Nuova strategia

Biden resta senza argomenti di fronte al Trump quasi martire

Difficile insistere nell’attacco al tycoon come «minaccia per la democrazia»

di Luca Veronese

2' di lettura

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Con un occhio ai sondaggi e qualche timore per i prossimi appuntamenti della campagna elettorale, Joe Biden ha ascoltato ieri nella situation room gli ultimi aggiornamenti sull’attentato contro Donald Trump. Con la vice, Kamala Harris, al suo fianco, alla Casa Bianca, il presidente ha ricevuto il resoconto del segretario alla Sicurezza interna, Alejandro Mayorkas, ed ha avuto ragguagli dal direttore dell’Fbi, Christopher Wray.

Il presidente ha chiesto di alzare i livelli di sicurezza per almeno fino alle elezioni presidenziali di inizio novembre, in attesa che le indagini chiariscano nei dettagli cosa è accaduto durante il comizio del leader repubblicano. Ma i colpi sparati in Pennsylvania sabato hanno già cambiato la campagna elettorale. E le successive immagini di Trump, ferito ma pronto a «combattere», fanno temere a tutto lo staff democratico che la battaglia per la rielezione potrebbe essere già persa.

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Per Biden i prossimi mesi rischiano di trasformarsi in un’agonia: le incertezze e le amnesie pubbliche, i dubbi degli elettori sulle condizioni psicofisiche di un candidato 81enne, le pressioni dei donatori perché si faccia da parte, le ammissioni (private ma subito diffuse dalla stampa) di figure di riferimento come Barack Obama, tutto questo si somma ora all’evidenza di dovere affrontare un quasi martire, se non un highlander, un immortale.

«Voglio parlarvi della necessità di abbassare i toni della nostra vita politica», ha detto Biden rivolgendosi agli americani nelle ore successive all’attentato. Mentre la sua campagna aveva già ritirato tutti gli spot elettorali in Pennsylvania. Dopo quanto accaduto, sarà impossibile per Biden e i democratici insistere sulla linea dello scontro, quella che indica in Trump «una minaccia per la democrazia americana». Non conta più cosa è successo negli ultimi quattro anni: l’assalto a Capitol Hill da parte di trumpiani esagitati, i tentativi di brogli, gli attacchi continui ai giudici da parte del tycoon-imputato, gli insulti alle istituzioni, a partire ovviamente dal presidente Biden, ma includendo anche il Parlamento e gli stessi parlamentari repubblicani.

Tutto, fatti compresi, è stato cancellato, dall’attentato, dalla telefonata «breve e rispettosa» tra i due leader rivali, dal colloquio telefonico tra le mogli Jill e Melania. Affogato in un ritrovato sentimento patriottico nazionale.

Il presidente «continuerà a evidenziare il contrasto tra la nostra visione positiva per il futuro e l’agenda retrograda di Trump e dei repubblicani», hanno fatto sapere dallo staff di Biden. Lo stesso presidente è sempre convinto di essere «la persona più qualificata per battere Trump» e ripete che «nessun sondaggio dice che non posso vincere». Qualcuno tra gli analisti politici - wishful thinking? - arriva a ipotizzare che proprio in un momento così drammatico, la figura rassicurante del vecchio Biden potrebbe conquistare gli elettori. Ma se Biden non potrà più rivendicare «la difesa della democrazia contro la destra», con quali argomenti potrà sconfiggere, l’invincibile Trump?

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