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Brasile, rally al test elettorale
All’appuntamento col voto il Paese si presenta forte di un’economia in crescita e forti rialzi per azionario e valuta. E ora?
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Sos api. Negli ultimi dieci anni, in Europa, il numero di impollinatori ha subito un importante declino mettendo a rischio l’80% dei fiori selvatici e delle colture delle zone temperate e oltre il 70% delle colture agricole in Italia, per un valore stimato di circa 2 miliardi di euro l’anno. Da qui l’idea di creare in Italia una struttura per aiutarle. A Scarperia, a circa 40 chilometri da Firenze, è nato così l’hotel a tutela delle api. Si tratta di una struttura di circa 3 metri per 3 metri, in grado di creare l’habitat naturale per questi insetti così preziosi, messi a rischio da pesticidi e cambiamenti climatici, e favorirne la riproduzione. Una struttura che in futuro, perché no, potrebbe essere replicata anche in altre zone d’Italia.
L’innovazione, un vero e proprio laboratorio della biodiversità, nasce dalla collaborazione tra Sanpellegrino, Federparchi e la Scuola Sant’Anna di Pisa e fa parte del più ampio progetto “La fonte della biodiversità di Acqua Panna”, azienda che fa parte del gruppo Sanpellegrino. Il “Bee Hotel” è in legno, canne di bambù, corteccia e legno forati e funge da rifugio per api e farfalle diurne, la cui sopravvivenza è messa in pericolo.
Intorno alla struttura ci sono microhabitat sabbiosi e a suolo nudo per favorire la riproduzione degli impollinatori: saranno, inoltre, incrementate le coltivazioni di vegetali in campo aperto per l’alimentazione degli imenotteri, dei sirfidi e delle farfalle diurne, con la creazione di siepi e filari di vegetali e di microhabitat di acqua dolce per favorire la disponibilità di acqua.
Un’area dunque che rappresenta una risposta all’allarme api: la tenuta di Acqua Panna è enorme, è grande 1300 ettari, in passato utilizzata come riserva di caccia dalla famiglia Medici e rimasta incontaminata nel corso degli ultimi cinque secoli. L’idea della creazione del Bee Hotel è venuta dopo che sono stati resi noti i risultati del monitoraggio della flora e della fauna, avviato da Federparchi: da un lato si è verificata la necessità di tutelare gli insetti inpollinatori, dall’altro va detto che questo territorio si mantiene in buono stato ed è pieno di risorse.
Ci sono infatti 121 specie di vertebrati - tra cui 11 specie di anfibi, 10 di rettili, 66 di uccelli e 34 di mammiferi. Si trovano specie minacciate, rare e protette come l’Averla capirossa e il Torcicollo. E sono state individuate presenze di Averla piccola, Re di Quaglie, Succiacapre e Tottavilla, uccelli con stato di conservazione non soddisfacente a livello nazionale ed europeo.