Corsa alla Casa Bianca

Biden sfida i big del Partito Democratico: «Non lascio, la questione è chiusa»

Nella lettera di due pagine, Biden ha scritto che «la questione di come andare avanti è stata affrontata da più di una settimana. Ed è ora che finisca»

Aggiornato l’8 luglio alle 22:57

Joe Biden

3' di lettura

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Biden non molla e contrattacca. Il Presidente, in una lettera ai Democratici del Congresso, si è opposto con fermezza alle richieste di abbandonare la candidatura e ha chiesto di porre fine al dramma interno al partito che ha lacerato i Democratici dopo la sua incerta performance nel primo dibattito televisivo con Donald Trump. Tuttavia, il deputato dem Adam Smith, esponente autorevole del partito membro della commissione per le forze armate, ha dichiarato pubblicamente che Joe Biden dovrebbe abbandonare la corsa «il più presto possibile», dopo aver espresso questa posizione in una call privata con i colleghi della Camera. «La performance del presidente nel dibattito è stata allarmante da guardare e il popolo americano ha messo in chiaro che non lo vede più come un candidato credibile per servire altri quattro anni come presidente», ha detto in una nota, aggiungendo che «non è la persona migliore per veicolare il messaggio democratico».

Gli sforzi di Biden per puntellare un partito democratico profondamente in ansia sono arrivati lunedì, mentre i membri del Congresso tornavano a Washington per decidere se lavorare per rilanciare la sua campagna o cercare di mettere in minoranza il leader del partito e trovare un candidato alternativo.

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Lettera al Congresso: questione chiusa

Nella lettera di due pagine, Biden ha scritto che «la questione di come andare avanti è stata affrontata da più di una settimana. Ed è ora che finisca». Ha sottolineato che il partito ha «un solo compito», quello di sconfiggere il candidato presidenziale repubblicano Donald Trump a novembre.

«Mancano 42 giorni alla Convention democratica e 119 alle elezioni», ha dichiarato Biden nella lettera, diffusa dalla sua campagna per la rielezione. «Qualsiasi indebolimento della determinazione o mancanza di chiarezza sul compito che ci attende aiuta solo Trump e ci danneggia. È tempo di unirsi, di andare avanti come un partito unito e di sconfiggere Donald Trump».

«Negli ultimi 10 giorni - scrive Biden ai Congressmen - ho avuto lunghe conversazioni con la leadership del partito, con i funzionari eletti, con gli iscritti e soprattutto con gli elettori democratici. Ho ascoltato le preoccupazioni delle persone, i loro timori in buona fede per la posta in gioco in queste elezioni. Non sono cieco di fronte a queste preoccupazioni. Credetemi, conosco meglio di chiunque altro la responsabilità e il peso che il candidato del nostro partito porta con sé. L’ho portato nel 2020 quando era in gioco il destino della nostra nazione (...). Posso rispondere a tutto questo dicendo in modo chiaro e inequivocabile: non mi sarei ricandidato se non fossi assolutamente convinto di essere la persona migliore per battere Donald Trump nel 2024.

«Gli elettori democratici hanno scelto me»

Abbiamo avuto un processo di nomina democratica e gli elettori hanno parlato in modo chiaro e deciso. Ho ricevuto oltre 14 milioni di voti, l’87% dei voti espressi nell’intero processo di candidatura. Ho quasi 3.000 delegati, il che mi rende il candidato presunto del nostro partito con un ampio margine.

È stato un processo aperto a chiunque volesse candidarsi. Solo tre persone hanno scelto di sfidarmi. Una è andata così male che ha abbandonato le primarie per candidarsi come indipendente. Un altro mi ha attaccato perché ero troppo vecchio ed è stato sonoramente sconfitto. Gli elettori del Partito Democratico hanno votato. Hanno scelto me come candidato del partito».

«Dobbiamo dire che questo processo non ha avuto importanza? Che gli elettori non hanno voce in capitolo? Mi rifiuto di farlo. Sento un profondo obbligo nei confronti della fiducia che gli elettori del Partito Democratico hanno riposto in me per candidarmi quest’anno. È stata una loro decisione. Non la stampa, non gli opinionisti, non i grandi donatori, non un gruppo selezionato di individui, per quanto ben intenzionati. Sono gli elettori - e solo gli elettori - a decidere il candidato del Partito Democratico. Come possiamo difendere la democrazia nella nostra nazione se la ignoriamo nel nostro stesso partito? Non posso farlo. Non lo farò».

Partito diviso

L’ansia è alta, poiché i più importanti legislatori democratici si stanno unendo alle richieste a Biden di farsi da parte. Allo stesso tempo, alcuni dei più convinti sostenitori del Presidente stanno raddoppiando la lotta per la presidenza di Biden, insistendo sul fatto che non c’è nessuno migliore per battere Trump in quelle che molti considerano tra le elezioni più importanti della loro vita.

Biden ha fatto seguire alla lettera un’intervista telefonica con il programma «Morning Joe» della MSNBC, in cui ha insistito sul fatto che «i democratici medi» vogliono che rimanga in gara e si è detto “frustrato” dalle richieste dei funzionari del partito di farsi da parte. «Sono grandi nomi, ma non mi interessa cosa pensano questi grandi nomi», ha detto Biden.

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