionali che stanno rallentando i consumi e frenando la trasformazione delle nuove aziende. A queste criticità si aggiungono le questioni aperte sulla remunerazione dei produttori nella filiera agricola e sul ruolo della GDO nella commercializzazione dei prodotti bio. Tutte sfide che saranno centrali nei prossimi anni per raggiungere gli obiettivi della agenda 2023 e del Green Deal europeo. La Regione le sta affrontando con il Piano 2023-2027 per lo sviluppo rurale, che prevede investimenti nel biologico per 172,3 milioni di euro di cui 138 milioni già messi a bando. Da gennaio 2025 infatti è stato aperto un nuovo bando regionale, per l’adesione di nuove aziende e superfici.
Un’altra occasione per ribadire e rilanciare l’importanza del biologico è la Slow Wine Fair 2025, che si tiene dal 23 al 25 febbraio a BolognaFiere. Organizzato con la direzione artistica di Slow Food, storicamente impegnata nella valorizzazione della biodiversità, per la prima volta, l’evento si affianca al nuovo format di SANA Food, dedicato al mondo della sana alimentazione nei consumi fuori casa. I protagonisti di entrambe le fiere – visitabili con un solo biglietto - sono i vini e i cibi di qualità, sostenibili e sani, prevalentemente biologici.
Una filiera in crescita
L’agricoltura biologica in Emilia-Romagna coinvolge ormai un numero significativo di aziende, che negli ultimi dieci anni (tra il 2014 e il 2024) sono salite dell’80,3% di 3.000 unità. Si tratta di un aumento in linea con quello delle aziende agricole dell’area (+91% nello stesso periodo). Secondo i dati regionali al dicembre 2024, oggi sono 6.989 le imprese certificate, un numero in lieve riduzione rispetto a quello del 2023 (-1,3%). La diminuzione del 2,6% annuo della quota di aziende agricole – che rimangono comunque 5767 – è stata compensata compensata dall’aumento, pari al 5,4%, di quelle che si occupano di trasformazione dei prodotti biologici. In totale, queste ultime sono 1222 e sono concentrate soprattutto nel comparto vitivinicolo, dell’ortofrutta, del vino e dei prodotti derivati dai cereali. C’è poi un incremento significativo delle imprese agricole che svolgono anche attività di trasformazione dei propri prodotti biologici (14,9%), in parte collegata alla vendita diretta o all’attività agrituristica. In più nella regione sono attive anche 22 imprese che svolgono attività di acquacoltura, mitilicoltura o allevamento di alga spirulina.
Le superfici bio in dieci anni sono raddoppiate
La crescita del settore del biologico in Emilia-Romagna emerge anche dalle superfici condotte con questo metodo, che sono più che raddoppiate tra il 2014 e il 2024. Al momento, si attestano al a 193.815 ettari, pari al 18,6% dei terreni destinati all’agricoltura, e la loro riduzione rispetto al 2023, è più contenuta rispetto a quella degli operatori. A segnalare che diverse imprese sono nel settore già da alcuni anni, c’è il dato sulle superfici ancora in conversione (nei primi 2-3 anni dall’adesione), che ammontano all’11%. I terreni bio sono particolarmente numerosi in alcune province, come Forlì-Cesena, Rimini e Parma, dove le percentuali superano il target del 25% previsto dal Green Deal Europeo per il 2030. Mediamente inoltre le aziende bio, pari al 10,7% della filiera agricola regionale, occupano una superficie più estesa rispetto alle altre: 33,6 ettari, contro i 19,4 della media. Nel comparto dell’agricoltura biologica infatti quello della coltivazione è l’attività più diffusa e riguarda 5.510 aziende su 6.989 in totale, con le restanti che sono certificate principalmente per la zootecnia. In base ai dati del 2024, le aziende agricole con almeno un allevamento biologico sono 829, in calo del 9,9% rispetto al 2023. In totale gli allevamenti sono però 1.226, dal momento che un’impresa può possederne più di uno.
I sostegni regionali
L’Emilia-Romagna, proprio in virtù di questo scenario, è da anni al fianco delle aziende bio. Infatti nel periodo di programmazione tra il 2014 e il 2020+2, ha usufruito dei sostegni per il biologico è stata una grande parte dei produttori certificati (tra il 63% e l’85% del totale). Con il bando aperto nel 2023 e nel 2025 (rispettivamente per 10 milioni e per 21 milioni all’anno) e con i successivi, la Regione continuerà a supportare gli operatori già aderenti allo scadere dei piani quinquennali e attiverà aiuti per quelle nuove. Nella programmazione 2023-2027 sono inoltre previsti attività di formazione, coaching, consulenza e assistenza tecnica. Ci saranno poi interventi per la copertura dei costi di promozione, per favorire gli investimenti, l’insediamento di giovani agricoltori e la cooperazione per implementare tecniche innovative.



