Biodiversità in calo: un milione di specie a rischio, UE al bivio
L'Unione europea punta a tutelare il 30% del territorio entro il 2030, ma le aree protette marine sono ancora insufficienti
di Lab24
3' di lettura
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Oltre un milione di specie animali e vegetali sono a rischio estinzione secondo gli studi IPBES. Una tendenza allarmante che riflette quanto osservato negli ultimi cinquant’anni: mediamente le popolazioni di fauna selvatica per le quali sono disponibili dati hanno subito un calo del 73%.
Tra le principali cause di questa situazione drammatica hanno un ruolo preponderante le attività antropiche quali la conversione degli habitat naturali in terreni agricoli, lo sfruttamento eccessivo delle risorse naturali e l’espansione delle aree urbane.
Le conseguenze sono gravi e interconnesse. La perdita di biodiversità è un problema sul piano climatico in quanto accelera il riscaldamento globale. Non sono da trascurare neanche gli effetti in tema di sicurezza alimentare in quanto un terzo della produzione globale di colture proviene da specie che dipendono dall’azione di impollinatori quali api, uccelli e pipistrelli.
Ovviamente tutto questo ha importanti ricadute economiche, ulteriormente accentuate dalla maggior frequenza di catastrofi naturali e malattie infettive in presenza di ecosistemi danneggiati. La pandemia di Covid19 ha ribadito con forza questo legame.
A livello di Unione Europea, per proteggere e ripristinare gli ecosistemi naturali e le specie del continente, nel 1992 è stata adottata la Direttiva Habitat che ha rivoluzionato il modo in cui le aree protette vengono gestite in tutto il territorio comunitario.


