Bilancio UE: per la Corte dei conti europea la riforma non dà garanzie di una spesa migliore
Per il Quadro finanziario pluriennale 2028-2034 la Commissione propone “un cambiamento radicale” ma i rischi e le sfide sono molti. Per questo, secondo l’Eca, servono “misure di salvaguardia più decise”.
di Paolo Riva
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BRUXELLES
“Molte delle modifiche proposte non sono garanzia di una spesa migliore in futuro”. Il giudizio è netto e a pronunciarlo è il presidente della Corte dei conti europea (Eca) Tony Murphy in merito al prossimo bilancio pluriennale Ue.
Il bilancio, che vale circa 2.000 miliardi di euro per il periodo 2028-2034 e in termini tecnici si chiama Quadro finanziario pluriennale (Qfp), è attualmente in discussione. Il Parlamento europeo, riunito in plenaria a Strasburgo, sta per votare la sua posizione, mentre le trattative tra gli Stati membri, riuniti nel Consiglio dell’Ue, sembrano appena cominciate.
Entrambe le istituzioni europee devono trovare un compromesso a partire dalle proposte legislative fatte dalla Commissione Ue lo scorso luglio. E sono proprio queste proposte che ha analizzato Corte dei conti europea, concludendo che “non si tratta di una continuazione dello status quo, bensì di un cambiamento radicale”, come ha dichiarato sempre Murphy.
“In quanto istituzione addetta al controllo finanziario dell’Ue - ha proseguito il presidente - la Corte dei conti europea sottolinea i rischi e le sfide in una serie di pareri sulle proposte della Commissione per il bilancio 2028-2034”. In particolare, negli ultimi mesi, l’Eca ha pubblicato 12 pareri su altrettanti aspetti specifici del bilancio, tutti richiesti dal Parlamento e dal Consiglio.








