Biella, il distretto tessile pioniere del passaporto di tracciabilità
Sostenibilità al centro delle strategie aziendali: dai bilanci ai codici etici, dall’energia ai patti di filiera, la zona è un laboratorio di innovazione
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Parlare di sostenibilità a Biella è quotidianità. L’alta moda e i marchi del lusso di cui il distretto tessile piemontese è fornitore, da diversi anni ormai richiedono prodotti certificati lungo tutta la filiera; l’Europa, dal canto suo, fissa obiettivi che il mondo del tessile non può ignorare, ma del resto l’idea di una produzione controllata, con un minor impatto sul pianeta, è un tema che molte imprese del territorio hanno fatto proprio fin dall’inizio. Tutto questo fa di Biella un’area all’avanguardia, dove i bilanci di sostenibilità e i codici etici sono entrati a far parte delle routine aziendali da tempo.
Tessilbiella, azienda di Vigliano Biellese con quasi 70 anni di storia e una capacità produttiva di un milione di metri di tessuto all’anno, per esempio, di recente ha superato il 40% di prodotti certificati sulla produzione totale. «Sempre più brand chiedono materiali certificati e il rispetto di determinati standard. I marchi per cui lavoriamo devono rendere conto del loro impatto ambientale», racconta Linda Crosa, una delle voci più giovani dell’azienda fondata dal nonno Adriano Crosa.
«Credo che noi, come gran parte del distretto biellese, abbiamo saputo muoverci in anticipo su questi temi proprio per via della gamma alta di prodotti di cui siamo fornitori - dice -, ma penso anche che la sostenibilità sia uno strumento per migliorare l’efficienza di un’azienda: a qualunque imprenditore interessa consumare meno acqua e meno energia perché a lungo termine diminuiscono i costi».
Dal 1° gennaio 2025 Tessilbiella ha deciso di acquistare energia soltanto da fonti rinnovabili certificate; una parte la produce direttamente con i pannelli sui tetti dei suoi stabilimenti. L’esperienza ha permesso all’azienda di entrare a far parte di diversi progetti pilota. Il territorio biellese, infatti, con Città Studi, un ITS dedicato al tessile e molte aziende dotate di un reparto di ricerca e sviluppo, è un luogo di sperimentazione privilegiato.
Qui, nel 2022, è nato MagnoLab, una rete di imprese ideata da sei aziende del comparto tessile biellese che a Cerrione ha creato un centro di ricerca e sviluppo a disposizione delle aziende – non solo del territorio – che possono lavorare a processi innovativi secondo il principio dell’“innovation as a service”. L’investimento iniziale era stato di circa 10 milioni di euro; oggi, con investimenti che hanno superato i 15 milioni, le aziende del network sono 21 e toccano ogni aspetto del processo produttivo, dal filato al capo finito.
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