Betty Vignotto: in Francia inizia il futuro del nostro calcio femminile
di Maria Luisa Colledani
3' di lettura
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«Non cantiamo vittoria: il Mondiale di Francia è solo il punto di partenza per arrivare alla nascita di una Lega di Serie A femminile con lo status di professionismo o semi-professionismo per la calciatrici italiane». Betty Vignotto, 65 anni, presidentessa del Sassuolo femminile, è chirurgica con le parole come lo era quando, negli anni 70 e 80, furoreggiava nelle aree di rigore e segnava gol a grappoli. Quinta di 13 figli, debutta in serie A nel 1970, dopo infinite partite coi ragazzini di Via Sabbioni a San Donà di Piave (Venezia). Con i suoi 107 gol in 109 gare con la maglia azzurra (immaginate lo stile di Mariolino Corso), è stata, insieme a Carolina Morace, il simbolo di un'Italia che esportava il calcio Made in Italy nel mondo.
Calcio femminile, una ricorsa lunga cent’anni
C'è stata una fase in cui l'Italia era leader nel calcio femminile?
Nel 1971 partecipai a una manifestazione di livello internazionale che potremmo avvicinare al Mondiale, anche se non era organizzata dalla Fifa. C'erano le nazionali più importanti di allora e noi con loro: il movimento c'era ed era vitalissimo. Negli anni seguenti, nel 1984 e poi, anche durante il Mondiale del 1991 in Cina, mi è capitato di organizzare dimostrazioni per tante squadre straniere.
Poi, un lento declino, vent'anni di difficoltà, fino alla qualificazione per France 2019?
La decisione della Figc a favore del calcio femminile è stata una svolta; poi, l'arrivo di Milena Bertolini alla guida della Nazionale ha fatto il resto per i successi della Nazionale. Milena è molto preparata e conosce bene tutto l'ambiente, oltre ad allenare ragazze che si presentano in Nazionale già fisicamente preparate.
Dove arriverà l'Italia?
Il gruppo è unito, questo conta, non serve il Messi della situazione. La Nazionale è partita bene con l’Australia, e il morale è alto. Poi, ci toccherà la Giamaica che nessuno conosce bene e il Brasile, tutto estro e fantasia, della funambolica Marta. I punti ottenuti domenica scorsa sono una bella iniezione di autostima e aiutano a sgombrare la mente.


